Prete pedofilo nascosto a Sarteano (SI)

In località Querce al Pino, diocesi di Montepulciano

di Alessandro D’Amato (Gregorj)
Padre Pezzotti e gli altri: trenta casi di preti pedofili che la Chiesa ha protetto
pubblicato il 15 aprile 2010 alle 08:11 dallo stesso autore – torna alla home

Spostare e trasferire per troncare e sopire: l’AP fa nomi e cognomi di sacerdoti inviati nelle missioni o mandati all’estero per evitare che finissero sotto processo.

La foto del bollettino della Chiesa cattolica lo mostra cinquant’anni dopo con il suo sorriso rugoso, quasi nudo, circondato da bambini tra le braccia e ai suoi piedi in Brasile, dove il reverendo Mario Pezzotti svolgeva la sua attività a fianco dei fanciulli e di supervisione nei confronti degli altri preti. Anche se era stato accusato di aver violentato Joe Callander nel Massachussets. E non è un caso isolato.

PROMOSSI PER MERITI SUL CAMPO – In una ricerca investigativa attraverso 21 paesi nei sei contenti, l’AP ha trovato trenta casi di preti accusati di abusi sessuali che sono stati trasferiti da un paese all’altro, riuscendo, in talune circostanze, a sfuggire alla legge che li inseguiva. Quasi tutti hanno avuto la chance di lavorare nuovamente con i bambini, alcuni di essi hanno continuato ad abusare di minori. Un prete che aveva ammesso violenze sui bambini a Los Angeles venne trasferito nelle Filippine, e i suoi superiori gli intimarono più volte di non rivelare a nessuno dov’era finito. Un altro, condannato per abusi sessuali in Canada e sfuggito alla legge, si trasferì in Francia dove, nel 2005, venne di nuovo condannato. Un altro ancora ha fatto la spola tra Irlanda e Inghilterra, nonostante fosse segnalato come pederasta e abusatore di bambini. Richard Sipe, ex monaco benedettino, lo dice chiaro e tondo: “Se uno dei nostri si mette nei guai e sta per scoppiare uno scandalo, la Chiesa lo sposta in giro per il mondo e lo invia nelle missioni all’estero. Qualsiasi cosa pur di evitare lo scandalo“. I rappresentanti della Chiesa si giustificano dicendo che in alcuni casi, i sacerdoti si sono spostati di loro iniziativa in un altro paese e la nuova parrocchia poteva non essere a conoscenza delle accuse. In altri casi, i funzionari della chiesa hanno detto di non credere alle accuse, o che il sacerdote aveva pagato e si era pentito per quanto fatto. Di fronte a Dio, forse. Di fronte alla legge sicuramente no.

VIOLENZA E CARITA’ – Callander aveva 14 anni quando fu violentato per tre volte da padre Pezzotti presso l’ormai chiuso Xaverian Missionary Faith High School ad Holliston nel 1959. La Chiesa ha pagato 175mila dollari di risarcimento nel 1993 per quanto accaduto, mentre altre due accuse di abusi provenienti da Boston nei confronti del prete non sono state mai chiarite. Nel frattempo lui è volato via in Brasile, dove ha portato il linguaggio della fede agli indiani Kayapo in Amazzonia: “Ho espiato e sono guarito nella giungla”, ha scritto Pezzotti alla sua vittima negli anni Novanta, “Con l’aiuto di Dio”. Don Pezzotti non ha ricevuto altre accuse in Brasile, anzi: quando è tornato in Italia, nel 2003, i brasiliani hanno chiesto a Roma di rimandarlo di nuovo tra di loro.

LUI FA L’INDIANO -Poi c’è un prete indiano, don Vijara Bhaskar Godugunuru, accusato negli Stati Uniti di aver molestato una teen-ager in Florida nel giugno 2006 si troverebbe in Italia. Lo afferma Jeff Anderson, l’avvocato di St. Paul in Minnesota che si sta occupando del caso. «L’appello della famiglia della ragazza a Papa Benedetto XVI è rimasto inascoltato», afferma Anderson in un comunicato. La madre della teen-ager scrisse nell’agosto di quello stesso anno al Santo Padre quando padre Godugunuru fu incriminato dell’aggressione alla figlia. Il prete si dichiarò colpevole e la Corte gli ordinò, nel febbraio 2007, di tornare in India. Don Godudunuru si troverebbe adesso in Toscana, dove lavorerebbe come vice-parroco nella chiesa del Ss. Nome di Maria in località Querce al Pino che fa capo alla diocesi di Montepulciano, Chiusi, Pienza. Lo studio legale di Anderson ha allegato al comunicato l’elenco dei preti in servizio alla diocesi italiana aggiornato al maggio 2009 in cui risulta il nome del sacerdote indiano. Secondo Anderson, la diocesi di Pensacola-Tallahassee in Florida inviò nel 2007 la documentazione relativa a don Godugunuru, compreso il rapporto dello sceriffo e la perizia dello psicologo, al Cardinale Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. La ragazza ha adesso fatto causa alla diocesi per corresponsabilità negli abusi. Secondo Anderson l’iter della vicenda “è tipico di come il Vaticano affronta i casi di abusi sessuali da parte del clero“. “Le prove prodotte non supportan l’accusa”, ha invece detto ad Ap Monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo della diocesi di Montepulciano, la settimana scorsa. La ragazza ha detto che padre Godugunuru si era appartato con lei e le aveva messo le dita nella vagina. Alla famiglia il Papa non ha mai risposto.

IL GESUITA BENEFATTORE – Clodoveo Piazza è un gesuita italiano che gestiva un ricovero per i senzatetto per bambini di strada e ha lavorato in Brasile per 30 anni. Nel 2005 ha ricevuto 600mila dollari dalla Banca per lo sviluppo nazionale del Brasile per istituire quattro impianti nella città nordorientale di Salvador.Lo scorso agosto, i pubblici ministeri hanno detto che almeno otto ragazzi e giovani si erano presentati a dire che erano stati abusati da piazza oppure di aver visto ragazzi stranieri ausati sessualmente. polizia brasiliana sta tentando di arrestarlo, ma Piazza ora lavora in Mozambico, secondo un periodico cattolico no profit, e la chiesa è giunta alla sua difesa.”I gesuiti italiani esprimono la loro solidarietà con il fratello e il padre Piazza“, recita una nota sul suo sito Web. Il gruppo aggiunge che “la calunnia contro i missionari sta diventando un gioco sempre più popolare“. I pubblici ministeri brasiliani dicono che Piazza, un brasiliano naturalizzato, ha rifiutato di rispondere alle accuse di abusi sessuali e sfruttamento sessuale dei bambini. Intervistato a Maputo, in Mozambico, questa settimana, Piazza ha detto le accuse contro di lui sono false e sono parte di una campagna per ricattarlo partita da “ambienti politici” brasiliano che non identifica. Ha detto che era stato prosciolto dalle accuse per due volte in Brasile, e che non vi è alcuna prova contro di lui. Ma i PM brasiliani ribadiscono che non c’è stato nessun proscioglimento e il suo caso è ancora aperto.

LA POSIZIONE DEL SEMINARISTA – Giuseppe Skelton era uno studente di 26 anni del seminario di San Giovanni a Detroit, Michigan, nel 1988, quando fu condannato per abusi sessuali con un ragazzo di 15 anni. Due decenni più tardi, vive nelle Filippine, dove è stato ordinato sacerdote e ora serve come vicario parrocchiale della parrocchia di San Vincenzo Ferrer nella remota città di Calape, secondo la diocesi. E’ anche diventato un cantante gospel molto popolare nel paese. L’arcidiocesi di Detroit, dopo aver appreso che Skelton era stato ordinato sacerdote, ha inviato una lettera sulla sua condanna alla diocesi di Tagbilaran all’inizio del 2003. Tumulak, l’ex vescovo, ha detto di non ricordare di aver ricevuto la lettera, e in ogni caso ormai è troppo tardi.

TRE CONDANNE E NON SENTIRLE – Il reverendo colombiano Enrique Diaz Jimenez è stato condannato per tre volte in tre paesi diversi. Si è dichiarato colpevole di aver abusato sessualmente di tre ragazzi, mentre era un sacerdote della chiesa di San Leo e la Chiesa dell’Addolorata di New York a metà degli anni 1980, e fu condannato nel mese di aprile 1991 a cinque anni e quattro mesi di libertà vigilata. Fu trasferito e riprese il lavoro come sacerdote in Venezuela, dove fu sospeso di nuovo nel 1996 per 20 anni dopo che 18 ragazzi lo hanno accusato di averlo molestato. Monsignor Francisco de Guruceaga, il vescovo che ha assunto Diaz in Venezuela, ha detto che non era chiaro a lui che il prete che era stato accusato di abusare di bambini. Diaz, ha detto De Guruceaga gli disse che aveva problemi con i rapporti con le donne, non di aver molestato bambini. Diaz è tornato in Colombia nel 1996 ed è stato accusato nel 2001 di aver molestato un ragazzo, dichiarandosi colpevole alla fine dell’anno.

UNA CURA SPECIALE – Il trasferimento dei sacerdoti è stato chiamato “la cura geografico”, secondo Terry Carter, vittima della Nuova Zelanda. La Carter ha vinto $ 32,000 a titolo di risarcimento dalla Società di Maria, che supervisiona la scuola cattolica del collegio di Wellington dove è stata abusata dal reverendo Allan Woodcock. Woodcock ha molestato almeno 11 ragazzi in quattro strutture della chiesa in Nuova Zelanda prima di essere inviato in Irlanda. E’ stato estradato in Nuova Zelanda nel 2004, si è dichiarato colpevole di 21 accuse di abusi sessuali ed è stato condannato a sette anni di carcere. E’ stato rilasciato sulla parola nel settembre 2009. “L’hanno portato fuori dalla Nuova Zelanda, dopo anni di illeciti in diverse posizioni“, dice la Carter. La Chiesa ribatte: “Egli è stato inviato in Irlanda per la psicoterapia intensiva. Non aveva il permesso di esercitare il suo ministero o di essere coinvolto con i giovani“. Woodcock è stato sospeso dal suo ministero nel 1987. E ’stato rimosso dal sacerdozio nel 2001.

http://www.giornalettismo.com/archives/59318/preti-pedofili-pezzotti-chiesa/

15/4/2010
“In Italia prete pedofilo” Legale vittima: “Colpevole in Usa”

Un prete indiano, accusato negli Stati Uniti di aver molestato una ragazzina in Florida nel giugno 2006 si sarebbe trasferito in Italia. Lo afferma l’avvocato che si sta occupando del caso. Il prete si dichiarò colpevole e la Corte gli ordinò, nel febbraio 2007, di tornare in India. Ma il sacerdote si troverebbe adesso in Toscana.
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Ultimo aggiornamento ore 01:00

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo479119.shtml

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