Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

FOGGIA – La Procura chiede la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento), l’ex vice parroco del «Sacro Cuore» accusato di atti sessuali su quattro bambine che sarebbero state molestate dall’anziano sacerdote, nell’estate 2006, mentre si confessavano nella chiesa al rione Candelaro.

Il pm Vincenzo Maria Bafundi ha parlato per oltre un’ora ieri mattina nella lunga udienza celebratasi a porte chiuse davanti al gup Antonio Diella, in quanto la difesa ha optato per il processo abbreviato condizionato alla trascrizione di un colloquio registrato tra i genitori di una delle presunte vittime ed un altro sacerdote, all’insaputa di quest’ultimo. L’udienza, iniziata poco dopo le 9, è proseguita sino alle 13.30 con requisitoria del pm e arringhe degli avvocati di parte civile Michele Sodrio, Michele Vaira, Sergio Cangelli, Antonio Bove e Antonio Leonardo, che tutelano gli interessi delle 4 minorenni e dei loro genitori e che hanno chiesto la condanna del prete e risarcimento per circa oltre 500mila euro complessivi (degli interventi delle parti civili riferiamo a parte, ndr).

L’udienza è stata rinviata a marzo per dar spazio alla difesa, con gli avv. Franco e Donatella Ventarola che solleciteranno l’assoluzione del sacerdote: come si può credere – sarà uno degli argomenti difensivi – che quattro ragazzine siano state molestate durante la confessione in una chiesa molto affollata in quell’estate del 2006 perchè la Parrocchia aveva organizzato i giochi estivi, e nessuno se ne sia reso conto? Don Rossi, che da tempo non vive più a Foggia, anche ieri non era presente in aula.

Il sacerdote si dice innocente: per questa vicenda fu arrestato nel maggio 2007 dagli agenti della sezione reati contro la persona della squadra mobile, posto ai domiciliari dove rimase per quattro mesi quando il gip lo rimise in libertà. Il pm, considerata l’età e lo stato d’incensuratezza del sacerdote, ha chiesto al gup di concedere all’imputato le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante di aver abusato della suo funzione di ministro del culto e del fatto che le minorenni gli erano state affidate.

Parlando per oltre un’ora il pm Bafundi, che coordinò le indagini della polizia e nell’aprile di un anno fa chiese il rinvio a giudizio del sacerdote, ha ripercorso le tappe dell’inchiesta e si è soffermato sul racconto delle quattro vittime, ribadito nel giugno 2007 nel corso dell’incidente probatorio svoltosi davanti a tutte le parti processuali interessate: in quella circostanza le minorenni ribadirono d’essere state toccate mentre si confessavano al «Sacro cuore» con don Nicolangelo. Dichiarazioni convergenti quelle delle vittime – ha ricordato il pm – e che escludono la possibilità che si siano accordate per calunniare il sacerdote, nei confronti del quale peraltro non avevano motivi di rancore. Bisogna credere alle bambine – ha detto il pm chiedendo la condanna del sacerdote – perchè i loro sono racconti spontanei, convergenti e riscontrati dalle indagini della squadra mobile. Quali riscontri? Le reazioni immediate delle ragazzine subito dopo essere state molestate nel confessionale, confermate da alcuni testi. E che le minorenni non abbiano inventato nulla, lo dimostra anche – nell’ottica accusatoria – la consulenza psicologica alla quale furono sottoposte durante le indagini preliminari proprio su ordine della Procura, con gli psicologi che hanno confermato l’attendibilità delle vittime.
15 Febbraio 2011

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Durissimo attacco delle parte civili: «Don Nicola non merita attenuanti»
Ha parlato anche di «congiura del silenzio» l’avv. Michele Sodrio, legale di parte civile per una delle quattro bambine che sarebbero state molestate da don Nicolangelo Rossi, nel chiedere ieri mattina la condanna del sacerdote e un risarcimento di 250mila euro: 200mila euro per la bambina, 50mila per i genitori. A dire del legale altri sapevano nella chiesa del «Sacro cuore» dei comportamenti dell’imputato, prim’ancora che le denunce delle bambine e l’indagine di Procura e squadra mobile portasse all’arresto del sacerdote. Per l’avv. Sodrio, contrariamente a quanto sostenuto dal pm, don Nicolangelo Rossi non merita la concessione delle attenuanti generiche «perchè i fatti sono gravissimi: parliamo di bambine molestate da un sacerdote al quale erano state affidate per confessarsi».

La parte civile concorda invece col pm nel rimarcare l’attendibilità delle vittime: dichiarazioni convergenti, spontanee, ribadite nell’incidente probatorio. Nel motivare la richiesta di danni così alta, l’avv. Sodrio ha parlato dei danni psicologici subiti dalla bambina tuttora turbata, tanto da avere difficoltà a dormire. L’avv. Michele Vaira, il legale della bambina la cui denuncia diede il via all’inchiesta giudiziaria, ha anticipato che l’eventuale risarcimento (non ha quantificato i danni) verrà devoluto in beneficenza, come annunciato sin dal primo momento dai genitori della bambina che per primi presentarono denuncia in Procura. In arringa l’avv. Vaira, per chiedere la condanna di don Nicolangelo Rossi, si è soffermato a lungo su quanto dichiarato da un altro sacerdote della parrocchia del «Sacro cuore».

A pubblico ministero e difensori che lo interrogarono nel corso delle indagini, il testimone escluse di aver mai sentito voci imbarazzanti sul conto del vice parroco; ma quando parlò con i genitori della bambina molestata (registrarono il colloquio all’insaputa del prete, registrazione entrata negli atti processuali) il testimone – ha rimarcato l’avv. Vaira – disse bel altro, confermò di aver sentito voci su don Nicolangelo; d’aver informato i superiori; e che li avrebbe subito avvertiti di quella denuncia. Per l’avv. Vaira il sacerdote («è il nostro miglior teste d’accusa») diceva la verità quando parlava con i genitori della vittima: se così non fosse, perchè mai avrebbe dovuto confermare ai genitori della bambina che circolavano voci imbarazzanti sul collega?

Il legale nei prossimi giorni depositerà anche una memoria difensiva per ribadire la richiesta di condanna del prete e chiedere che non gli vengano concesse le attenuanti generiche: «ha negato l’evidenza delle prove, non ha mai chiesto scusa, non merita attenuanti» dice l’avv. Vaira alla «Gazzetta». Sia Sodrio che Vaira ribadiscono che, in caso di condanna del sacerdote, avvieranno subito una causa civile contro l’Opera don Bosco dei salesiani di Roma e la parrocchia Sacro Cuore per chiedere loro il risarcimento danni, quali «datori» di lavoro del prete.
15 Febbraio 2011

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Le tappe. Dalla denuncia al processo
9 agosto 2006 I genitori di una bambina presentano un esposto in Procura, denunciando che la figlia è stata molestata da un prete mentre la confessava nella chiesa del «Sacro Cuore».

11 maggio 2007 Don Nicolangelo Rossi, ex vice parroco della chiesa foggiana, arrestato a Taranto dalla squadra mobile foggiana su ordinanza del gip che lo manda ai domiciliari per atti sessuali su minorenni in un istituto salesiano della Campania: il prete respinge le accuse.

17 giugno 2007 Incidente probatorio in Tribunale per interrogare le 4 presunte vittime: confermano d’essere state toccate dall’indagato.

24 settembre 2007 Il gip rimette in libertà don Nicolangelo Rossi, imponendogli l’obbligo di dimora a Vico Equense.

Giugno 2008 Revocato anche l’obbligo di dimora.

6 aprile 2010 Dopo quasi quattro anni di indagini e una consulenza psicologica per verificare l’attendibilità delle presunte vittime, il pm Vincenzo Maria Bafundi chiede il rinvio a giudizio di don Rossi per atti sessuali su 4 minorenni.

19 maggio 2010 Inizia l’udienza preliminare davanti al gup Antonio Diella, subito rinviata. Si costituiscono parte civile contro il sacerdote le 4 bambine e i loro genitori.

30 giugno 2010 La difesa di don Rossi annuncia che chiederà il processo abbreviato davanti allo stesso gup.

21 luglio 2010 Le parti civili chiedono di poter citare nel giudizio in corso, ai solo fini della responsabilità civile, Opera don Bosco e parrocchia Sacro cuore quali «datori di lavoro» dell’imputato; la difesa si oppone.

22 settembre 2010 Il gup accoglie la richiesta delle parti civili di citare salesiani e parrocchia.

7 febbraio 2011 Opera don Bosco e Sacro Cuore estromesse dal processo su richiesta del loro legale: non poterono partecipare all’incidente probatorio quando si formò la prova. Per la parte civile è importante comunque la decisione del gip di poterle citarle in giudizio: preannunciano l’avvio di una causa civile contro Salesiani e sacro Cuore.

14 febbario 2011 Il pm chiede 4 anni e 6 mesi per don Rossi; richiesta di condanna ribadita anche dai legali delle 4 bambine che sarebbero state molestate.
15 Febbraio 2011

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