Prete pedofilo, la diocesi sapeva I responsabili erano al corrente dei suoi precedenti

19 mar 2010 14:41 | Confederazione / Cronaca

BERNA – La diocesi di Basilea cerca di far luce nel caso del prete svittese autore di abusi sessuali su minori. In seguito a ricerche in archivio è giunta alla conclusione che i responsabili erano al corrente dei precedenti del padre.

Quando quest’ultimo è entrato in servizio a Schübelbach (Canton Svitto), «i responsabili della diocesi di Basilea apparentamente sapevano che egli aveva dovuto lasciare le precedenti parrocchie a causa di atti sessuali illeciti», scrive oggi la diocesi sul suo sito internet dopo ricerche della trasmissione d’informazione «10vor10» della televisione svizzerotedesca.

In accordo con il superiore dell’ordine «è stato approvato il suo impegno alle seguenti condizioni: cure mediche e accompagnamento da parte del prete responsabile quale superiore e ‘padre spirituale’». «Sebbene i vertici della diocesi finora non sapessero che il prete, durante i suoi 16 anni di attività in seno alla diocesi di Basilea, si fosse reso responsabile di atti pedofili, dal punto di vista attuale le circostanze del suo impiego dal 1978 vanno definite una valutazione errata ingiustificabile», scrive ancora la diocesi.

Allora vescovo della diocesi di Basilea era Otto Wüst, e quello di Coira, responsabile della parrocchia svittese, il controverso vescovo Wolfgang Haas. Il primo è deceduto nel 2002, il secondo oggi non era raggiungibile per una presa di posizione.

La diocesi di Coira indaga su altri casi di abusi

COIRA – La diocesi di Coira sta esaminando una decina di altri casi di sospetti abusi sessuali. Lo ha detto oggi all’ATS il vicario episcopale Christoph Casetti. La diocesi ha ricevuto segnalazioni da vittime, parenti di vittime e terzi.

Stando a Casetti, nessuno dei casi riguarda il prete di Schübelbach. Due dei casi sono stati notificati dopo che è emersa la storia del padre svittese, gli altri già prima. I fatti risalgono in parte a diversi decenni fa.

In un caso l’autore degli abusi nel frattempo è morto. La diocesi chiede ad eventuali altre vittime di rivolgersi ai sei interlocutori dell’organo diocesano specializzato «Abusi sessuali nella cura d’anime». Si tratta di psicologi, teologi e giuristi.

«In primo luogo ora vogliamo aiutare le vittime», ha sottolineato Casetti. Nel contempo la diocesi cerca però di ottenere una visione d’insieme degli ultimi 50 anni. Nella sua funzione di vicario episcopale, che svolge dal 1982, egli è venuto a conoscenza di una mezza dozzina di casi, ha aggiunto.

http://www.cdt.ch/confederazione/cronaca/21473/prete-pedofilo-la-diocesi-sapeva.html

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