Condannato per abusi sessuali Sacerdote trovato senza vita

Marone (Brescia) – Sulla Corna Trentapassi, sopra il Sebino, trovato il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote scomparso a fine settembre e condannato per abusi sessuali nei confronti di una tredicenne.

Condannato per abusi sessuali
Sacerdote trovato senza vita

E’ stato trovato nella zona della Corna Trentapassi, in territorio di Marone (Brescia), sul lago d’Iseo, dalla V Delegazione Bresciana del Soccorso Alpino il corpo senza vita di don Matteo Diletti, il sacerdote di 39 anni scomparso alla fine di settembre.
Il sacerdote una settimana dopo la scomparsa era stato condannato definitivamente dalla Cassazione a quattro anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina tredicenne, commessi quando il prete alcuni anni fa ricopriva il ruolo di curato della parrocchia di Vilminore di Scalve.
Quando è arrivata la conferma della condanna don Diletti era irreperibile da una settimana: la sua auto era stata trovata abbandonata vicino a una spiaggetta di Vello di Marone, paesino che si affaccia sulla sponda bresciana del lago d’Iseo.
Temendo un insano gesto, le ricerche nel lago erano scattate subito con l’ausilio dei sommozzatori, per poi essere interrotte 48 ore dopo. I carabinieri avevano impiegato anche le unità cinofile, che avrebbero portato alla vicina stazione dei treni. Nessuno però lo avrebbe visto salire su uno dei rari convogli di passaggio.
Due ipotesi erano state avanzate: don Diletti, gravato dal peso dell’imminente sentenza della Cassazione, si era spinto fino a un gesto disperato. Oppure aveva deciso di fuggire per evitare il carcere
La Curia di Bergamo, subito dopo la scomparsa aveva emesso un comunicato in cui esprimeva preoccupazione. Sacerdote dal 1996, don Matteo era stato responsabile della pastorale giovanile in alcune parrocchie della val d’Oneta e, successivamente, della Val di Scalve, fino al 2005. Dal 2005 risiedeva a Bergamo. Don Diletti, aveva spiegato il delegato alla comunicazione della Curia, monsignor Alberto Carrara “aveva riconosciuto i suoi errori consistiti nell’intrattenere una relazione con una sua allieva tredicenne”.
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Lunedi 7 Marzo 2011

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