Pedofilia: Dublino sotto choc, aspetta la parola del Papa Infuria la polemica sul cardinal Brady, le vittime chiedono le sue dimissioni

18 marzo, 21:39

(dell’inviata Carolina Stupino)

DUBLINO, 18 MAR – Choc e rabbia, paura per il futuro e voglia di difendersi: a Dublino, qualsiasi domanda sullo scandalo dei preti pedofili, che infuria ormai da mesi, suscita nei fedeli, e non solo, tutte queste reazioni. E intanto, in attesa della lettera pastorale di Papa Benedetto XVI, domina in tutta Irlanda – nel Nord come nella Repubblica – la polemica sul ruolo che il cardinale Sean Brady ebbe negli incontri in cui, nel 1975, venne chiesto ad alcune vittime degli abusi di un noto prete pedofilo, padre Brendan Smyth, di mantenere il silenzio su quanto accaduto. Le scuse ufficiali fatte ieri dal cardinale durante la sua omelia nella cattedrale di San Patrizio ad Armagh (Irlanda del Nord), non hanno convinto e non sono bastate a più di una delle vittime degli abusi, che continuano a chiedere le sue dimissioni. Andrew Madden, che nel 1995 denunciò quanto aveva subito è stato durissimo: “Se la Chiesa Cattolica in Irlanda deve essere guidata da un uomo che la riflette in quale è la sua condizione, allora forse è giusto e adatto che sia guidata da un uomo che ha insabbiato gli abusi sessuali sui bambini da parte di un prete”. Più conciliante invece è stata Bernice Donoghue, una delle vittime dello stesso Smyth, secondo la quale le scuse di Brady sembravano sincere e sentite. Tuttavia, ha aggiunto la donna, in quanto primate della Chiesa d’Irlanda il cardinale dovrebbe dare il buon esempio e dimettersi. Un’altra vittima di Dublino, Marie Collins, ha ricordato che nel dicembre scorso il cardinale – commentando allora le dimissioni del vescovo Donal Murray – aveva detto che se fosse stato al corrente di non aver agito per prevenire ulteriori abusi sui bambini, allora lui stesso avrebbe lasciato il posto. Alla luce della sua nuova ammissione, chiede la Collins “perché dunque non mantiene la sua parola e si dimette?”. Sulla posizione difficile in cui ora si trova il cardinale e sulle continue richieste di dimissioni, oggi l’Arcidiocesi di Dublino non ha voluto fare commenti. “Aspettiamo la lettera del Papa di sabato. Fino ad allora qualsiasi nuova dichiarazione sarebbe prematura”, ha detto oggi una portavoce raggiunta telefonicamente dall’ANSA. In Irlanda del Nord, dove i cattolici da tempo fanno quadrato per difendere la propria fede da quella protestante, la reazione alle scuse di Brady è stata molto diversa. A detta di una donna presente alla messa, i fedeli di Armagh pare abbiano accolto l’omelia del cardinale con un applauso. “E’ stato davvero fantastico. E’ un uomo veramente buono”, ha detto all’Irish Times la donna. “Sono contenta che abbia chiesto scusa e abbia ammesso di aver sbagliato. La Chiesa Cattolica deve riflettere”, ha detto, più cauta, un’altra. La maggior parte dei fedeli nordirlandesi sembra non volersi esprimere su cosa debba fare ora il cardinale e pare molto più preoccupata del futuro della chiesa cattolica. “E’ una situazione molto triste. Speriamo che si aggiusti, ma sarà molto doloroso”, ha detto un uomo. La pioggia di rivelazioni scioccanti sugli abusi e su come per decenni il clero sia riuscito ad insabbiarli, sembra infatti non avere fine. Proprio oggi il Belfast Telegraph rivela che il vescovo di Derry (Irlanda del Nord), Seamus Hegarty, sarebbe stato coinvolto in un accordo per un pagamento che fu fatto per coprire un presunto abuso pedofilo da parte di un sacerdote. Hegarty, secondo il giornale, viene infatti menzionato nell’accordo extragiudiziale del dicembre 2000 sul caso di una bambina che fu abusata per 10 anni a partire dal 1979. Per chiudere il caso, le furono pagate 12.000 sterline.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/03/18/visualizza_new.html_1734839702.html

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