Preti pedofili: lo scandalo nelle diocesi tedesche arriva in Baviera

25 febbraio 2010 | 15:48
Preti pedofili: lo scandalo nelle diocesi tedesche arriva in Baviera
Monaco di Baviera. L’arcidiocesi della città bavarese ha chiesto “piena trasparenza” sui fatti del passato remoto e recente e promette “tolleranza zero” sulla questione dei preti accusati di violenze sessuali su minori. Dopo le prime denunce del settimanale Spiegel di qualche settimana fa, l’onda d’urto arriva anche nel sud della Germania e il primo a farne le spese è stato un abate benedettino, costretto a dare le dimissioni. L’arcidiocesi di Monaco e Frisinga si attende dall’abate benedettino di Ettal un chiarimento senza riserve delle accuse di abusi sessuali sui minori nella scuola o nel collegio del monastero”, afferma la nota diffusa nella tarda serata di ieri riportata dall’Agenzia Apcom.” Per l’abuso sessuale di bambini e adolescenti, non ci può essere alcuna tolleranza. Quindi mi aspetto che dal monastero un inflessibili chiarimento e trattamento delle accuse e dei possibili crimini”, chiude la nota il vicario generale della diocesi, monsignor Peter Beer.
L’abate benedettino Barnabas Boegle, che ha dato le dimissioni ieri, pare abbia abusato sessualmente di almeno otto ex allievi che lo hanno accusato di violenze nel 1954 e pure negli anni 70 e 80. L’arcidiocesi impone ora all’abbazia di fare chiarezza sugli abusi e di quantificare il numero dei casi noti.

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Pedofilia/ Chiesa tedesca corre ai ripari.Zollitsch vedr… -2-
Revisione di linee-guida vescovi. Più prevenzione e numero verde

Roma, 25 feb. (Apcom) – “Non iniziamo ora a confrontarci con questi problemi, anche se sinora ne abbiamo sottovalutata la dimensione”, scrive la Conferenza episcopale tedesca. “Con senso di vergogna e di shock chiediamo scusa e perdono per il fatto che alle vittime di questi orrendi atti”, afferma, promettendo “chiarezza vera”. L’episcopato tedesco si impegna a rafforzare l’applicazione delle linee-guida del 2002, a partire da una verifica di quel documento che terminerà in estate e verrà condotta con l’ausilio di consulenti esterni extra-ecclesiastici. Verranno rafforzati gli uffici diocesani anti-abusi. “Il futuro richiede altri passi per una prevenzione maggiore”, scrivono poi i vescovi, che sottolineano l’importanza di un “tempestivo coinvolgimento delle procure”. La Chiesa tedesca istituisce inoltre un ufficio nazionale per le denunce degli abusi sessuali, che sarà guidato dal vescovo di Treviri Stephan Ackermann. Ancora, verrà rafforzato l’esame dei seminaristi. L’episcopato aprirà anche un numero verde per denunciare gli abusi sessuali dei preti.

Monsignor Zollitsch ha invece rifiutato la creazione di un fondo nazionale per gli indennizzi, sottolineando che è un problema dei singoli ordini e delle singole diocesi. Inoltre, nessuna dimissione episcopale in vista.

Lo scandalo dei preti pedofili in Germania è scoppiato in seguito alle rivelazioni che il settimanale ‘Spiegel’ ha pubblicato sugli abusi compiuti negli anni Settatanta e Ottanta nel prestigioso collegio gesuita Canisius a Berlino. Nel corso delle scorse settimane sono poi emersi numerosi altri che coinvolgono altri ordini religiosi (salesiani, pallottini, francescani minori) e altre regioni (Francoforte, Augusta, Hildesheim, Essen, Bonn, Foresta nera). Il rettore di un collegio gesuitico vicino a Bonn si è dimesso due settimane fa e sono di ieri le dimissioni di un abate benedettino della Baviera. La procura di Monaco ha aperto un’inchiesta e altrettanto avrebbe fatto, a quanto riferito dalla stampa tedesca, quella di Bonn. L’arcidiocesi di Monaco ha subito preso posizione, chiedendo “completa trasparenza” e assicurando “tolleranza zero” per i colpevoli.

Il caso pedofilia ha anche fatto litigare – e non per la prima volta – la Chiesa cattolica e il governo Merkel. Una ministra del bicolore democristiano-liberale, la guardasigilli Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Fdp), ha accusato i vescovi di poca chiarezza. Piccata la risposta del presidente della conferenza episcopale, mons. Robert Zollitsch, tanto che è dovuta intervenire la cancelliera in persona con una telefonata riappacificatrice.

Il vescovo Zollitsch, intanto, si prepara ad affrontare il nodo pedofilia direttamente con il Papa nelle prossime settimane. Come ogni anno, a conclusione dell’assemblea invernale il presidente dei vescovi tedeschi si reca in Vaticano per riferire al Papa tedesco. Questa volta – come ha annunciato e ribadito lo stesso Zollitsch – affronterà il tema degli abusi sessuali. Non solo. Nel corso dell’assemblea i vescovi hanno approfondito il problema dell’invecchiamento della Chiesa tedesca. Tema che preoccupa molto il Papa, anche perché si intreccia con il calo delle vocazioni che attraversa tutto l’Europa. E che ha spinto alcuni vescovi tedeschi, nel corso degli anni, ad aprire le porte dei seminari anche a candidati psicologicamente problematici che, poi, si sono rivelati pedofili. La prospettiva è inevitabile: una Chiesa sempre più vecchia, con sacerdoti meglio selezionati ma meno numerosi, significa una Chiesa sempre più piccola. Un bel grattacapo, per il Papa tedesco.

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/02_febbraio/25/pedofilia_chiesa_tedesca_corre_ai_ripari_zollitsch_vedr_-2-,23158724.html

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