Cassazione: condannato sacerdote che faceva prostituire giovani

Cassazione: condannato sacerdote che faceva prostituire giovani

Senza successo il sacerdote ha contestato la condanna emessa dalla Corte d’appello di Bologna il 18 febbraio 2009, chiedendo almeno la concessione delle circostanze attenuanti dal momento che non aveva precedenti penali – Ma la Suprema Corte ha dichiarato ‘inammissibile’ il suo ricorso

La Cassazione ha confermato la condanna a sei anni e otto mesi di reclusione e 17 mila euro di multa nei confronti di Giuseppe G., un anziano sacerdote che utilizzava l’associazione ‘Arcobaleno’ da lui presieduta per avviare giovani indigenti, tra i quali anche un minore del quale aveva abusato sessualmente, alla prostituzione.

Senza successo il sacerdote ha contestato la condanna emessa dalla Corte d’appello di Bologna il 18 febbraio 2009, chiedendo almeno la concessione delle circostanze attenuanti dal momento che non aveva precedenti penali.

Ma la Suprema Corte – con la sentenza 4879 – ha dichiarato “inammissibile” il suo ricorso condannandolo anche a pagare le spese processuali e a versare mille euro alla cassa delle ammende.

Per i supremi giudici “dagli atti emergono l’assoluta negatività della condotta dell’imputato, il quale ha abusato per lungo tempo della sua posizione all’interno della comunità e della fiducia in lui riposta e il comportamento processuale assolutamente negativo (violazione delle prescrizioni inerenti la misura degli arresti domiciliari, tentativi di contattare i testi)”. Oltre alla testimonianza delle parti offese il quadro accusatorio ha trovato riscontro nelle intercettazioni.

Cassazione: condannato sacerdote che faceva prostituire giovani

Advertisements