Tre anni e undici mesi a don Mologni. Vittima un diciassettenne

TORINO 10/03/2010 – Arrestato nel luglio di due anni fa, processato nei primi giorni del febbraio scorso, condannato ieri mattina a 3 anni e undici mesi di reclusione, in abbreviato, con le accuse di detenzione di materiale pedopornografico e atti sessuali nei confronti di un minorenne affetto da difficoltà psichiche. Don Pierpaolo Mologni, 63 anni, ex parroco di Lombardore, è attualmente ospite di una casa di cura nell’eporediese. Nei suoi confronti, il pubblico ministero Stefano Demontis aveva chiesto una condanna a 4 anni e due mesi di reclusione. Al minorenne vittima di abusi, parte civile con l’avvocato Francesca Violante, il giudice Andrea Natale ha riconosciuto una provvisionale di cinquemila euro. Don Mologni era assistito dall’avvocato Gian Paolo Zancan.

Risalgono al 2007 i fatti oggetti dell’indagine avviata dalla procura di Torino. All’epoca, il ragazzino vittima di abusi aveva 17 anni. La testimonianza resa dalla vittima agli inquirenti fu particolarmente cruda e brutale. Il ragazzino descrisse gli abusi subiti, si soffermò con scrupolo e precisione su dettagli e particolari non di poco conto. «Mi portava nel suo alloggio in parrocchia, sempre con la stessa scusa: voleva “misurarmi” per vedere se ero cresciuto». Poi la situazione degenerava: «Massaggi, carezze, la sua mano che sfiorava le mie parti intime. A volte tirava fuori dall’armadio quel costumino di Tarzan dal quale si intravedeva tutto. Dovevo indossarlo, ma era troppo stretto. Lui insisteva, io non riuscivo ad oppormi. Non c’era niente da fare, alla fine vinceva sempre lui. Cominciava quindi a scattare foto, tante, tantissime foto. Sembrava non volesse più smettere». Infine, il momento più brutto, quello più temuto dalla giovane preda: la masturbazione. «Succedeva su un tappeto, oppure direttamente sul letto. Mi toccava, poi si toccava anche lui». Poi era tutto finito, in attesa del successivo e inevitabile incontro.

Non era stato facile per la giovane vittima raccontare gli abusi subiti in parrocchia. Eppure, alla fine il diciassettenne trovò il coraggio di farlo. Il minorenne ebbe la forza di ricordare, raccontare, denunciare l’orrore vissuto per mesi accanto a quell’uomo tanto più anziano di lui. Rovistò nella memoria e riscoprì la presenza di storie che aveva deciso di cancellare per sempre. Storie di baci, carezze. Carezze sempre più intime e invadenti, sempre più imbarazzanti. Adesso l’inferno è finito, l’incubo è passato. Restano i ricordi, sfortunatamente.

Giovanni Falconieri

http://www.cronacaqui.it/news-abusi-sessuali-in-parrocchia–condannato-prete-pedofilo_33521.html