PAPA: “CONDANNIAMO PECCATO, NON PECCATORE”

La lettera letta dal Papa (in inglese)
Padre Lombardi sulla lettera del Papa

«Invochiamo umilmente il perdono (di Dio) per le nostre mancanze e chiediamo la forza per crescere nella santità»: è quanto ha auspicato oggi Benedetto XVI nel saluto ai pellegrini di lingua inglese durante l’Angelus domenicale di piazza San Pietro. Benedetto XVI, durante l’Angelus domenicale a piazza San Pietro, ha invitato i giovani di Roma e del Lazio a partecipare numerosi ad un incontro con lui che si terrà giovedì prossimo in vista della domenica delle Palme, e del 25/esimo anniversario dell’istituzione delle Giornate mondiali della Gioventù. «Domenica prossima, domenica delle palme – ha detto il Papa – ricorre il 25 anniversario dell’inizio delle Giornate Mondiali della Gioventù, volute dal Venerabile Giovanni Paolo II. Per questo, giovedì prossimo, a partire dalle ore 19, aspetto numerosi qui in Piazza San Pietro i giovani di Roma e del Lazio, per uno speciale incontro di festa». La Giornate Mondiale della Gioventù di quest’anno si svolgerà a livello delle diocesi di tutto il mondo, in coincidenza, appunto, con la domenica delle Palme. la prossima, nel 2011, avrà luogo in estate a Madrid, dove si recherà di persona Benedetto XVI.

“GIUSTIZIA FONDATA SU AMORE DI DIO” Ripercorrendo l’episodio evangelico dell’adultera, questa mattina all’Angelus, il Papa ha affermato che c’è una giustizia più grande di quella degli uomini, è la giustizia di Dio fondata sull’amore. «Mentre sta insegnando nel Tempio – ha spiegato il Pontefice – gli scribi e i farisei conducono a Gesù una donna sorpresa in adulterio, per la quale la legge mosaica prevedeva la lapidazione». «Quegli uomini – ha aggiunto -chiedono a Gesù di giudicare la peccatrice con lo scopo di ‘metterlo alla prova e di spingerlo a fare un passo falso. La scena è carica di drammaticità: dalle parole di Gesù dipende la vita di quella persona, ma anche la sua stessa vita. Gli accusatori ipocriti, infatti, fingono di affidargli il giudizio, mentre in realtà è proprio lui che vogliono accusare e giudicare».

PAPA: “NON GIUDICHIAMO” È giusto condannare il peccato ma non il peccatore. In questi termini si è espresso nella mattinata di oggi il Papa in occasione dell’Angelus celebrato in Piazza San Pietro. «Cari amici – ha detto il Pontefice rivolgendosi ai fedeli – impariamo dal Signore Gesù a non giudicare e a non condannare il prossimo. Impariamo ad essere intransigenti con il peccato – a partire dal nostro! – e indulgenti con le persone. Ci aiuti in questo la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito».

LA LETTERA DEL PAPA La tanto attesa lettera pastorale di papa Benedetto XVI è finalmente giunta agli irlandesi, ed i cattolici dell’isola cercano di voltare la pagina di un libro appesantito da decenni di abusi e da una pioggia continua di rivelazioni e accuse. Anche se le vittime non ci stanno, e non nascondono tutta la loro delusione per un documento che propone «troppo poco» e che è arrivato «troppo tardi». Fare pace con il passato, guardare al futuro senza rancori e con rinnovata fiducia è difficile, ma esortati dalle parole del Pontefice gli irlandesi sono disposti almeno a provarci. O, nel caso delle vittime delle molestie e dei più critici, a continuare a combattere affinchè la Chiesa cambi davvero. A sperare per un futuro migliore è certamente il primate della Chiesa d’Irlanda, il cardinale Sean Brady, la cui posizione è appesa a un filo dopo aver ammesso di non aver denunciato alla polizia un prete pedofilo 35 anni fa. La folta congregazione giunta stamane alla cattedrale di Armagh, non solo per la messa ma anche per conoscere il contenuto della lettera del Pontefice, è stata invitata da Brady a pregare «affinchè la lettera pastorale del Santo Padre segni l’inizio di una grande stagione di rinascita e speranza per la Chiesa irlandese». Anche l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin vede nella lettera un buon auspicio per il futuro e l’ha descritta non come il documento finale, ma come «un ulteriore passo avanti nel processo di rinnovamento e di guarigione della Chiesa cattolica in Irlanda». Martin, celebrando la messa della sera alla St. Mary’s Pro-Cathedral di Dublino, ha ammesso d’altra parte che «la Chiesa ha tragicamente sbagliato con molti dei suoi bambini. Ha sbagliato con gli abusi, ha sbagliato non prevenendo gli abusi, ha sbagliato coprendo gli abusi»: «Dobbiamo affrontare la verità del passato, pentirci, creare del bene dove era stato fatto del male», ha aggiunto l’arcivescovo. In giornata comunque l’umore dei fedeli era cupo. « Gli abusi sono indescrivibili – dice una donna sulla quarantina all’uscita della funzione del primo pomeriggio – e in molti proviamo vergogna. La nostra Chiesa dovrà fare molto per cambiare. Ne vale del nostro futuro e di quello di tutti coloro che, come me, vogliono ancora dare ai loro figli un’educazione cattolica». Per chi ha sofferto in prima persona gli abusi però, non c’è pace. «È troppo poco, troppo tardi. Quello che vorrei vedere è un cambiamento all’interno della Chiesa cattolica. Se questo cambiamento avesse luogo, allora credo che la chiesa potrebbe sopravvivere», dice all’ANSA Christine Buckley, sopravvissuta a 18 anni di sevizie all’interno di un istituto di suore a Dublino. «Le vittime si meritano meglio di questo», dice in una conferenza stampa Marie Collins, che quando era ragazzina era stata violentata da un sacerdote in un letto d’ospedale. «Non c’è stata alcuna ammissione della dimensione internazionale del fenomeno e del fatto che la Chiesa, dai sacerdoti fino allo stesso Vaticano, sia stata responsabile di un insabbiamento a livello istituzionale». Maeve Lewis, direttrice dell’associazione One in Four le fa eco e afferma: «Abbiamo avuto l’impressione che il Papa considerasse il problema in Irlanda come il frutto di un processo di secolarizzazione, ma non è così». A deludere Andrew Madden, anche lui una vittima degli abusi, è stato invece il fatto che il Pontefice non abbia accettato esplicitamente le dimissioni dei vescovi James Moriarty, Eamonn Walsh e Raymond Field, e non abbia costretto il vescovo Martin Drennan, anch’egli coinvolto in uno scandalo, a lasciare il posto. E, per questo, il suo verdetto è stato lapidario: «Per come stanno ora le cose, la Chiesa cattolica in Irlanda e nel mondo è retta rispettivamente dal cardinale Sean Brady e da papa Benedetto, ed entrambi non sono stati in grado di proteggere i bambini da preti che loro sapevano fossero pericolosi. Se la Chiesa cattolica vuole riacquistare credibilità e andare avanti questa situazione deve cambiare».

VIDEO SU YOUTUBE E TWITTER La Santa Sede ha riservato alla lettera del Papa ai cattolici irlandesi sugli abusi sessuali una eccezionale copertura multimediale, passando, fra l’altro, per Youtube e Twitter. Lo ha sottolineato la Radio Vaticana, mettendo a disposizione, sul suo sito, anche un’ampia documentazione sugli altri interventi del pontefice sull’argomento. In occasione della pubblicazione della Lettera, il Vaticano ha attivato nuovi servizi su internet, uno all’indirizzo www.resources.va, e sei canali Twitter multilingue, di cui quello italiano è news_va_it. «Attraverso questi canali Twitter, la Radio Vaticana e gli altri media vaticani – annuncia l’emittente – informeranno della pubblicazione di notizie e contenuti multimediali particolarmente rilevanti per la vita della Chiesa». Oggi, in occasione della Lettera, vengono pubblicati in forma integrata testi, video e audio riferiti alla Lettera del Papa ai cattolici irlandesi sugli abusi sessuali, usando www.radiovaticana.orgwww.resources.va, i quattro canali TheVatican su YouTube e i sei canali di Twitter.

DUBLINO, ARCIVESCOVO COMMENTA LETTERA «La lettera pastorale non è un commento e non offre linee guida su come gli abusi sessuali devono essere gestiti. È una riflessione più ampia che il Papa fa sui fallimenti della Chiesa in Irlanda e sul futuro della Chiesa in Irlanda»: così l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin ha commentato questa sera alla Saint Mary’s Pro Cathedral di Dublino la lettera pastorale di papa Benedetto XVI ai cattolici irlandesi. Il cardinale ha proseguito affermando: «La Chiesa ha tragicamente sbagliato con molti dei suoi bambini; ha sbagliato con gli abusi; ha sbagliato non prevenendo gli abusi; ha sbagliato coprendo gli abusi». E ha concluso: «Dobbiamo affrontare la verità del passato; pentirci; creare del bene dove era stato fatto del male. E intanto dobbiamo proseguire giorno dopo giorno lungo il doloroso cammino di rinnovamento, con la certezza che sarà soltanto quando la nostra miseria umana incontra faccia a faccia la pietà liberatrice di Dio che la nostra Chiesa sarà davvero rinnovata e arricchita».

ALTRO CASO IN GERMANIA Il parroco di Dietenhofen, in Baviera (Sud), è stato sospeso dalle sue funzioni poiché sospettato di aver commesso – all’inizio degli anni Settanta – abusi sessuali su un bambino del coro dei ‘Passeri del Duomo di Ratisbona’, che fu diretto dal fratello maggiore del Papa, Georg Ratzinger, dal 1964 al 1994. Secondo quanto scrive oggi il tabloid tedesco Bild, il religioso abusò “per mesi” di un bambino di 11 anni nel 1971. Il giornale riporta che alcuni giorni fa, il parroco aveva scritto sul sito Internet della sua parrocchia: “Il clero cattolico non è un’associazione di pedofili. L’abuso sessuale sui minori è grave e va condannato con la massima durezza”. Il parroco di Dietenhofen (Baviera, Sud) coinvolto in un caso di abusi sessuali su minori all’inizio degli anni Settanta, Sturmius W., ha rinunciato all’incarico. Lo ha detto all’ANSA un rappresentante della diocesi di Eichstaett (Baviera). Il religioso ha inoltre ammesso gli abusi, avvenuti nei confronti di un bambino che all’epoca aveva 11 anni ed era membro del coro dei ‘Passeri del Duomo di Ratisbona’. Da parte sua, ha spiegato la diocesi di Eichstaett, la diocesi di Ratisbona ha già denunciato il religioso alle autorità. La vittima oggi ha 50 anni, secondo quanto scrive il settimanale tedesco Stern. Ha raccontato di essere stato abusato sessualmente “per mesi” da Sturmius W.,nel 1971. All’epoca, l’autore degli abusi studiava ancora teologia. Dopo la fine degli studi, nel 1974, W. ha lasciato Ratisbona e si è trasferito nella diocesi di Eichstaett, dove i suoi precedenti di abusi sessuali su minori non erano conosciuti e dove è diventato prete nel 1978.

IRLANDA, VITTIMA: “VOTO CASTITÀ UNO DEI PROBLEMI” «Sono stata ‘incarceratà per i primi 18 anni della mia vita. Ho sofferto abusi su quattro livelli: quello fisico e quello sessuale, ho sofferto la fame e la perdita della mia identità ». Christine Buckley, 63 anni, è cresciuta in un istituto di suore di Dublino, la Goldenbridge Industrial School. Nei primi anni Novanta ha raccontato ai media la sua storia e dopo il clamore che ne è seguito ha continuato a battersi per fare giustizia nel nome di tutte le vittime degli abusi all’interno degli istituti cattolici e per fare in modo che questo non succeda più ai bambini di oggi. Dalla lettera pastorale di Papa Benedetto XVI agli irlandesi la Buckley si aspettava di più. Anche lei come molte altre vittime di molestie e abusi fisici e mentali, vorrebbe un impegno maggiore della chiesa verso un cambiamento più profondo, a cominciare dall’abbandono della legge canonica, fino ad iniziative più radicali. Intervistata dall’ANSA, la Buckley illustra così la sua visione: «Il voto di castità ha avuto un ruolo enorme in questo. Le suore dove mi trovavo dovevano essere spose di Cristo, ma era tutto sbagliato. Loro erano ignoranti, frustrate, in molti casi erano state forzate a diventare suore per la reputazione della loro famiglia e così dentro erano morte, ma fuori erano come un vulcano che esplodeva di rabbia contro di noi. Per quello ci torturavano. E lo stesso vale per i sacerdoti». Secondo la Buckley, il Vaticano farebbe meglio a spogliarsi di alcune delle sue ricchezze, per poi venderle e destinare i proventi ai Paesi dove si sono verificati gli abusi. «E dopo – prosegue – il Papa dovrà andare in quei Paesi, scusarsi, incontrare le vittime, i preti e le suore. Il governo irlandese ha stanziato dei fondi per un monumento alle vittime degli abusi. Non solo dev’essere fatta giustizia, ma si deve vedere che la giustizia Š stata fatta».
IN GERMANIA ALTRO CASO COPERTO Anche se smentiti da un’Arcidiocesi, due importanti media hanno accusato il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, di aver coperto anni fa un prete pedofilo senza denunciarlo alla magistratura. Lo ha sottolineato un portavoce di ‘Wir Sind Kirchè (Noi siamo Chiesa), movimento cattolico critico nei confronti del Vaticano. «Anche monsignor Zollitsch, il presidente della Conferenza episcopale, negli anni Novanta ha avuto un caso, un grave crimine di cui la Procura non è stata informata», ha sintetizzato il portavoce, Christian Weisner, citando il quotidiano Badische Zeitung. L’accusa al capo dei vescovi, riferisce l’agenzia tedesca Dpa, è stata formulata anche dalla trasmissione di approfondimento giornalistico ‘Report Mainz’: secondo i due media Zollitsch, quando nel 1991 era responsabile del personale nell’arcidiocesi di Friburgo, si sarebbe limitato a prepensionare – senza denunciarlo – che aveva abusato di almeno 17 bambini e ragazzo. Il sacerdote si suicidò nel 1995, ricorda l’agenzia sottolineando – senza però precisare meglio – che l’Arcidiocesi di Friburgo ha «respinto le accuse di insabbiamento» rivolte a Zollitsch.

IRLANDESI DELUSI DA LETTERA DEL PAPA L’associazione irlandese in difesa delle vittime degli abusi sessuali da parte di religiosi One in Four si è detta «profondamente delusa» dalla lettera di Papa Benedetto XVI. Meave Lewis, direttrice dell’organizzazione, ha criticato la missiva in quanto «il Papa sembra concentrarsi eccessivamente sul fatto che la legge canonica non sia stata applicata in maniera corretta, senza riconoscere che la responsabilità dell’insabbiamento della verità è di un meccanismo che arriva fino ai vertici del Vaticano». «Abbiamo avuto l’impressione – ha aggiunto la Lewis – che il Papa considerasse il problema in Irlanda come il frutto di un processo di secolarizzazione, ma non è così». L’organizzazione accoglie con favore le scuse del Papa alle vittime anche se, fa notare, il Pontefice non si è scusato per il trattamento ricevuto da chi aveva denunciato gli abusi ed è stato screditato. Riguardo all’esortazione fatta dal Santo Padre a denunciare gli abusi, One in Four ha dichiarato di sperare che questo si traduca nell’obbligo per tutti gli ecclesiastici di sporgere denuncia alle autorità civili.

BRADY: “LETTERA PAPA SIA INIZIO RINNOVAMENTI” Un passo importante per il rinnovamento della Chiesa. Così il cardinale irlandese Sean Brady ha commentato la lettera pastorale con la quale Benedetto XVI ha fatto autocritica per lo scandalo degli abusi sui minori, denunciando gli «scandalosi fallimenti» della Chiesa. «Preghiamo perchè questo sia l’inizio di una grande epoca di rinascita per la Chiesa», ha detto il primate della Chiesa d’Irlanda, colpito lui stesso dalle accuse di aver taciuto sugli abusi commessi dai preti. «Un passo ulteriore nel processo di rinnovamento e di guarigione», ha fatto eco l’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, sottolineando come il Pontefice, nella lettera inviata ai cattolici irlandesi, abbia «riconosciuto i fallimenti delle autorità ecclesiastiche nel trattare questi atti criminali e peccaminosi». Critiche sono arrivate, invece, da Michael Kelly, vice direttore di «Irish Catholic», principale quotidiano cattolico irlandese, secondo cui servono «gesti concreti» per ripristinare l’autorità morale della Chiesa.

PAPA: “AZIONI CONCRETE” Una serie di «iniziative concrete per affrontare la situazione» degli abusi sessuali sui minori avvenuti in Irlanda, tra le quali precise raccomandazioni di preghiera e l’invio di missioni apostoliche, vengono raccomandate dal papa nella sua lettera ai cattolici d’Irlanda. Misure in parte già concordate nel recente incontro con i vescovi irlandesi, ed ora precisate nel documento, insieme alla più generale raccomandazione a rispettare, d’ora in poi, le leggi dello stato e quelle canoniche. Il pontefice chiede ai cattolici irlandesi che «la Quaresima di quest’anno sia considerata tempo di preghiera per una effusione della misericordia di Dio e dei doni di santità e di forza dello Spirito Santo sulla chiesa del vostro paese». Invita poi tutti i fedeli a «dedicare le vostre penitenze del venerdì, per un intero anno, da ora fino alla Pasqua del 2011, per questa finalità. Vi chiedo – aggiunge – di offrire il vostro digiuno, la vostra preghiera, la vostra lettura della sacra scrittura e le vostre opere di misericordia per ottenere la grazia della guarigione e del rinnovamento per la chiesa in Irlanda». Benedetto XVI invita i fedeli irlandesi a «riscoprire il sacramento della riconciliazione» ed a riservare particolare attenzione all’adorazione eucaristica, alla quale le diocesi dovranno riservare apposite chiese o cappelle. «Con la preghiera fervorosa di fronte alla reale presenza del Signore – insiste il papa nella sua lettera pastorale – potete compiere la riparazione per i peccati di abuso che hanno arrecato tanto danno e al tempo stesso implorare la grazia di una rinnovata forza e di un profondo senso della missione da parte di tutti i vescovi, i sacerdoti, i religiosi ed i fedeli. Sono fiducioso che questo programma – conclude citando anche brani evangelici – porterà ad una rinascita della chiesa in Irlanda nella pienezza della verità stessa di Dio, poichè è la verità che ci rende liberi». Papa Ratzinger annuncia infine una visita apostolica in alcune diocesi irlandesi ed una missione a livello nazionale con la «speranza» che, «attingendo dalla competenza di esperti predicatori e organizzatori di ritiri sia dall’Irlanda che da altrove, e riesaminando i documenti conciliari, i riti liturgici dell’ordinazione e della professione e i recenti insegnamenti pontifici, giungiate ad un più profondo apprezzamento delle vostre rispettive vocazioni».

PADRE LOMBARDI: “RISPETTARE LEGGI” Leggi vigenti nei singoli Stati e norme canoniche, correttamente applicate, devono essere adottate nel caso di sospetti di pedofilia. Lo ha detto il direttore della Santa Sede, padre Federico Lombardi, illustrando la Lettera del Papa ai cattolici irlandesi. Padre Lombardi ha escluso che il pontefice, parlando di «tribunali debitamente costituiti» possa essersi riferito a sedi diverse dalla giustizia ordinaria e a quella ecclesiastica, «due percorsi paralleli – ha ribadito – che, dove correttamente applicate, si sono dimostrati efficaci e sufficienti». Al contrario – ha sottolineato – gli stessi rapporti Ryan e Murphy sugli abusi in Irlanda, «misero in luce anche il mancato rispetto delle norme canoniche»

PAPA: “CHIESA VITTIMA SECOLARIZZAZIONE” Una «secolarizzazione della società» che ha comportato «nuove e gravi sfide alla fede» ha favorito, secondo il Papa, una crisi generale che ha favorito, fra l’altro, il diffondersi degli abusi sessuali sui minori. Un contesto al quale ha contribuito anche il fatto che «il programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano II fu a volte frainteso». «Si è verificato un rapidissimo cambiamento sociale – afferma Benedetto XVI nella Lettera ai cattolici d’Irlanda – che spesso ha colpito con effetti avversi la tradizionale adesione del popolo all’insegnamento e ai valori cattolici». «Fu anche determinante in questo periodo la tendenza, anche da parte di sacerdoti e religiosi, di adottare modi di pensiero e di giudizio delle realtà secolari senza sufficiente riferimento al Vangelo. Il programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano Secondo fu a volte frainteso e in verità, alla luce dei profondi cambiamenti sociali che si stavano verificando, era tutt’altro che facile valutare il modo migliore per portarlo avanti». In particolare il Papa punta il dito contro la tendenza, «dettata da retta intenzione ma errata, ad evitare approcci penali nei confronti di situazioni canoniche irregolari». «È in questo contesto generale – ha spiegato – che dobbiamo cercare di comprendere lo sconcertante problema dell’abuso sessuale dei ragazzi, che ha contribuito in misura tutt’altro che piccola all’indebolimento della fede e alla perdita del rispetto per la Chiesa e per i suoi insegnamenti».

PAPA, PRESTO VISITA A DIOCESI IRLANDA Nella sua Lettera pastorale dedicata al problema della pedofilia nel clero, Benedetto XVI annuncia che indirà «una Visita Apostolica in alcune diocesi dell’Irlanda, come pure ins eminari e congregazioni religiose». La visita, che dovrebbe essere compiuta da un suo incaricato, «si propone di aiutare la Chiesa locale – scrive il Papa – nel suo cammino di rinnovamento e sarà stabilita in cooperazione con i competenti uffici della Curia Romana e la Conferenza Episcopale Irlandese». I particolari dlla visit saranno resi noti in seguito. Tra le «iniziative concrete» il Pontefice annuncia anche «una Missione a livello nazionale per tutti i vescovi, i sacerdoti e i religiosi». «Nutro la speranza – spiega – che, attingendo dalla competenza di esperti predicatori e organizzatori di ritiri sia dall’Irlanda che da altrove, e riesaminando i documenti conciliari, i riti liturgici dell’ordinazione e della professione e i recenti insegnamenti pontifici, giungiate ad un più profondo apprezzamento delle vostre rispettive vocazioni, in modo da riscoprire le radici della vostra fede in Gesù Cristo e da bere abbondantemente dalle sorgenti dell’acqua viva che egli vi offre attraverso la sua Chiesa».

PAPA: “DISPOSTO A VEDERE VITTIME”«In diverse occasioni sin dalla mia elezione alla Sede di Pietro, ho incontrato vittime di abusi sessuali, così come sono disponibile a farlo in futuro». Lo scrive Benedetto XVI nella sua Lettera pastorale ai cattolici d’Irlanda. Mi sono soffermato con loro, ho ascoltato le loro vicende, ho preso atto della loro sofferenza, ho pregato con e per loro«, ricorda il Papa ripensando implicitamente agli incontri con gruppi di vittime di abusi avuti durante le sue visite negli Stati Uniti e in Australia, e anche in Vaticano ricevendo una delegazione di nativi canadesi educati nelle scuole cattoliche del Paese.

PAPA: “CHIESA VITTIMA SECOLARIZZAZIONE” Una «secolarizzazione della società» che ha comportato «nuove e gravi sfide alla fede» ha favorito, secondo il Papa, una crisi generale che ha favorito, fra l’altro, il diffondersi degli abusi sessuali sui minori. Un contesto al quale ha contribuito anche il fatto che «il programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano II fu a volte frainteso». «Si è verificato un rapidissimo cambiamento sociale – afferma Benedetto XVI nella Lettera ai cattolici d’Irlanda – che spesso ha colpito con effetti avversi la tradizionale adesione del popolo all’insegnamento e ai valori cattolici». «Fu anche determinante in questo periodo la tendenza, anche da parte di sacerdoti e religiosi, di adottare modi di pensiero e di giudizio delle realtà secolari senza sufficiente riferimento al Vangelo. Il programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano Secondo fu a volte frainteso e in verità, alla luce dei profondi cambiamenti sociali che si stavano verificando, era tutt’altro che facile valutare il modo migliore per portarlo avanti». In particolare il Papa punta il dito contro la tendenza, «dettata da retta intenzione ma errata, ad evitare approcci penali nei confronti di situazioni canoniche irregolari». «È in questo contesto generale – ha spiegato – che dobbiamo cercare di comprendere lo sconcertante problema dell’abuso sessuale dei ragazzi, che ha contribuito in misura tutt’altro che piccola all’indebolimento della fede e alla perdita del rispetto per la Chiesa e per i suoi insegnamenti»

PAPA: “VANGELO OSCURATO” Gli abusi sessuali sui minori all’interno di istituti religiosi «hanno oscurato la luce del Vangelo a un punto tale cui non erano giunti neppure secoli di persecuzioni». Lo afferma Benedetto XVI nella sua Lettera ai cattolici irlandesi, esortando ad «agire con urgenza per affrontare» le cause «che hanno avuto conseguenze tanto tragiche per le vite delle vittime e delle loro famiglie».

PAPA: “NON SOLO IRLANDA O CHIESA” «Il problema dell’abuso dei minori non è specifico nè dell’Irlanda nè della Chiesa», ma va comunque affrontato con ‘coraggio e determinazione«, anche se »nessuno si immagini che questa penosa situazione si risolverà in breve tempo«. È uno dei passaggi della Lettera pastorale ai cattolici irlandesi di Benedetto XVI. »Considerando la gravità di queste colpe e la risposta spesso inadeguata ad esse riservata da parte delle autorità ecclesiastiche nel vostro Paese – si legge nel documento – ho deciso di scrivere questa Lettera pastorale per esprimere la mia vicinanza a voi, e per proporvi un cammino di guarigione, di rinnovamento e di riparazione«. »Positivi passi avanti sono stati fatti – aggiunge – ma molto di più resta da fare«.

PAPA: “VESCOVI COOPERINO CON AUTORITÀ CIVILI” «Oltre a mettere pienamente in atto le norme del diritto canonico nell’affrontare i casi di abuso dei ragazzi, continuate a cooperare con le autorità civili nell’ambito di loro competenza». È l’invito che Benedetto XVI fa ai vescovi irlandesi nella sua Lettera pastorale dedicata allo scandalo-pedofilia. «È doveroso – aggiunge il Pontefice – che le norme della Chiesa in Irlanda per la tutela dei ragazzi siano costantemente riviste ed aggiornate e che siano applicate in modo pieno ed imparziale in conformità con il diritto canonico». Secondo Benedetto XVI, «soltanto un’azione decisa portata avanti con piena onestà e trasparenza potranno ripristinare il rispetto e il benvolere degli Irlandesi verso la Chiesa alla quale abbiamo consacrato la nostra vita». Ciò deve scaturire, prima di tutto, aggiunge, «dal vostro esame di voi stessi, dalla purificazione interiore e dal rinnovamento spirituale»

PAPA: “DA CHIESA RISPOSTA INADEGUATA” Di fronte alla «gravita» delle colpe relative agli abusi sessuali sui minori c’è stata in Irlanda una «risposta spesso inadeguata» «da parte delle autorità ecclesiastiche». Lo afferma Benedetto XVI nella sua Lettera pastorale ai cattolici irlandesi. «Si deve ammettere che furono commessi gravi errori di giudizio – scrive il Papa nella sezione dedicata ai ‘fratelli vescovì – e che si sono verificate mancanze di governo». «Non si può negare che alcuni di voi e dei vostri predecessori – dice il Papa ai vescovi irlandesi – avete mancato, a volte gravemente, nell’applicare le norme del diritto canonico codificate da lungo tempo circa i crimini di abusi di ragazzi». «Seri errori – aggiunge Ratzinger – furono commessi nel trattare le accuse». Tutto questo, secondo Benedetto XVI «ha seriamente minato la vostra credibilità ed efficacia». L’unica attenuate concessa dal Pontefice riguarda la difficoltà di «afferrare l’estensione e la complessità del problema» e di «ottenere informazioni affidabili e prendere decisioni giuste alla luce di consigli divergenti di esperti».

PAPA, MESSAGGIO A VITTIME «Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto. So che nulla può cancellare il male che avete sopportato». È quanto dice Benedetto XVI alle vittime degli abusi e alle loro famiglie nella sua Lettera pastorale ai cattolici d’Irlanda dedicata ai casi di pedofilia nel clero. A nome della Chiesa, aggiunge il Papa, «esprimo apertamente la vergogna e il rimorso che tutti proviamo». «È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata – scrive ancora Benedetto XVI -. Molti di voi avete sperimentato che, quando eravate sufficientemente coraggiosi per parlare di quanto vi era accaduto, nessuno vi ascoltava. Quelli di voi che avete subito abusi nei convitti dovete aver percepito che non vi era modo di fuggire dalle vostre sofferenze». «È comprensibile – ammette il Pontefice – che voi troviate difficile perdonare o essere riconciliati con la Chiesa». E ancora: «so che alcuni di voi trovano difficile anche entrare in una chiesa dopo quanto è avvenuto». Il Papa chiede comunque, «con umiltà», alle vittime degli abusi «di non perdere la speranza», invitandole ad affidarsi al «potere risanatore» dell’amore di Gesù, «egli stesso vittima di ingiustizia e di peccato», che «porta la liberazione e la promessa di un nuovo inizio». Rivolgendosi poi ai ragazzi e ai giovani dell’Irlanda, Ratzinger sottolinea che «siamo tutti scandalizzati per i peccati e i fallimenti di alcuni membri della Chiesa, particolarmente di coloro che furono scelti in modo speciale per guidare e servire i giovani. Ma è ‘nella Chiesà – rimarca – che voi troverete gesù Cristo che è lo stesso ieri, oggi e sempre».

PAPA: “COLPEVOLI RISPONDANO A DIO E TRIBUNALI” I preti pedofili dovranno rispondere dei loro abusi «davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti». Lo afferma papa Benedetto XVI nella sua Lettera pastorale ai cattolici d’Irlanda, diffusa alla stampa questa mattina, rivolgendosi direttamente «ai sacerdoti e ai religiosi che hanno abusato dei ragazzi». Il Papa ha poi ribadito di condividere lo «sgomento» di tanti fedeli per il «tradimento» degli abusi, auspicando una «rinascita» della Chiesa d’Irlanda. Benedetto XVI ha accusato i sacerdoti e i religiosi che hanno compiuto abusi di aver causato alle vittime «un danno immenso» e di aver perpetrato «un grande danno» alla Chiesa e «alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa». Ciò detto, il Papa ha raccomandato ai colpevoli un esame di coscienza, un «pentimento sincero», «preghiere e penitenze per coloro che avete offeso» e di fare «personalmente ammenda per le vostre azioni». Una purificazione interiore che deve precedere ma non escludere – ha spiegato il pontefice – la giustizia terrena. «La giustizia di Dio – ha detto – esige che rendiamo conto delle nostre azioni senza nascondere nulla». Perciò «riconoscete apertamente la vostra colpa – ha esortato – sottomettetevi alle esigenze della giustizia». Ma «non disperate – ha concluso – della misericordia di Dio», pronto a perdonare di fronte a un pentimento sincero «persino il più grave dei peccati e di trarre il bene anche dal più terribile dei mali».

INDAGINI SU OLTRE 250 ABUSI La Chiesa cattolica tedesca sta indagando su oltre 250 casi di abusi sessuali a danno di minori commessi da preti a partire dagli anni Cinquanta. È quanto rivela oggi l’agenzia di stampa Dpa, secondo cui, di questi casi, 160 riguarderebbero l’Ordine dei gesuiti, contro il quale, nel gennaio scorso, sono partite le prime denunce.

www.leggonline.it/articolo.php?id=52695

 

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