Molestie, molte segnalazioni alla Curia

Alto Adige — 14 marzo 2010 pagina 17 sezione: CRONACA
BOLZANO. Piovono le segnalazioni alla curia riguardo alle molestie subìte da parte di religiosi. Dopo il caso emerso nei giorni scorsi, l’Alto Adige ha avuto notizia di altre due denunce. E la diocesi ammette: «Naturalmente abbiamo ricevuto numerose e-mail; ora contatteremo i molestati per aiutarli». Prima testimonianza raccolta ieri dall’Alto Adige, dopo che l’interessato aveva spedito una e-mail alla curia: «Ho frequentato l’istituto bolzanino […] nella prima metà degli anni Settanta. Tre anni di scuole medie in tutto, dal 1972 al 1975. In quel periodo sono stati ben due gli insegnanti, due religiosi, che sono stati allontanati per molestie o abusi di tipo sessuale. Un insegnante di ginnastica mandato poi a fare il cappellano militare a Verona e un insegnante di italiano e geografia. Il secondo caso mi è noto nei minimi dettagli, perché la vittima fu mio cugino». Secondo caso segnalato, prima alla curia, poi al nostro giornale: «Era il 1944, ero sfollato a Nova Ponente per via dei bombardamenti. Avevo nove anni. Il cooperatore del vicario mi dava lezioni di latino, e almeno due volte mi toccò nelle parti intime. Altre due volte mi propose di andare oltre, ma io rifiutai. Anche mio fratello, tredici anni più giovane di me, ebbe la sua razione quando frequentava le medie in un noto istituto religioso bolzanino». Ovviamente le testimonianze qui vengono citate in forma anonima, ma sono state presentate da due noti professionisti bolzanini, il secondo dei quali è oggi in pensione. Prima in Italia, la curia altoatesina guidata dal vescovo Karl Golser ha deciso di attivarsi via web per un’operazione trasparenza senza precedenti. Che pare stia dando i suoi primi frutti. La richiesta di denuncia via posta elettronica per i presunti abusi subìti, lanciata soltanto pochi giorni or sono, è stata raccolta da molti. «Naturalmente abbiamo ricevuto numerose segnalazioni, era prevedibile», precisa il portavoce della curia Martin Pezzei, che però preferisce non specificare la quantità. «Non ci interessano le statistiche, li consideriamo tutti come dei casi singoli, da trattare separatamente». Gli abusi segnalati verranno analizzati singolarmente e il responsabile diocesano, il vicario generale Josef Matzneller, «si premurerà di contattare singolarmente tutte le persone che ci scrivono. La nostra unica preoccupazione è di trovare il modo di supportarle, perché chi ha subìto episodi così brutti ha il diritto di essere aiutato». I due casi qui citati risalgono però ai decenni passati. «È corretto fare chiarezza, ma bisogna stare attenti, perché si potrebbe accusare chi magari non può più difendersi, perché è morto», ammonisce il parroco dei Tre Santi don Jimmy Baldo. Ma la curia, come conclude Pezzei, «considererà tutte le segnalazioni che, sicuramente, riguarderanno per lo più il passato. Perché chi ha subìto certe molestie ha bisogno di anni, a volte di decenni, per trovare il coraggio di parlare. L’importante, per la diocesi, è fare chiarezza, e muoversi attivamente per supportare le vittime».

Davide Pasquali

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/altoadige/2010/03/14/AZ6PO_AZ601.html

Advertisements