Scandalo abusi, è rissa tra Vaticano e Germania

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Scandalo abusi, è rissa tra Vaticano e Germania
Il vescovo di Ratisbona: la ministra che ci accusa è una massona
• ROMA. Uno dei vescovi tedeschi più vicini a papa Benedetto XVI ed in prima linea nell’operazione trasparenza sullo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Germania ha reagito ieri a recenti critiche del Guardasigilli di Berlino sostenendo che la ministra non ha i titoli per pronunciarsi su questo tema dato che sarebbe vicina alla massoneria e vorrebbe in sostanza depenalizzare la pedofilia.

La reazione, che alimenta un attrito in corso fra Chiesa cattolica e parte del governo tedesco, è venuta dal vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller: a margine di un convegno teologico alla Pontificia università lateranense di Roma, davanti a telecamere, l’alto prelato ha affermato che «la nostra ministra della Giustizia appartiene all’Unione umanistica», l’ «Humanistische Union». Il vescovo ha sostenuto che questa associazione è una sorta di massoneria che «considera normale la pedofilia e vuole depenalizzarla. Questa signora ci critica, mentre dovrebbe criticare la sua stessa ideologia».

Le critiche cui ha fatto riferimento Mueller sono le accuse di «silenzio» rivolte al Vaticano dalla Guardasigilli, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger. L’espo – nente della Fdp nei giorni scorsi aveva accusato il Vaticano di avere di fatto ostacolato le indagini sugli abusi sessuali commessi negli anni passati in scuole cattoliche tedesche e ha chiesto che le vittime vengano risarcite. L’accusa aveva costretto la cancelliera Angela Merkel, cristiano-democratica (Cdu), a correre ai ripari affermando pubblicamente che la Chiesa prende «molto seriamente» la questione degli abusi sessuali su minori.

La ministra, come ha annun ciato ieri in tv un suo sottosegretario, ha proposto per il 25 marzo un incontro chiarificatore al presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, che ieri incontrerà il papa a Roma per parlargli anche di questo tema.

Non c’è bisogno comunque, ha detto Mueller, di coinvolgere il papa: «si tratta di casi di 40-50 anni fa» amplificati da «un gran clamore dei mass media mentre i problemi che abbiamo oggi in Germania sono altri». Nel Paese inoltre «abbiamo vescovi forti» e «capaci» di affrontare la questione anche se «per la maggior parte si tratta di casi del passato ed il passato non può essere modificato».

Il pulpito da cui sono venute le notazioni sulla ministra, considerata di tendenze progressiste e nota per dire apertamente come la pensa, è autorevole. Gerhard Ludwig Mueller, come è stato ricordato ieri al convegno presentando il suo intervento, è docente di dogmatica e fondatore dell’isti – tuto che sta curando l’edizione in 16 volumi di «tutta l’opera di Joseph Ratzinger» di cui ad aprile uscirà il terzo tomo.

Mueller, inoltre, è impegnato in una missione delicata: far luce su eventuali abusi nel coro dei «passerotti del Duomo« (i Domspatzen, le celebri voci bianche di Ratisbona) di cui è stato direttore il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

 

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