Il parroco in carcere, la pena: 4 anni e 8 mesi «Don Abbiati, si riapra il caso»

«Don Abbiati, si riapra il caso»
Il sacerdote sta scontando in carcere una pena di quattro anni e 8 mesi Era stato arrestato a luglio dell’anno scorso
PAVIA. La difesa parla di «nuovi documenti» che ribalterebbero la versione dell’accusa. “Prove” ritenute sufficienti a far riaprire il processo per don Giuseppe Abbiati, l’ex-parroco di Borgarello in carcere da quasi sette mesi per pedofilia.
Il legale difensore, Massimo Zucca, non si sbilancia. Anticipa poco della documentazione che nel giro di qualche settimana arriverà sul tavolo dei magistrati della Corte di Appello di Milano. A luglio, con l’arrivo dei carabinieri nell’abitazione di via Libertà a Marcignago, che avevano dato seguito alla condanna definitiva per il sacerdote, il caso di don Giuseppe Abbiati sembrava essersi chiuso. Le dichiarazioni dei tre ragazzini, che avevano raccontato ai magistrati di incontri sessuali con il sarcedote in cambio di soldi, avevano convinto prima i giudici del Tribunale di Pavia, che avevano emesso una condanna a sei anni, poi la Corte di Appello di Milano, che aveva ridotto la pena a 4 anni e 8 mesi, e infine la Cassazione. Ora tutto viene rimesso in discussione, con un’ipotesi di riapertura del processo. Una prassi rara. Si devono infatti fornire prove schiaccianti di innocenza. «In questo caso – spiega l’avvocato Zucca – sono emersi fatti nuovi». La richiesta di revisione del processo segue in parallelo le istanze di scarcerazione per motivi di salute. Una prima richiesta in questo senso era stata presentata subito dopo la carcerazione, ma il magistrato l’aveva rigettata. Ora si attende il pronunciamento del Tribunale di sorveglianza nell’udienza fissata per il 10 marzo. «Dieci giorni prima di quella data – spiega Zucca – saranno depositate le nostre osservazioni sull’aggravamento delle condizioni di salute di don Abbiati. Condizioni che a nostro avviso sono incompatibili con il regime carcerario. Per questo, nei prossimi giorni, sarà depositata una nuova istanza». I certificati medici parlano di patologie dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio, ma anche di «disturbo fobico-ossessivo con attacchi claustrofobici», caratterizzato da crisi di pianto, ipertensione e svenimenti. Per questi disturbi il sacerdote, che ha 70 anni, era stato ricoverato a novembre nel reparto di Medicina penitenziaria del San Paolo a Milano.

Per l’innocenza del parroco si erano schierati in tanti, sia a Marcignago che a Borgarello. Come testimoniano le circa 150 lettere che il sacerdote ha ricevuto in carcere. I giovani dell’oratorio, ma anche i fedeli dei paesi attorno (le lettere provengono da Casorate, Pavia, Trivolzio, Belgioioso, Cura Carpignano, San Genesio, Filighera, Copiano e Trovo) esprimono solidarietà al don e lo invitano «a essere forte e a non lasciarsi andare». «Don Abbiati continua nella sua missione di portare la parola di Dio anche ora che è detenuto – spiega Zucca -. Nonostante le sofferenze, si fa carico dei problemi degli altri detenuti cercando di essere un punto di riferimento».
(17 febbraio 2010)

http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettag…o%C2%BB/1862194

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