Verona, sospetto Prete pedofilo al lavoro in parrocchia?

Verona, sospetto Prete pedofilo al lavoro in parrocchia?
Scritto da S.M.
martedì, 23 febbraio 2010 10:11

Le maggiori agenzie di stampa (Ansa, APconm etc) il 12 febbraio 2010 riportano la notizia della condanna, da parte del Tribunale di Spoleto, di un prete accusato di pedofilia. La sentenza non è definitiva e sono stati annunciati opposti ricorsi da parte delle famiglie delle quattro bambine e del difensore del condannato.

Il punto però è un altro, i fatti risalgono al 2005 il processo inizia nel 2007: nel frattempo dove ha lavorato l’imputato?

Seguiamo la Costituzione e quindi nessuno è colpevole fino alla condanna definitiva, ma un po’ di prudenza è d’obbligo, anche perchè non mancano certo le case di riposo per anziani in cui impiegare un prete.

L’interessato invece, secondo le migliori tradizioni, è stato riportato a Verona (da quanto risulta dal sito del Centro Missionario Diocesanoparrocchia di Forette “In questi mesi sono rientrati dalla missione don Paolo Biasi (dalla diocesi di Spoleto), ora parroco a Forette”. dal dicembre 2007 alla

La notizia, ci dicono, non ha trovato spazio sul quotidiano locale (omonimo di un famoso monumento) e sul giornale della Curia veronese. Mentre altri, come il Corriere del Veneto non raccontano dove sia finito questo fantomatico “sacerdote veronese”.

Qualche particolare:

Dal sito della parrocchia della Beata Vergine Maria (Borgo Nuovo-Verona) veniamo a sapere che lì è nata la vocazione di don Paolo Biasi (nato il 24/5/1968) “ammesso tra i candidati al diaconato: Giovedì Santo 28.03.1991; istituito Lettore: sabato 07.12.1991; istituito accolito: martedì 08.12.1992; ordinato diacono: domenica 08.05.1994; Ordinato sacerdote: sabato 03.06.1995”.

Non sappiamo (ancora) se abbia esercitato il suo mestiere nella diocesi di Verona o sia stato subito mandato via, in pellegrinaggio da parrocchia a parrocchia. Ci segnalano che dal sito della pro loco di Savelli (una frazione di Norcia) risulta che don Paolo Biasi è stato parroco della località per tre anni e mezzo fino al 6 ottobre 2002, quando è stato ufficialmente nominato parroco di Castel Ritaldi (Pg), dove si sarebbero verificati i fatti di pedofilia per i quali è stato condannato.

I motivi del trasferimento da Savelli a Castel Ritaldi non sono stati resi noti, come sempre in questi casi. Dice il sito della pro loco che “don Paolo è stato veramente particolare: contestatore e contestato; innovatore e conservatore; contestato e non”.

Secondo l’Arcivescovo Fontana Paolo Biasi, che ha poi “seminato”, applicando le norme dettate dal sinodo diocesano e costruendo l’attuale oratorio che è “una meraviglia” (La Voce di Spoleto )

Nel gennaio 2007 lo spostamento all’Abbazia di S. Eutizio in Prec, secondo Spoletoonline per mancanza di preti di nazionalità italiana.

 

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