Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

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Lo scandalo-pedofilia continua a tenere banco. I malumori serpeggiano, e non sono ormai limitati soltanto all’eterno dissidente Hans Kung, del quale Repubblica ha pubblicato ieri l’articolo Benedetto XVI ha fallito, i cattolici perdono la fiducia. Di “strategia fallimentare” parla anche la BBC, citando esponenti cattolici. In Germania, il paese natale di Joseph Ratzinger, le apostasie stanno aumentando a ritmo allarmante: la diocesi di Friburgo ha comunicato che 2.711 fedeli hanno lasciato la Chiesa nel solo mese di marzo, una cifra più che doppia rispetto allo stesso mese del 2009; 2676 invece le defezioni nella diocesi di Rottenburg-Stoccarda, molte più che a gennaio (921) e febbraio (1.011).
Di fronte al malumore dei fedeli, il papa ha invitato ieri la Chiesa a fare “penitenza”. Ma la Chiesa ha anche deciso di serrare le fila, pur a costo di suscitare nuove polemiche. Il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, per esempio, ha fatto cancellare la rubrica delle “lettere dai lettori” del settimanale diocesano Vita Nuova soltanto perché aveva ospitato le lettere di nove sacerdoti “controcorrente”: Claudio Magris ha scritto una lettera aperta al vescovo, il quale gli ha risposto definendo la soppressione “una salutare provocazione”, anche perché il giornale “vende poco e costa alla poverissima Diocesi di Trieste una barca di soldi”.
Tornando alla questione degli abusi sessuali commessi da sacerdoti, nuove rivelazioni continuano ad aggiungersi. La Associated Press ha elencato l’altro ieri trenta casi di sacerdoti cattolici accusati di abusi sessuali che sono stati trasferiti in altro luogo. Due di questi sono finiti in Italia: padre Mario Pezzotti, ‘attivo’ in Amazzonia, ora residente a Parma, e don Vijay Vhaskr Godugunuru, trasferito presso la diocesi di Montepulciano. Su quest’ultimo caso La Libre rileva il silenzio del Vaticano: il vescovo, mons. Rodolfo Cetoloni, si difende affermando alla AP che non gli erano state date “sufficienti evidenze per provare le accuse”. A Foggia, don Nicolangelo Rossi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver palpato quattro ragazzine in un confessionale. Il 24 maggio comincerà invece il processo contro Don Luciano Massaferro, arrestato lo scorso dicembre e difeso a spada tratta dal vescovo (cfr. Ultimissima del 29 dicembre 2009). Il sito francese Golias ha nel frattempo rintracciato e pubblicato una lettera del 1991 dell’allora prefetto della Congregazione del Clero, il cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, con la quale il porporato si congratulava con il vescovo di Bayeux, mons. Pierre Pican, fresco di condanna a tre mesi per non aver denunciato un prete pedofilo: il porporato si congratulava con lui per aver “agito bene”, preferendo rischiare la prigione piuttosto che denunciare “il suo figlio-prete”. Il Vaticano ha rilasciato in proposito una nota ambigua: “Questo documento è una riprova di quanto fosse opportuna l’unificazione della trattazione dei casi di abusi sessuali di minori da parte di membri del clero sotto la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, per garantirne una conduzione rigorosa e coerente, come avvenne infatti con i documenti approvati dal Papa nel 2001″.
Non mancano tuttavia le reazioni: Radio Vaticana ha diffuso le dichiarazioni di padre Thomas Brundage, vicario giudiziale dell’arcidiocesi di Milwaukee dal 1995 al 2003, che ha accusato di “antipapismo” il New York Times per aver voluto affidarsi alle “menzogne di mons. Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone credibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un ex studente di teologia”.
In questo difficile momento le gerarchie ecclesiastiche possono comunque sempre contare sul sostegno della politica italiana: il presidente Giorgio Napolitano, in occasione degli 83 anni di Benedetto XVI, compiuti oggi, ha fatto pervenire al papa la sua “profonda considerazione per il suo alto magistero”. Il consiglio dei ministri ha invece espresso “solidarietà per l’inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa”.

http://www.cronachelaiche.it/2010/04/il-va…i-con-il-mondo/

Il Vaticano ai ferri corti con il mondo 
di Alessandro Capece [15 apr 2010]

Le denunce degli abusi sui minori sono in costante aumento. Le strategie adottate finora per riprendere in mano il gregge allo sbando si sono rivelate inefficaci. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano smarrite davanti alla scelta tra riconoscere le proprie colpe, ammettendo implicitamente che gli abusi sono stati occultati, e denunciare i colpevoli alla magistratura, concorrendo alla distruzione definitiva della sua immagine, oppure continuare a sorvolare.
Addossare la colpa agli omosessuali è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Segretario Generale della Conferenza dei vescovi cattolici ha precisato – riporta il Telegraph – che la pedofilia non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale e che l’abuso è una fissazione che nasce dalla difficoltà di sviluppare relazioni mature con gli adulti e dalla conseguente necessità di focalizzare le pulsioni sessuali sui bambini.

Un attivista di “Outrage!”, l’associazione che difende le vittime della pedofilia, ha aggiunto che arroccarsi in una difesa aggressiva mentre il gregge scappa danneggia la reputazione della Chiesa più degli attacchi che subisce.

La rabbia dei fedeli per quello che sta accadendo – riporta il sito Voz Nueva (www.lavozcolorado.com) – ha fatto crescere il numero dei detrattori del Papa, scioccati dalla constatazione che la Chiesa ha tenuto nascosto i suoi scheletri nell’armadio chissà per quanto tempo senza curarsi minimamente di punire i colpevoli e risarcire le vittime.

Questa inarrestabile crisi di fiducia non può avere che due sbocchi: un rinnovamento profondo della Chiesa Cattolica o la perdita definitiva del suo prestigio.

http://www.uaar.it/news/2010/04/16/pedofilia-malumori-cattolici-reazioni-nuove-rivelazioni/

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