Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

Il pm ha inoltre precisato che “le condotte apparentemente omissive” delle “autorità religiose che, pur in presenza di reati, non hanno ritenuto doveroso ricorrere alla competente giustizia penale, pur nella loro apparente gravità, non appaiono censurabili non essendo previsto a loro carico, al di là dell’evidente obbligo morale quantomeno nei confronti delle vittime, alcun obbligo giuridico sanzionabile di denuncia dei fatti a loro noti”.

“Neppure perseguibile” ha aggiunto ancora Canessa nel provvedimento “appare infine il comportamento addebitato” da alcuni testimoni “al vescovo ausiliario Claudio Maniago” che “avrebbe minacciato ‘conseguenze negative per le loro attivita’ professionali legate alla diocesì a quelle vittime che manifestavano la volontà di ottenere comunque giustizia”.Il pm ha precisato che non essendo stata presentata querela il reato non è perseguibile.

Il magistrato ha quindi spiegato nel medesimo provvedimento che non era possibile procedere contro il vescovo ausiliario di Firenze Claudio Maniago per  abusi sessuali da parte sua e di alcuni altri sacerdoti denunciati da un giovane toscano che ha dichiarato di aver subito violenze nel 1996 all’interno di una parrocchia sulla costa livornese. Sebbene siano stati trovati dei riscontri al racconto del testimone, non è stato possibile procedere contro il vescovo Maniago per mancanza di querela, “in quanto” l’uomo che raccontò l’episodio al pm “nè all’epoca dei fatti nè tantomeno tardivamente, all’epoca della sua spontanea presentazione al pm, aveva comunque presentato alcuna richiesta di punizione di chicchessia per gli abusi sessuali subiti”.

Il pm fa peraltro notare che il vescovo ausiliario di Firenze “chiamato esplicitamente in causa, non risulta aver presentato, a sua volta, alcuna denuncia per calunnia per i fatti addebitatigli”.
(02 maggio 2011)

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/05/02/news/don_cantini_violenze_provate_ma_tutti_prescritti_i_reati_di_pedofilia-15676111/

 

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