Intercettare un prete? Bisognerà informare il Vaticano, informare anche delle indagini

Intercettare un prete? Bisognerà informare il Vaticano

Nel decreto legge che stabilisce regole più severe per l’utilizzo e la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche l’attenzione del governo si rivolge anche alla Santa sede. Uno dei punti approvato nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 gennaio, infatti, prevede ulteriori cautele nel caso che, il personaggio intercettato sia un religioso.

In particolare il comma 24 dell’articolo 1 del ddl intercettazioni approvato in commissione Giustizia del Senato stabilisce che “se un pubblico ministero intercetta o indaga un uomo di Chiesa deve darne immediato avviso al Vaticano”.

Durante la seduta notturna della commissione sono stati bocciati gli emendamenti dell’opposizione che puntavano a sopprimere questa norma dal testo. L’opposizione ha protestato contro tale misura. “Perché un privilegio del genere – ha chiesto il senatore del Pd Vincenzo Vita – deve essere previsto solo per i cattolici? Si crea una discriminazione importante sulla quale non siamo d’accordo”.

Intercettare un prete? Bisognerà informare il Vaticano

Ok alla norma “D’Addario” e a quella “Salva Iene”, le “talpe” rischian da 1 a 6 anni di carcere

La Commissione giustizia del Senato accelera e dà il via libera in nottata a numerose norme ’calde’ del disegno di legge sulle intercettazioni. Nel corso della lunga seduta notturna hanno ricevuto l’ok la cosidetta norma ’D’Addario’ – che prevede che nessuno possa effettuare registrazioni senza il consenso di tutte le parti interessate – e le norme sul diritto di cronaca, ribattezzate ’Salva-Iene’: il giornalista professionista che effettuerà riprese e registrazioni nell’ambito di attività di stampa o di cronaca sancite solennemente dall’articolo 21 della Costituzione non rischierà alcuna condanna. Non si potranno fare riprese tv di processi se non ci sarà il consenso di tutti è le ’talpe’ che rivelino atti o notizie del processo coperti da segreto rischiano da uno a 6 anni di carcere. Inoltre chiunque pubblichi intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che risultino estranee alle indagini potra’ essere punito con il carcere da 6 mesi a tre anni. Passa anche la norma che rafforza l’obbligo già esistente per il pm di informare le gerarchie ecclesiastiche qualora ad essere indagato e intercettato sia un sacerdote o un vescovo: in quest’ultimo caso, il “pm invia l’informazione al cardinale segretario di Stato”. Sul tavolo resta da definire un altro punto ’caldo’ del ddl, quello relativo all’inasprimento delle pene per i giornalisti.

http://www.essenzialeonline.it/politica/Dd…lera_15246.html

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