Trovato il pc misterioso Il vescovo ha visitato don Lu

MARCO RAFFA
ALASSIO
Risolto il giallo del quarto computer, il pc appartenuto a don Luciano Massaferro che gli investigatori cercano da settimane e che il parroco alassino arrestato con l’accusa di violenza sessuale su una undicenne aveva detto di non sapere dove fosse finito. «E’ “morto”, si è guastato, non so che fine abbia fatto». Questa, almeno secondo i suoi legali, era stata la risposta data agli investigatori in occasione dei primi due interrogatori.
Il «portatile» sarebbe stato trovato in casa di un parrocchiano ed è già stato affidato agli esperti che dovranno vivisezionare l’apparecchiatura alla ricerca di eventuali file compromettenti. E’ molto difficile che, anche ammettendo che tali file esistano e siano mai stati nel computer (gli altri tre pc esaminati dai periti sono risultati assolutamente irreprensibili sotto ogni punto di vista), siano comunque «visibili». Esistono però, ovviamente, metodi di ricerca sofisticata che possono far riaffiorare anche memorie cancellate o parzialmente sovrascritte.
Non è l’unica novità sul piano delle indagini: oggi infatti, alle nove del mattino nell’ufficio del giudice Emilio Fois, verrà conferito l’incarico alla psicologa genovese che dovrà ascoltare la ragazzina di undici anni dal cui racconto è scaturita l’accusa di violenza sessuale per il sacerdote. Al giuramento del perito parteciperanno anche i legali di don Massaferro (Alessandro Chirivì di Albenga e Mauro Ronco di Torino) che a loro volta nomineranno un consulente di parte. Sia da parte della Procura che della difesa viene data molta importanza all’audizione della ragazzina, che dovrà svolgersi in condizioni di particolare cautela e protezione. La legge consente infatti che la minore «parte offesa» venga ascoltata dal consulente nominato dal giudice, ed eventualmente dal giudice stesso eo dal pm, in un contesto di assoluta protezione. Eventuali consulenti di parte possono assistere all’interrogatorio in una stanza separata, collegata a quella dove si trova il minore da un vetro-specchio o da un impianto video a circuito chiuso, e in nessun caso possono interagire direttamente con la minore stessa. Con ogni probabilità l’audizione protetta si svolgerà nei primi giorni della prossima settimana. E sarà la prima volta che la piccola accusatrice di don Luciano verrà ascoltata non soltanto da chi conduce le indagini (prima dell’arresto del sacerdote un’audizione c’era già stata, ma limitata alla psicologa consulente del pm) ma anche, sia pure a distanza, dalla difesa.
L’altroieri infine don Luciano ha ricevuto in carcere a Chiavari la visita del suo vescovo. Monsignor Mario Oliveri, come aveva ripetutamente chiesto senza risultato in precedenza, lo ha raggiunto nella sua cella, ha pregato con lui e lo ha confortato alla presenza di alcuni dei compagni di detenzione che sono apparsi a loro volta commossi e partecipi.

http://stage7.presstoday.com/_Standard/Articles/17648932

 

Advertisements