Il fratello riconosce il corpo di Elisa

Ripartono le indagini su Restivo

Trovato ieri il corpo di Elisa Claps, ragazza di Potenza scomparsa il 12 settembre del 1993. Il fratello: “Ho riconosciuto gli oggetti, è lei”

“Gli oggetti – gli occhiali, la maglia che aveva intrecciato mia madre – sono stati riconosciuti”. Così Gildo Claps ha comunicato di aver riconosciuto, in quel corpo trovato ieri nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza, quello di sua sorella Elisa, scomparsa il 12 settembre 1993. Il riconoscimento segue quello avvenuto ieri sera, da parte della madre di Elisa, Filomena. Sì, quella maglia, quei sandali, quella medaglietta sono proprio quelle della figlia.

“L’unico messaggio, inequivoco, che vogliamo mandare è che se qualcuno pensava che la famiglia Claps si accontentasse di ritrovare il corpo si sbagliava. Ora la famiglia Claps comincia una nuova battaglia, che è quella di inchiodare i responsabili alla giustizia”, ha detto il fratello di Elisa. “Lei ra esattamente dove tutti sospettavamo che fosse, nell’ultimo posto dove, con certezza, era stata vista. C’era stato più di un sopralluogo nei locali sotterranei, ma nessuno aveva pensato di vedere nel sottotetto”.

Un caso, quello del ritrovamento del corpo di Elisa Claps, che ha riaperto ferite e filoni d’indagine. Non solo in Italia.La polizia di Bornemouth, nel sud dell’Inghilterra, sta seguendo “con attenzione” gli sviluppi: Perché? Gli inquirenti britannici vogliono capire se esistano legami con l’omicidio di Heather Barnett, avvenuto nel 2002 e per il quale fu fermato due volte, ma mai accusato formalmente di nulla Danilo Restivo, principale sospettato per il caso Claps.

Restivo, giovane rampollo potentino, ha oggi 37 anni. Si trasferì in Inghilterra poco dopo la scomparsa di Elisa. E in città era noto come “il parrucchiere”, perché si divertiva a tagliare ciocche di capelli a ragazze. La Barnett, vicina di casa di Restivo, venne trovata morta con due ciocche di capelli nelle mani. Non erano sue, né di Restivo. Ma il particolare destò grande impressione. Restivo è tornato nelle cronache il 27 ottobre dello scorso anno quando ricevette una lettera con dentro due proiettili. Della vicenda, dice il giornale, si occupò la polizia italiana, in quanto la minaccia sembrava legata alla vicenda di Elisa Claps. E oggi la famiglia ha chiesto l’immediato rimpatrio dell’uomo.

E mentre si svolgono gli accertamenti sui resti di Elisa, torna alla memoria degli abitanti di Potenza anche don Domenico Sabia, parroco della Trinità dal 1963, morto il 10 marzo di un anno fa all’età di 84 anni. Un sacerdote conosciuto da tutti in città. E nella casa del quale era necessario passare per forza, per giungere al sottotetto della chiesa dove è stato trovato il corpo di Elisa. Il sacerdote è morto portando con sé qualche segreto? È una domanda alla quale gli investigatori dovranno rispondere.

18 marzo 2010

http://city.corriere.it/2010/03/19/milano/documenti/sparita-17-anni-fa-ritrovata-morta-una-chiesa-20711393846.shtml

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