Pedofilia, le vittime in piazza “Basta abusi, la Chiesa faccia di più”

Sit-in contro gli abusi dei preti pedofili di fronte a Castel Sant’Angelo. Tra i partecipanti ex allievi sordomuti dell’istituto Antonio Provolo di Verona e Francesco Zanardi, 40 anni, in sciopero della fame contro il vescovo di Savona. Contestato padre Lombardi, portavoce della Santa Sede

Chiedono giustizia, una volta ancora, e pretendono che le violenze non accadano più. E’ l’appello rivolto alla Chiesa dalle vittime di abusi che partecipano al raduno internazionale organizzato oggi a Roma, “per chiedere al Papa di agire seriamente e di ordinare ai vescovi di denunciare i preti pedofili”.

Il sit-in è cominciato nel pomeriggio, quando diverse di persone, provenienti da tutto il mondo, si sono trovate per inaugurare l'”Anno del sopravvissuto”, mostrando cartelli con su scritto: “Giù le mani dai bambini”; “Chiesa senza abusi”; “Il Papa protegge i preti pedofili”. Un presidio di raccoglimento, con le testimonianze di chi ha vissuto l’orrore e l’intenzione di marciare silenziosamente verso San Pietro “singolarmente e non in corteo – commentano alcuni dei partecipanti – perché non siamo stati autorizzati”.

Durante l’incontro, non mancano però le contestazioni. A farne le spese è padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, duramente contestato dai manifestanti. Il sit-in era cominciato da qualche minuto, quando padre Lombardi è passato – ha detto lui stesso ai presenti – per “esprimere la sua solidarietà”. Il portavoce del Vaticano, raggiunto da insulti in diverse lingue, si è allontanato senza lasciare alcun commento ai cronisti.

Alla protesta ha partecipato un gruppo di ex allievi sordomuti dell’istituto Antonio Provolo di Verona e una vittima di Savona, Francesco Zanardi, 40 anni, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo di Savona, Vittorio Lupi, perché “provveda a denunciare i preti pedofili”.

“Troppi bambini di troppi Paesi sono stati violentati. Oggi siamo qui per portare un messaggio di speranza e per chiedere al mondo di sposare la nostra causa”. Gary Bergeron, 47 anni, ha fondato assieme a Bernie McDaid, 54, l’associazione Survivor’s Voice. Entrambi da ragazzini sono stati vittime delle ‘attenzioni’ sessuali di un prete della diocesi di Boston. Per questo oggi sono venuti a Roma con la speranza che ciò che hanno vissuto non accada mai più, a nessuno.

“In generale, nel mondo, tre bambini su dieci subiscono abusi sessuali – ha detto Bergeron, a margine di un incontro con la stampa – non sappiamo però quanti bambini siano abusati dagli uomini di Chiesa, perché la Chiesa non ha mai fatto studi, non ci ha mai dato i dati”.

All’invito di Bernie e Gary hanno risposto dall’Olanda, dall’Irlanda, dall’Inghilterra, ma anche dall’Italia. Questa mattina i fondatori di Survivor’s Voice hanno incontrato alcuni ex alunni dell’istituto per sordi veronese Provolo, investito da uno dei principali casi scoppiati in Italia nel campo della pedofilia nella Chiesa. “Quello che è capitato a noi – ha aggiunto Bergeron – potrebbe capitare anche ad altri bambini.
Siamo qui per chiedere aiuto al mondo, per chiedere al mondo di sposare la nostra causa”. “La nostra presenza qui – ha sottolineato McDaid – è più potente di quanto si possa credere. Dobbiamo dire a tutti di proteggere i bambini. Anche da quello che potrebbe capitare loro navigando su internet”.

(31 ottobre 2010)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/10/31/foto/sit-in_contro_i_preti_pedofili-8617744/1/

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