Shock a Foggia: così don Nicola ci molestava

FOGGIA – E’ successo qualche cosa di particolare che ti ha turbato durante questa confessione con don Nicola? chiede il gip alla bambina.

«Sì, mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre». Di questa situazione hai parlato con qualche amica, di questo fatto che era avvenuto con don Nicola?

«Sì, con…» e la piccola fa un nome..

E la tua amica ti ha raccontato qualcosa che era successo a lei?

«Sì, la stessa cosa mia: il prete l’accarezzava e voleva andare giù, a lei faceva la stessa cosa che aveva fatto a me».

È questo il segreto che si scambiavano le bambine su don Nicola, l’anziano prete della parrocchia del «Sacro Cuore», al rione Candelaro a Foggia. E sono proprio le dichiarazioni di quelle cinque bambine, tra presunte vittime e testimoni indiretti, la principale prova in mano alla Procura che ha chiesto il rinvio a giudizio di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Benevento, accusato di molestie sessuali su quattro bambine, tutte avvenute secondo l’accusa nell’estate del 2006, quando prestava la sua opera spirituale presso il «Sacro cuore»: per questa vicenda il sacerdote fu arrestato l’11 maggio del 2007 e posto ai domiciliari, dove rimase sino al settembre successivo. Oggi come allora, don Nicola (che da tempo ha lasciato la chiesa del Sacro Cuore e Foggia) respinge con sdegno le accuse, che secondo il suo legale non sarebbero sorrette da prove certe

È il 18 giugno del 2007 quando nel Tribunale di Foggia si ritrovano per l’incidente probatorio, che serve ad acquisire la prova prima del processo, da una parte le bambine e i loro genitori, e dall’altro il gip Rita Curci che conduce l’interrogatorio, insieme al pm, i difensori di parte civile e i legali del sacerdote che quel giorno rinunciò a presenziare all’udienza. Le bambine, una per volta, parlano dei giochi estivi organizzati dalla parrocchia «Sacro cuore» (in prima fila nel volontariato e nell’aiutare tanti giovani ad allontanarsi dalla strada in un quartiere a rischio come Candelaro), e poi delle confessioni con i sacerdoti, soprattutto con quello più anziano, che le minorenni chiamavano don Nicola.

«Stavamo giocando, era pomeriggio e ci vennero a chiamare dei ragazzi perché dovevamo confessarci, a me mi mandarono da don Nicola», tetsimonia una delle presunte vittime del sacerdote.

Dov’è avvenuta questa confessione? All’aperto, in una stanza? le domanda il gip Rita Curci.

«In chiesa, all’interno del confessionale. Chiesi a don Nicola se dovevo mettermi in ginocchio o in piedi, lui disse in piedi. A metà confessione ha cominciato a toccarmi e non ho avuto il coraggio di andarmene perché mi teneva con una mano e con l’altra mi toccava. Poi abbiamo finito la confessione e me ne sono andata»

Senti, tu con don Nicola non ti eri mai confessata prima di questa volta?

«Con lui avevo fatto la mia prima confessione dieci giorni prima della comunione, ma non mi aveva fatto niente».

C’è qualche altra bambina che ti ha fatto una confidenza di questo tipo?

«Sì, è… Mi ha raccontato che il sacerdote l’aveva toccata da tutte le parti, era successo una sola volta. Quando me l’ha detto ancora non mi era successa questa cosa».

Anche un’altra bambina quel giorno confermerà al giudice: «Una mia amica mi ha detto d’essere stata toccata da don Nicola. Come mi era sembrata? Stupita, non poteva immaginare che don Nicola potesse fare una cosa del genere».

Altre due bambine confermarono durante l’incidente probatorio le «attenzioni» dell’anziano sacerdote («mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre e ho interrotto la confessione» racconta una di loro). Ma c’è anche una minorenne che non vide nulla di lascivo in quelle carezze: «Don Nicola ci chiedeva i peccati, mi mise la mano sul fianco e mi dava le carezze qua sul viso».

A te dava fastidio questa cosa, ti ha provocato turbamento? la domanda del gip.

«No, non mi dava fastidio» ha risposto la bimba.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=327756&IDCategoria=1

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