Papa condanna (a chiacchiere) i preti pedofili, Quando cominceranno a denunciarli?

8/2/2010 (13:7)
Il Papa condanna i preti pedofili
Benedetto XVI

«L’infanzia violata anche in Chiesa.
Ma infanzia ferita anche dai divorzi»
CITTA’ DEL VATICANO
Alla vigilia della pubblicazione della sua Lettera alla Chiesa dell’Irlanda sul tema degli abusi commessi da sacerdoti e religiosi – prevista in occasione di un incontro con i vescovi del Paese che si terrà il 15 e 16 febbraio – Benedetto XVI torna a parlare dei diritti dei minori troppo spesso violati e calpestati («anche – ammette – da uomini di Chiesa»). E condanna sia chi compie abusi sessuali su di loro, li abbandona o li sfrutta facendone piccoli schiavi, sia genitori e educatori inadeguati che non vigiliano per impedire tali scempi. O peggio sono essi stessi a commetterli.

Condanna che riguarda anche le leggi permissive che non tengono conto del diritto dei bambini ad avere una famiglia unita e armonica. Un diritto insito per il Papa nella legge naturale che la Chiesa non si stanca di richiamare. «La Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare i suoi membri che purtroppo, in diversi casi, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato i diritti dei minori», assicura dunque nel discorso rivolto al Pontificio Consiglio per la Famiglia. «La tenerezza e l’insegnamento di Gesù, che considerò i bambini un modello da imitare per entrare nel regno di Dio – sottolinea in proposito il Pontefice – hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura». In proposito Ratzinger ricorda a cardinali, vescovi e prelati «le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli, che impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore».

«La Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989 – spiega – è stata accolta con favore dalla Santa Sede, in quanto contiene enunciati positivi circa l’adozione, le cure sanitarie, l’educazione, la tutela dei disabili e la protezione dei piccoli contro la violenza, l’abbandono e lo sfruttamento sessuale e lavorativo». Il Papa della «tolleranza zero» verso i preti pedofili chiede però altrettanta coerenza alle autorità civili e a tutti i genitori e educatori, perchè le raccomandazioni del documento siano davvero seguite. «La famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna è l’aiuto più grande – ricorda – che si possa offrire ai bambini. Essi vogliono essere amati da una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori, perchè le figure materna e paterna sono complementari nell’educazione dei figli e nella costruzione della loro personalità e della loro identità». Ed «è importante, quindi, che si faccia tutto il possibile per far crescere i bambini in una famiglia unita e stabile». Inoltre, scandisce, «un ambiente familiare non sereno, la divisione della coppia dei genitori e, in particolare, la separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per i bambini».

Per questo, occorre «sostenere la famiglia e promuovere il suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche esigenze dei minori». A tal fine, il Papa invita vescovi e sacerdoti ad «esortare i coniugi a non perdere mai di vista le ragioni profonde e la sacramentalità del loro patto coniugale e a rinsaldarlo con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, il dialogo costante, l’accoglienza reciproca ed il perdono vicendevole». In occasione della Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Benedetto XVI ricorda poi la memoria del card. Alfonso Lopez Trujillo, che«per ben 18 anni ha guidato il dicastero con appassionata dedizione alla causa della famiglia e della vita nel mondo di oggi». Al successore, card. Ennio Antonelli, il Papa esprime «viva gratitudine» e un incoraggiamento per le iniziative intraprese dal dicastero a tutela dell’infanzia e per la preparazione del matrimonio con la imminente pubblicazione di un «vademecum», nel quale è rilanciata la proposta ratzingeriana di un itinerario per la formazione e la risposta alla vocazione coniugale che comprende, come prima tappa, una «preparazione remota» rivolta ai bambini, agli adolescenti e ai giovani e «coinvolge la famiglia, la parrocchia e la scuola, luoghi nei quali si viene educati a comprendere la vita come vocazione all’amore, che si specifica, poi, nelle modalità del matrimonio e della verginità per il Regno dei Cieli».

«In questa tappa – chiede il Papa – dovrà progressivamente emergere il significato della sessualità come capacità di relazione e positiva energia da integrare nell’amore autentico». Ovviamente c’è poi una «preparazione prossima» al matrimonio, che «riguarda i fidanzati e dovrebbe configurarsi come un itinerario di fede e di vita cristiana», e una «preparazione immediata» che ha luogo in prossimità del matrimonio: «oltre all’esame dei fidanzati, previsto dal Diritto Canonico», per il Papa teologo «essa potrebbe comprendere una catechesi sul Rito del matrimonio e sul suo significato, il ritiro spirituale e la cura affinchè la celebrazione del matrimonio sia percepita dai fedeli e particolarmente da quanti vi si preparano, come un dono per tutta la Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita spirituale». In questo settore cruciale per la Chiesa, conclude Ratzinger, «i vescovi promuovano lo scambio delle esperienze più significative, offrano stimoli per un serio impegno pastorale in questo importante settore e mostrino particolare attenzione perchè la vocazione dei coniugi diventi una ricchezza per l’intera comunità cristiana e, specialmente nel contesto attuale, una testimonianza missionaria e profetica».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezion…52013girata.asp

Advertisements