Elisa Claps/ Trovato corpo in una chiesa, forse e’ il suo

Mercoledi, 17 Marzo 2010 – 15:59

Il corpo di Elisa Claps, studentessa 16enne scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993, potrebbe essere quello rinvenuto nella chiesa Santissima Trinita’, nel centro della citta’. Ad avvertire la polizia sono stati gli operai di un’impresa che sta eseguendo dei lavori di manutenzione all’edificio. Sul posto sono stato fatti arrivare anche i genitori di Elisa Claps per cercare di individuare particolari utili al riconoscimento. Si parla in particolare di un occhiale che sarebbe appartenuto alla ragazza e trovato vicino al corpo. La polizia scientifica di Bari ha prelevato un campione dei resti per confrontare il Dna.

http://www.affaritaliani.it/ultimissime/fl…er=170310155902

Il presunto colpevole potrebbe aver ucciso ancora: in gran bretagna nel 2002
Caso Claps, un mistero lungo 17 anni
Elisa Claps scomparve a Potenza nel ’93: si pensava fosse stata uccisa e c’era anche un sospettato, Danilo Restivo

il presunto colpevole potrebbe aver ucciso ancora: in gran bretagna nel 2002

Caso Claps, un mistero lungo 17 anni

Elisa Claps scomparve a Potenza nel ’93: si pensava fosse stata uccisa e c’era anche un sospettato, Danilo Restivo

La madre di Elisa Claps con la foto della figlia (Today)
La madre di Elisa Claps con la foto della figlia (Today)
MILANO – Un mistero lungo quasi 17 anni quello di Elisa Claps, la ragazza di Potenza che scomparve nel nulla, senza lasciare tracce, il 12 settembre del 1993. Le ricerche scattarono subito ma della giovane, che allora aveva 16 anni, non sono mai approdate a nulla. Quel giorno – era una domenica – Elisa fu vista viva l’ultima volta nella chiesa della Santissima Trinità, in via Pretoria, intorno a mezzogiorno. Poi su di lei calò il più fitto mistero. Ed è proprio dalla chiesa della Ss. Trinità che a distanza di tanto tempo sono ripartiti gli investigatori, arrivando alla clamorosa scoperta di resti umani mummificati, ed effetti personali, tra cui un paio di occhiali. Resti che saranno sottoposti ad esami e sofisticatissimi test dagli esperti della polizia scientifica di Bari.

LA RICERCA – L’ultimo ad aver visto in vita la giovane fu il potentino Danilo Restivo. Un particolare importante che emerge dalle carte processuali del giudizio che si celebrò dopo la scomparsa della ragazza, nei confronti di un’amica di Elisa, Eliana De Cillis, di un altro giovane, Eris Gega, e dello stesso Restivo, che poi fu condannato per falsa testimonianza. L’inchiesta sul caso Claps ripartì da zero due anni fa. Così negli scorsi mesi sono state effettuate delle ricerche anche con apparecchiature tecnologiche che sono in grado di leggere all’interno di corpi compatti cementizi la presenza di cavità o di nicchie, un radar utilizzato per trovare i covi dei latitanti e dei criminali, ma anche per trovare anfratti dove occultare un cadavere. La stessa famiglia Claps da tempo non ha più la speranza di trovare viva Elisa e concentra tutti i suoi sforzi nel tentativo di fare giustizia e di dare un nome ed un cognome a chi l’ha fatta sparire. Il caso-Claps è un’indagine complessa perchè troppi elementi, a volte contrastanti, sono sul terreno. Nemmeno questi accertamenti tecnologici avevano dato riscontro. Fino ad oggi.

IL SECONDO OMICIDIO – Negli ultimi anni la vicenda di Elisa Claps si è intrecciata da un punto di vista investigativo con l’omicidio di una sarta, Heather Barnett, avvenuto a Bournemouth, nel Dorset, 200 km a sud di Londra. Fu trovata morta il 12 novembre del 2002 dai figli che rientravano a casa da scuola. Era nel bagno, con la testa fracassata, il seno mutilato e due ciocche di capelli non suoi nelle mani. Per questo omicidio tempo dopo è stato fermato ed interrogato il potentino Danilo Restivo che nel frattempo si era trasferito oltre la Manica per rifarsi una nuova vita, lontano da Potenza. Le indagini della polizia del Dorset sono sempre aperte e non hanno ancora portato ad un’incriminazione. La polizia inglese ha fatto un sopralluogo anche in Basilicata a conferma del legame che viene attribuito al caso di Elisa Claps. Nonostante tutta questa attivita, anche l’inchiesta inglese finora non ha portato a degli esiti.

Redazione online
17 marzo 2010

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_17/mistero-claps_0b91cc46-31d9-11df-b03c-00144f02aabe.shtml

Elisa Claps: dopo 17 anni si cerca il cadavere sotto la chiesa. Due omicidi, tanti indizi e un grande sospetto mai provato

Diciotto anni dopo la scomparsa di Elisa Claps le ricerche riprendono esattamente da dove sono cominciate il 12 settembre 1993. Si scava, infatti, nella chiesa della Santissima Trinità, nel centro storico di Potenza per cercare i resti della studentessa. Stando alle prime informazioni, alcuni operai, mentre lavoravano nella chiesa, hanno trovato un corpo mummificato e alcuni effetti personali, compreso un paio di occhiali e un orologio che potrebbero appartenere proprio alla Claps.

Il giorno della sua scomparsa la ragazza aveva 16 anni. Quella domenica mattina Elisa esce di casa per andare a messa e ad una sua amica racconta di dover incontrare una persona, proprio nella chiesa dove adesso si scava. Elisa da quel momento svanisce nel nulla e gli inquirenti, quasi subito, identificano la persona con doveva vedersi. È Danilo Restivo, all’epoca dei fatti studente di giurisprudenza di 21 anni, innamorato e non ricambiato dalla Claps.

Restivo conferma l’incontro ma dice di aver scambiato con Elisa solo due parole. Qualcosa, però, nelle sue dichiarazioni non convince gli inquirenti che incriminano il ragazzo per falsa testimonianza. Passano cinque anni e per Restivo arriva una condanna in appello a due anni e 8 mesi. Restivo, quindi, mente ma gli investigatori non trovano prove sufficienti di un suo coinvolgimento diretto nel delitto.

Finita qua? No. Lo studente va a vivere a Bernemouth, un paese nel sud dell’Inghilterra. E nel 2002 gli investigatori inglesi bussano a casa dei genitori di Elisa. Nella cittadina inglese, infatti, è stata uccisa una donna di 48 anni, Heather Barnett. Un omicidio brutale: la donna viene colpita a martellate e poi l’assassino la mette nella vasca da bagno, le asporta i seni e le mette in mano una ciocca di capelli di un’altra donna. Cosa c’entra con Elisa Claps? Apparentemente nulla ma il principale sospettato è ancora una volta Danilo Restivo, che nel frattempo si è sposato e vive proprio di fronte all’appartamento della vittima.

Gli indizi a suo carico non mancano: la Barnett prima di morire ha raccontato ad una sua amica che credeva le fossero state rubate le chiavi di casa da un vicino italiano. Non solo: Restivo è certamente stato a casa della vittima per chiederle di confezionargli una tenda. Ma c’è di più: diversi testimoni, fin dai tempi di Potenza, accusano il ragazzo di andare in giro sugli autobus a tagliare ciocche di capelli alle ragazze. E a Potenza, dai suoi coetanei, Restivo è soprannominato il “parrucchiere”. Per completare il quadro c’è una denuncia, risalente a quando “il parrucchiere” aveva 14 anni: Restivo, senza motivo apparente, lega e sevizia nel cortile della Biblioteca nazionale di Potenza due giovanissimi ragazzi, ferendoli con il coltello.

A lasciare perplessi, però, sono anche le prime fasi delle indagini sulla scomparsa della Claps, caratterizzate da ritardi inspiegabili. Il giorno della scomparsa di Elisa, per esempio, Restivo non viene sentito dagli investigatori. Il giorno successivo, addirittura, se ne va da Potenza a Napoli per un concorso. Gli inquirenti non lo interrogano neanche lì e decidono di aspettarlo il giorno successivo alla stazione di Potenza ma il ragazzo scende prima e si presenta in Questura in compagnia del padre e del suo avvocato.

E proprio il padre di Restivo gioca un ruolo ambiguo nella vicenda. Nipote di un importante ex ministro della Democrazia Cristiana, Maurizio Restivo è stato a lungo Direttore della Biblioteca nazionale di Potenza, oltre che pittore e saggista. Oggi Restivo senior vive a Erice nel Trapanese, ma a Potenza lo ricordano come un appassionato di Nietzsche superbo e fanatico del culto del “superuomo”.

Protezioni o meno, Restivo, nonostante i sospetti, è ancora a piede libero. A Potenza non mette più piede anche perché più di una volta ha raccontato di aver ricevuto minacce. Il fratello di Elisa si è rivolto anche alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” e qualche anno fa ha tentato la strada del blitz in Inghilterra per far parlare Restivo. Senza nessun risultato.

Nel profilo psicologico di Restivo, oltre alla questione dei capelli, ci sono diverse zone d’ombra. Racconta un suo ex collega, Nicola, che Restivo durante l’orario di lavoro faceva continuamente la doccia, a tratti diceva frasi sconnesse e che un giorno, a Roma, ha avuto un attacco di panico dopo aver visto una volante della polizia. Un’altra conoscente, Paola, racconta che il ragazzo un giorno le disse: «Se mi arrabbio, sono capace di fare qualsiasi cosa di male a una persona».

Nella storia della scomparsa di Elisa Claps, non mancano neppure i retroscena legati a criminalità organizzata e Servizi segreti. Nel 1999, per esempio, un pentito della malavita locale, Gennaro Cappiello punta il dito contro Michele Cannizzaro, il marito del Pm Felicia Genovese, titolare delle indagini.

Cappiello accusa Cannizzaro di essere coinvolto nella scomparsa di Elisa Claps. Ma Cappiello non ha le idee troppo chiare. Prima afferma che Maurizio Restivo avrebbe dato un assegno di 100 milioni di lire a Cannizzaro affinché lo aiutasse a far scomparire il corpo di Elisa Claps . Poi tira fuori un’altra versione: Maurizio Restivo si sarebbe rivolto a Cannizzaro affinché intercedesse presso la moglie, titolare delle indagini sulla scomparsa di Elisa. Nel 2004, poi, dall’Inghilterra arriva alla redazione de Il Riformista dove Andrea Di Consoli segue il caso da anni, una mail in cui si dice che Danilo Restivo non può parlare perché è sotto ricatto dei Servizi segreti italiani. Che ci sia o meno il corpo di Elisa Claps sotto quella chiesa, insomma, le cose da chiarire restano ancora tante.

Elisa Claps: dopo 17 anni trovato il cadavere sotto la chiesa. Due omicidi, tanti indizi e un grande sospetto mai provato

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