Forlì, la Diocesi sospende il prete coinvolto nel ricatto a sfondo sessuale

12 aprile 2011 – FORLI’ – Il vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro, monsignor Lino Pizzi, ha sospeso il prete finito al centro del caso di estorsione a sfondo sessuale e che ha portato all’arresto di due giovani – un forlivese di 24 anni e un casertano di 25, da mesi residente in città -, ora ai domiciliari. Lo ha reso noto la Diocesi stessa in una nota, spiegando che il provvedimento è stato preso sulla base di quanto stabilito dal Codice di diritto canonico.

La Curia diocesana ha espresso inoltre “dolore e amarezza per il coinvolgimento in questa triste vicenda di un sacerdote della diocesi” e “manifesta la sua fiducia che la Magistratura farà il suo corso per accertare i reati avvenuti”. “Limiti ed errori, anche gravi, che fanno parte della condizione umana – ha aggiunto la Diocesi – non offuscano la testimonianza fedele che tanti sacerdoti danno ogni giorno nell’esercizio del loro ministero per il bene delle comunità. Più che mai si rende necessaria la preghiera per i sacerdoti e perché non sia turbata la serenità della comunità”.

www.romagnaoggi.it/forli/2011/4/12/190683/

Forlì, prete ricattato. I ”partner” erano indigenti, ombre sull’inizio della relazione

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12 aprile 2011 – 21.15 (Ultima Modifica: 12 aprile 2011)

FORLI’ – Cosa accadde al primo incontro tra il sacerdote e i due giovani ricattatori quando si conobbero nel 2009 per alcuni lavoretti edili da completare in chiesa? Chi strizzò per primo l’occhio ammiccando ad un rapporto sessuale? Sono questi gli interrogativi sui quali sono al lavoro i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, coordinati dal tenente Cristiano Marella, chiamati a sbrogliare la matassa del delicato caso del ricatto a sfondo sessuale.

La vicenda è scoppiata venerdì sera, ed è terminata con l’arresto, subito convertito nei domiciliari, dei due giovani che stavano minacciando il sacerdote di rivelare la loro duratura relazione omosessuale a tre, chiedendo soldi. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i due giovani, con esperienza come falegnami, si erano presentati al sacerdote in stato di indigenza per chiedere aiuto. Il prete si sarebbe dimostrato subito disponibile, dando loro l’opportunità di metter in tasca qualche soldo effettuando di lavori di manodopera in chiesa.

I due ragazzi non avevano mai nascosto di esser omosessuali. Qualcosa è scattato all’improvviso, ma chi ha avanzato

per primo la richiesta dei rapporti? Un punto buio in cui potrebbe celare sorprese. In ogni caso è nata così una sorta di relazione, consenziente, dietro pagamento sistematico delle prestazioni, che si è bruscamente interrotta quando i due giovani hanno scoperto che il sacerdote avrebbe avuto un terzo partner. A quel punto hanno cominciato a pretendere con forza compensi più profumati, almeno pari a quelli del “terzo incomodo”, o avrebbero rivelato tutto al vescovo. Insomma, l’estorsione starebbe non nel pagamento, ma nella “richiesta dell’aumento”.

Un rebus anche cosa sia successo quel venerdì sera nella chiesa, quando sono partite verso il 112 due telefonate, entrambe che simulavano una lite per soldi a causa di lavori edili eseguiti e non retribuiti. Alla fine sono stati portati tutti in caserma e interrogati separatamente.

Gli inquirenti sono al lavoro per verificare se sono coinvolti altri giovani e la provenienza dei soldi usati dal sacerdote per pagare i due ragazzi. Il patrimonio del sacerdote, infatti, per il diritto canonico, è comunque separato dal patrimonio della parrocchia. Nel corso degli approfondimenti sono state eseguite approfondite perquisizioni e i carabinieri hanno sequestrato al prete anche computer portatili e dvd, ora nelle mani dei tecnici per verificarne il contenuto.

www.romagnaoggi.it/forli/2011/4/12/190697/

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