Una canzone per la ragazza madre

il mattino di Padova — 27 febbraio 2010 pagina 27 sezione: CRONACA
Don Paolo Spoladore ha composto, in una delle 14 canzoni da lui musicate, un brano dove si può riconoscere una storia così simile a quella vissuta con Pimpy, la ragazza madre che dichiara d’aver avuto con lui un figlio, peraltro mai riconosciuto. Prima che Pimpy mettesse al mondo il suo bambino, che ora sta per compiere 8 anni, il suo legame non spirituale con l’allora parroco rockstar di San Lazzaro durava da circa un biennio. E’ la stessa donna a raccontarlo, una cinquantenne che conserva una bellezza non ancora spenta. Fu un parto prematuro e rischioso. Il «Donpa», questo il nome di battaglia di Spoladore in ambito musicale e religioso, andò a battezzare il neonato in ospedale, quando ancora si trovava nell’incubatrice. Ma poi rimosse quella presunta paternità. E alla Pimpy che reclamava la sua presenza di padre del bimbo, rispondeva che «non aveva tempo». E glielo avrebbe ripetuto anche di recente, quando tornò alla carica sostenendo che il bambino aveva bisogno di un riferimento paterno stabile. E gli spiegò che alla loro creatura era stata riscontrata una patologia di probabile origine ereditaria, tale da richiedere il test genetico del padre naturale per escludere tale eventualità. A quel punto la salute del figlio prevalse su ogni cautela: e venne a galla la verità, visto che il Dna non mente. Forte di tale riscontro scientifico, la madre del bambino ha cominciato a martellare in modo sempre più pressante il sacerdote, andato nel frattempo a vivere a Codiverno, nella villetta rustica con frutteto di via Campolino 35/C. Resta inspiegabile questo lungo silenzio di un ministro di Dio anche coi suoi superiori. Quando era parroco a San Lazzaro, migliaia di adepti intasavano con le loro auto via San Marco e dintorni per andare alla messa «cantata» delle 11. I residenti protestarono e alla fine «Donpa» venne trasferito ad altro incarico nel circuito delle telecomunicazioni, peraltro mai ricoperto. In realtà c’era dell’altro. Non solo i «sussurri» sulla sua paternità ma anche il sospetto che con il suo fare da sacerdote «fuori dagli schemi» potesse aver plagiato altre ragazze. Quel suo aggredire con note che ritmavano il battito cardiaco risvegliava nei fedeli corpo e anima, attraverso un mix d’influenze musicali classiche alla Back dovute a studi di pianoforte, d’esperienze legate all’improvvisazione jazz ma anche al cabaret, quando «Donpa» andava a suonare di sera negli hotel ad Abano per sbarcare il lunario. Un linguaggio musicale con riferimenti anche rock e pop: Deep Purple, Led Zeppelin, Yes, Kiss, Who e Pink Floyd. E soprattutto i Coldplay. Parole e suoni dove tutto vibra. Cuore, sangue e respiro. Aprirò, Bella, Amami, Scivola, Corri, Ali, Pozzo, Ecco, Cerca, Dimmi, Alba, Vivere: tutte canzoni sue, profetiche ed imbonitrici insieme, spirituali e nel contempo terrene. Oppure criptiche, come Ehjeh e Tuuh. Ed ora il silenzio strategico. Di parole ne ha già dette abbastanza. – (Enzo Bordin)

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…C6PO_MC601.html

Pimpy si sente accerchiata Il popolo difende «Donpa»

il mattino di Padova — 28 febbraio 2010 pagina 27 sezione: CRONACA
«Donpa» Spoladore continua a non parlare della sua paternità. Meglio tacere che lasciarsi magari sfuggire qualche parola di troppo. E da ieri non è più attivo il forum di wwwcampiglia.it dove Pimpy, l’ex amata, aveva lanciato le sue prime esternazioni riferendo che il sacerdote rockstar si era sottoposto al test del Dna, risultato compatibile con quello del suo bambino di 7 anni e mezzo. «Per qualche giorno il forum non sarà accessibile. Mi spiace chiudere anche a chi non scrive di don Paolo, ma sono costretto a farlo» puntualizza il webmaster Enrico. Il tam-tam sussurrato nel forum di Campiglia.it in queste settimane sul conto di «Donpa» per via di un suo «figlio clandestino», ha costretto Pimpy ad uscire allo scoperto con alcune rivelazioni decisive su una vicenda che avrebbe invece dovuto rimanere segreta. Essendo un’assidua e attiva visitatrice di questo sito internet, era rimasta esterrefatta nel sentir raccontare una storia distorta su questa sua privatissima vicenda di ragazza-madre. Ha allora deciso di uscire allo scoperto dando la versione esatta dei fatti, soprattutto in riferimento al test genetico e al comportamento di don Spoladore che si sarebbe disinteressato del bambino. Adesso è divenuta furiosa davanti alle dure (e per lei ingiuste) posizioni assunte da numerosi adepti nei suoi confronti. «Pimpy, sei dispiaciuta per tuo figlio, ma accusare suo padre, sputtanandolo non è che migliori lo stato delle cose. Facevi meglio risolvere la questione senza coinvolgere tanta gente. E poi sapevi benissimo che procreare un figlio con un prete (storia comunque secondo me inventata) portava a future difficoltà. Quello che semini, raccoglierai» scrive Vinny sul forum del 25 febbraio. «Bisogna accettare gli eventi e smettere di parlare. Qualsiasi cosa (Donpa) abbia fatto o non fatto, è la sua vita. Non spetta a nessuno di noi giudicare le sue scelte» avverte Elena. Pimpy non ha gradito questa alzata generale di scudi a favore del presunto padre di suo figlio. Di qui la decisione di rivolgersi all’avvocatessa Maria Pia Rizzo perché si faccia finalmente chiarezza sull’intera vicenda e che «Donpa» si assuma tutte le responsabilità del caso. Un invito alla chiarezza arriva anche dalla stessa Curia vescovile, inquieta per quel suo sacerdote-imbonitore in grado di fare presa su migliaia di ragazzi e ragazze con la sua «musica del cuore».

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