Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna

«crimini odiosi, scriverò una lettera ai fedeli»
Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna del Papa: «Responsabili pagheranno»
Vertice in Vaticano sul “rapporto Ryan” che ha svelato abusi da parte di sacerdoti e tentativi di insabbiamento

ROMA – Rabbia e vergogna. Le esprime Benedetto XVI dopo un vertice in Vaticano sul caso degli abusi sessuali sui minori che ha sconvolto la Chiesa irlandese. Il Papa ha parlato di «crimini odiosi» e ha promesso che i responsabili pagheranno. Ha quindi annunciato che scriverà una lettera ai cattolici irlandesi. «La Santa Sede prende molto sul serio le questioni sollevate dal Rapporto Ryan, incluse quelle che concernono i pastori delle Chiese locali che hanno in ultima istanza la responsabilità della cura pastorale dei bambini» si legge nel comunicato emesso della sala stampa vaticana. Un testo, precisa padre Lombardi, che «il Pontefice ha letto e approvato e nel quale potete vedere il suo stile». All’incontro hanno preso parte il primate della chiesa irlandese, il cardinale Sean Brady, l’arcivescovo di Dublino mons. Diarmuid Matin e alcuni alti esponenti della Curia vaticana: il prefetto della congregazione per il clero, card. Claudio Hummes, il prefetto della congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, card. William Levada. A questo punto, secondo notizie di stampa non confermate, alcuni vescovi irlandesi potrebbero rassegnare le dimissioni.

LO SCANDALO – Tre giorni fa era stato il Nunzio apostolico in Irlanda, Giuseppe Leanza, a scusarsi per «eventuali errori» commessi dalla Santa Sede in relazione alla vicenda degli abusi su bambini in cui sarebbero stati coinvolti esponenti del clero dell’isola. «Noi condanniamo questi atti ma se dovesse emergere che un qualunque errore è stato commesso da parte nostra presentiamo le nostre scuse» ha detto al termine di un incontro con il ministro degli esteri irlandese Michael Martin. Secondo un rapporto pubblicato alla fine di novembre, la chiesa cattolica irlandese ha cercato di coprire una serie di abusi sessuali su minori commessi da alcuni sacerdoti e il ministro Martin aveva detto di essere rimasto deluso dal «silenzio» del Vaticano sulla materia. Il giorno successivo il sinodo dei vescovi irlandesi ha chiesto pubblicamente scusa, anche per il tentato insabbiamento dello scandalo messo in atto dai vertici ecclesiastici a Dublino: «Noi vescovi chiediamo scusa a coloro che hanno subito gli abusi dei sacerdoti quando erano piccoli, ai loro familiari e a tutti coloro che, giustamente, se ne sono scandalizzati. Siamo scioccati non solo per la portata degli abusi così come vengono riferiti in un rapporto, ci sentiamo anche coperti di vergogna di fronte ai tentativi di insabbiamento messi in atto dall’arcivescovato di Dublino».

http://www.corriere.it/cronache/09_dicembr…a3ea0ec2-e657-1

Scuse tardive. E Ratzinger dovrebbe guardare più vicino…
http://www.uaar.it/news/2006/10/02/bbc-rat…casi-pedofilia/
La BBC: “Ratzinger contribuì a coprire casi di pedofilia”

Un documentario del programma della Bbc “Panorama” accusa Papa Benedetto XVI di esser stato implicato nel sistematico insabbiamento dei casi di abusi su minori perpetrati da preti cattolici. Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni. L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario “distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa”, sferrando “un attacco pieno di pregiudizi contro un leader religioso rispettato in tutto il mondo”. La Chiesa cattolica ha inoltre precisato che il documento del 1962 non e’ direttamente collegato agli abusi sui minori ma a un uso improprio del confessionale mentre l’altro, del 2001, chiarisce alcune norme del diritto canonico ma non ostacola in alcun modo le indagini sugli abusi sui minori.

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