La curia di Bologna non ascolta la verità delle educatrici dell asilo

la Nuova Ferrara — 19 marzo 2010 pagina 17 sezione: AGENDA E LETTERE
S ono una delle educatrici coinvolte nella vicenda del parroco-pedofilo che gestiva una Scuola Materna della provincia di Ferrara e vorrei rispondere ad alcune dichiarazioni di Monsignor Vecchi apparse su diversi quotidiani nella giornata di martedi 16 marzo 2010. Tengo a precisare che la “verità sul parroco arrestato per molestie”… è solo scritta negli atti depositati in Tribunale e non certo su un diario. Il Vicario può aver ragione quando dice che lui personalmente ne è venuto a conoscenza a denuncia fatta, ma non ha ragione quando dice che la Curia non sapeva. Qui non si sta facendo un “processo” a chi della Curia sapeva, ma la Curia come Ente Ecclesiastico ne era a perfetta conoscenza da circa 6 mesi prima della denuncia. Mi chiedo come mai il Vicario che ha preceduto Monsignor Vecchi ha sottovalutato la cosa soffermandosi semplicemente ad invitare il parroco a non entrare più nella scuola perché c’era gente cattiva che lo accusava di abusare di alcuni bambini che frequentavano la scuola materna; e dire che queste cose gliele aveva confidate un “religioso” di un’altra parrocchia. Ma sono cose da sottovalutare? Le educatrici potranno mai inventare una cosa così grave solo perché hanno dei dissapori con il proprio datore di lavoro? Perché il Vicario dopo aver avvisato il Parroco non ha convocato anche noi? È vero che Monsignor Vecchi ha fatto ritirare le prime lettere di licenziamento ma è anche vero che dal 5 gennaio 2005 quando venne a conoscenza della vicenda, nessuno con noi e i genitori coinvolti si è mai fatto vivo. Perché nessuno è mai venuto a parlare con noi? Ma la condanna inflitta, se pur in primo grado al sacerdote in oggetto, è stata inflitta solo per incompetenza del giudice? Eppure gli sono stati dati più anni di quelli richiesti dal pubblico ministero. Ma allora vi sembra tutto inventato? In un momento in cui si fa tanta attenzione alle insegnanti che maltrattano i bambini (vedi il caso di Pistoia) non capisco perché non si dia la stessa importanza a chi come noi per difendersi ha perso il posto di lavoro, ci ha rimesso in soldi e salute e per ultimo ma non meno importante siamo state additate più volte da buona parte del Paese. Allo stesso tempo inoltre non capisco come mai in un momento in cui il Santo Padre Benedetto XVI è così impegnato nel voler punire chi commette questi gravi atti criminali nei confronti dell’infanzia, la nostra verità non viene ascoltata! M.B.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/lanuovaferrara/2010/03/19/UX2PO_UX202.html

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