Pedofilia, vescovo Dublino: troppi non vogliono verita’

12 maggio, 22:17

ROMA – Gli uomini di fede non possono essere “pessimisti”: tuttavia l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, uno dei presuli più vicini a Ratzinger nella linea della “tolleranza zero” verso la pedofilia, si è detto profondamente “scoraggiato” nel vedere quanto siano potenti le forze all’interno del mondo ecclesiastico irlandese impegnate a non fare emergere la “verità” sull’estensione delle violenze compiute dai preti sui minori e sulle coperture ricevute.

Martin ha parlato lunedì sera a Dublino ad un incontro organizzato dai ‘Cavalieri di San Colombiano’ sul tema “Il futuro della Chiesa in Irlanda”. Le sue parole sono state riprese dal settimanale britannico cattolico ‘Tablet’ e da numerosi siti cattolici in Irlanda. Il vescovo ha espresso il suo “senso di scoramento” di fronte “al livello di volontà di cominciare realmente quello che sarà un doloroso processo di rinnovamento”. Scoraggiato si è detto anche “per le rivelazioni senza fine che arrivano, goccia dopo goccia, sui bambini abusati dai preti e sul disastroso modo di gestirle”. Ma sopratutto, ha spiegato, la sua amarezza nasce dal constatare che ci sono “forze potenti che non vogliono che la verità emerga”. “Continuo a vedere – ha rimarcato – segnali di rifiuto nell’assumersi le responsabilità”. In ciò ha rivolto un appello a tutte le parrocchie: la tutela dei bambini deve essere posta in cima all’agenda di ogni consiglio pastorale e la vigilanza non può mai venire meno. Poi ha voluto rispondere a chi accusa la diocesi di Dublino di aver adottato una strategia mediatica “disastrosa” dopo la pubblicazione del rapporto governativo “Murphy” sugli abusi compiuti nelle istituzioni cattoliche in Irlanda negli scorsi decenni. “La mia risposta – ha detto – è che ciò che è narrato nel rapporto Murphy è catastrofico e che la sola onesta reazione della Chiesa era di ammettere pubblicamente come tutto ciò fosse stato affrontato in maniera spettacolarmente sbagliata. In maniera spettacolarmente sbagliata e punto”. Ad aggiungere scoramento a scoramento, ha proseguito, vi è il “fallimento del rapporto tra Chiesa e giovani”. Martin ha riferito di visitare parrocchie senza incontrare più ragazzi e adolescenti. La gente, ha concluso, “non si rende conto dell’entita della crisi della fede in Irlanda”.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/05/12/visualizza_new.html_1792040399.html

Advertisements