Catechista pedofilo, condanna bis sesso via webcam con un ragazzino

L’uomo è un ex commesso della Procura in carcere per abusi nei confronti di un quindicenne. Le indagini hanno messo in luce una sua sistematica attività di adescamento di adolescenti su Internet. E’ così scattata una nuova sentenza: 5 anni per aver costretto un minore a rapporti sessuali via webcam. Il suo avvocato si è rivolto in Cassazione contro la sentenza del primo caso
La prima vittima l’aveva conosciuta in parrocchia, la seconda su Internet. E’ stato raggiunto da una nuova condanna l’ex commesso della Procura di Bologna arrestato nel maggio del 2008 con l’accusa di pedofilia. Nel primo caso era finito in carcere per avere abusato di un quindicenne conosciuto nella parrocchia dove per anni era stato catechista, un ragazzino al quale aveva fatto da padrino per la cresima e che saltuariamente incontrava nella sua abitazione. Ad accorgersi che qualcosa non andava furono i genitori dell’adolescente. Indagando scoprirono che il figlio veniva circuito con lusinghe e piccoli regali come ad esempio la ricarica del cellulare.

Nel gennaio del 2009 fu condannato a otto anni, pena che sta scontando nel carcere bolognese della Dozza. In quell’occasione scattarono gli accertamenti sulla sua attività informatica che dimostrarono come l’uomo tentasse di adescare i ragazzi su Internet sistematicamente. Fu raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale e detenzione e diffusione di immagini pedopornografiche finalizzate all’adescamento dei minorenni. Vennero individuate altre potenziali vittime tra cui un ragazzino slavo che secondo l’accusa fu indotto ad esibirsi via webcam. Per questo episodio oggi l’ex commesso è stato condannato a cinque anni.

Durante le indagini si presentò anche un uomo sulla trentina raccontando di essere stato vittima di abusi simili da parte dell’imputato quando aveva circa 13 anni. Un episodio per il quale però è scattata la prescrizione. Il difensore del cinquantunenne ha presentato appello in Cassazione contro la sentenza di appello che ha confermato la condanna in primo grado a otto anni per la vicenda della prima vittima, quella che ha aperto l’inchiesta.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/06/28/news/una_seconda_condanna_per_il_pedofilo_cinque_anni_per_l_adescamento_di_un_ragazzino-5225812/