FA IL PARROCO A FORETTE IL PRESUNTO PRETE PEDOFILO GIA’ CONDANNATO DAL TRIBUNALE DI SPOLETO E IN ATTESA DI APPELLO: NON SAREBBE IMPRUDENTE?

 di Giancarlo Padula –

Seguiamo la Costituzione e quindi nessuno è colpevole fino alla condanna definitiva, ma un po’ di prudenza è d’obbligo, anche perchè non mancano certo le case di riposo per anziani in cui impiegare un prete. Parliamo di don Paolo Biaso, 47 anni, ex parroco di Castel Ritaldi, condannato in primo grado dal Tribunale di Spoleto a 5 mesi di reclusione e 20 mila Euro di multa per aver “palpeggiato” quattro ragazzine che si erano recate in chiesa. Non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza l’avvocato difensore del sacerdote Laura Modena presenterà appello, come anche gli avvocati di parte lesa. Ma nel frattempo don P.B sarebbe parroco nella chiesa di Forette, (nella foto), frazione delComune di Vigasio, provincia di Verona, una frazione di 773 anime. Ilprocesso era stato avviato il 26 giugno del 2008 a seguito delle denunce presentate dai genitori delle quattro ragazzine. La vicenda risale al 2005, quando le vittime confidarono ai rispettivi genitori delle particolari attenzioni ricevute dal sacerdote, P.B., appartenente alla diocesi di Verona ma inviato presso quella di Spoleto per reggere la parrocchia di Castel Ritaldi. Il parroco le avrebbe palpeggiate almeno in due occasioni, una delle quali il giorno di Natale, quando le 4 bimbette si erano recate in Chiesa.  Un processo delicato, svolto sempre a porte chiuse, durante il quale sono state ascoltate anche le ragazzine (all’epoca dei fatti minori di 14 anni). Alla notizia delle denunce la diocesi di Spoleto intervenne immediatamente allontanando il parroco da Castel Ritaldi. In particolare, la sera della vigilia di Natale di quattro anni fa il parroco – nel frattempo allontanato dal piccolo comune Umbro – dopo aver celebrato la messa avrebbe abbracciato una minorenne all’interno della sagrestia, palpeggiandole il seno. L’uomo, originario di Verona, avrebbe ripetuto il gesto qualche giorno dopo, a Norcia, dove si stava svolgendo un campus. P.B., che ha sempre respinto le accuse, ha preso parte a tutte le udienze. Era in aula anche oggi,  quando i giudici hanno letto la sentenza. La pubblica accusa (Albano) aveva chiesto 18 mesi di reclusione. Disposto anche il risarcimento di 20.000 euro complessivi a 2 delle quattro famiglie che si erano costituite parte civile. Qualche particolare: dal sito della parrocchia della Beata Vergine Maria (Borgo Nuovo-Verona) si viene a sapere che lì è nata la vocazione di don Paolo Biasi (nato il 24/5/1968) “ammesso tra i candidati al diaconato: Giovedì Santo 28.03.1991; istituito Lettore: sabato 07.12.1991;  istituito accolito: martedì 08.12.1992; ordinato diacono: domenica 08.05.1994; Ordinato sacerdote: sabato 03.06.1995″.  Dal sito della pro loco di Savelli, (una frazione di Norcia) risulta che don Paolo Biasi è stato parroco della località per tre anni e mezzo fino al 6 ottobre 2002, quando è stato ufficialmente nominato parroco di Castel Ritaldi (Pg), dove si sarebbero verificati i fatti di pedofilia per i quali è stato condannato. I motivi del trasferimento da Savelli a Castel Ritaldi non sono stati resi noti, come sempre in questi casi. Dice il sito della pro loco che “don Paolo è stato veramente particolare: contestatore e contestato; innovatore e conservatore; contestato e non”.

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