I “sostenitori” di Don “Lu” pronti a scrivere al Ministero della Giustizia

02 marzo 2010 delle ore 16:19

Alassio. Scrivere una lettera al Ministero della Giustizia. Potrebbe essere questa la prossima “mossa” degli amici di Don Luciano Massaferro, il parroco alassino accusato di violenza sessuale su una bambina di 12 anni, per sostenerlo. L’iniziativa ancora una volta parte dal gruppo su Facebook “Don Luciano libero!” dove una delle fedeli di Don Lu lancia l’idea: “Carissimi, ieri sera ho inviato a qualcuno di voi un messaggio contenente la traccia di una lettera che si potrebbe scrivere e scriveremo al Ministero di grazia e giustizia”.

Prosegue C.B. nel suo messaggio: “Non per mettere parole sull’indagine in corso ma per informare il nostro Ministro sul generale comportamento della Procura di Savona. Le ultime lettere che ho ricevuto oggi da Don Luciano mi spingono a rivolgermi atutti voi! Ma voi sapete che gli stato concesso un Rosario dopo due mesi? Così come dopo due mesi gli è stato concesso di celebrare sS.Messa a porte chiuse? Ma non voglio divagare. Vi dicevo dell’iniziativa per informare il Ministero di Grazia e giustizia. Da più parti mi sono sentita dire che iniziative simili devono essere avvalorate da professionisti per non incorrere in errori che potrebbero essere usati contro di lui…”.

“Molto pacatamente vi dico invece il mio pensiero. Iniziative simili, proprio perchè non avvalorate da professionisti, ma semplicemente nate da comuni cittadini, possono permettersi di contenere nei mezzi usati per portarle a termine, piccoli errori di forma e contenuto, non perseguibili e che nulla possono cambiare in una storia costruita sì, questo dobbiamo dirlo, più su ipotesi e dubbi che su certezze inconfutabili. D’altra parte ritengo che sia un dovere oltre che un diritto, per ogni cittadino, rivogersi con spontaneità e chiarezza a coloro che ha eletto per essere governato, quando sente la necessità di informare su fatti e comportamenti che screditano e mortificano la nostra democrazia” prosegue ancora la sostenitrice di Don Luciano.

“Abbiamo eletto delle persone che ci rappresentano e che devono quindi essere informate delle nostre difficoltà e di ciò di cui da soli non riusciamo ad occuparci. Non penso che per fare questo occorra essere laureati o competenti a 360 gradi, e qualche termine improprio o non opportuno ci verrà senz’altro scusato proprio perchè scritto da semplici e comuni cittadini. Sottolineo inoltre come proprio l’iniziativa singola e privata sia alla base di ogni vera democrazia quando non va a ledere la democrazia stessa!”.

Il messaggio prosegue poi con alcuni dettagli “organizzativi” destinati a tutti i fedeli e gli amici di Don Lu che vogliono aderire alla manifestazione di solidarietà. Insomma sul social network gli “innocentisti” sembrano proprio non volersi arrendere: non credono alle accuse mosse dalla Procura, continuano a sostenere il sacerdote alassino e lo difendono a spada tratta.

http://www.ivg.it/2010/03/02/i-sostenitori…ella-giustizia/

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