«Ratzinger ignorò le mie denunce sul quel prete Usa spedito a Vicenza»

Vicenza. Se n’era occupato anche il nostro giornale, due anni fa, quando Bill Nash era venuto a Vicenza. Per chiedere che quel prete americano che abusò di lui negli anni ’70 quando era in seminario negli Usa, padre James Tully, venisse radiato definitivamente dalla Chiesa. E che invece dopo che la storia era finita sui media era stato mandato silenziosamente in “penitenza” nell’Istituto dei Saveriani di viale Trento direttamente dal Vaticano. Così oggi, dopo aver letto delle scuse del Papa sui casi di pedofilia tra i religiosi, ha preso carta e penna per sfogarsi su alcuni siti on line.

Nash ha ricordato quelle lettere di denuncia che aveva mandato all’allora cardinal Ratzinger, capo della Congregazione per la dottrina delle fede (Cdf) che si occupa tra l’altro anche dei crimini sessuali commessi dai sacerdoti. Senza mai ricevere risposta. Nessuna. Lo stesso appello di Nash lo ha lanciato anche un’altra vittima di abusi da parte di religiosi, Joey Piscitelli. Che a Benedetto XVI chiede oggi come abbia potuto «mantenere in attività a San Francisco e a contatto con i bambini quel padre Steven Whelan che io avevo denunciato per abusi sessuali».

Tutti e due hanno allegato le lettere inviate alla Congregazione ancora nel 2005. Sempre rimaste senza risposta. «Io vi posso dire – ha spiegato Nash – che la Cdf non si è mai interessata al caso che gli avevo presentato. Un caso che avevo segnalato più volte, a distanza di mesi, anche alla Congregazione per gli Ordini religiosi». Ma mentre la Chiesa taceva, racconta sempre Nash, i media statunitensi e italiani pubblicavano la sua storia. Compresi i verbali della polizia del Wisconsin su padre Tully (che l’associazione anti-pedofilia Prometeo accusa di altri 7 episodi di abusi su ragazzini), i soldi che le autorità religiose versarono a Nash come risarcimento danni, la lettera di un alto prelato che riconosceva la pedofilia del sacerdote. Su un sito internet dedicato ai preti accusati di abuso sessuali si leggeva che padre Tully era stato sottoposto a un periodo di cura per “sexual problem” nel Connecticut e di una sua ammissione di colpevolezza rivelata al suo terapista.

Nash dice che scrisse più volte alla Congregazione diretta dal futuro Papa Benedetto XVI: «Ma solo grazie agli articoli usciti su giornali che la Chiesa imbarazzata decise di rispedire padre Tully da Vicenza a New York». Mentre era dai Saveriani vicentini il prete Usa parlò solo una volta delle accuse contro di lui, dopo una messa: «Niente sesso, credetemi, solo gesti interpretati male. Non sono stato condannato, e chi mi accusava ha firmato un accordo».

Secondo il blog “Alternet” James Tully, 63enne, è oggi un ex sacerdote e vive nel New Jersey. Ma anche se alla fine, dopo 40 anni, Bill Nash è riuscito a vederlo cacciato dalla Chiesa, non riesce a darsi pace per quei lunghi silenzi delle gerarchie cattoliche. E per quelle scuse di Papa Ratzinger che, dice «sapeva tutto e ci ha ignorati».
Alessandro Mognon

http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/laquo-ratzinger-ignor-ograve-le-mie-denuncesul-quel-prete-usa-spedito-a-vicenza-raquo-1.1214834

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