FUGA Il sacerdote ha lasciato Arese; è in convento SPARITO SENZA DIRE NULLA

Don Mario Moriggi non è più ad Arese. Venerdì mattina, 16 ottobre, dopo l’uscita di «Settegiorni» ha lasciato …

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Settegiorni (Rho)
“Le storie di sacerdoti, amore e sesso: chi tace, chi si vergogna e chi si sposa”

Data: 30/10/2009
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Interni / Politica
Un’altra immagine di don Mario Moriggi durante una funzione religiosa;adesso il sacerdote ha lasciato la parrocchia di Arese ARESE – Ancora nessun commento delle autorità religiose sul caso di don Mario Moriggi, il sacerdote che ha lasciato la parrocchia di Arese dopo che si è diffusa la notizia del suo scambio di telefonate erotiche con una maestra della provincia di Ferrara. Abbiamo cercato di sentire la voce di altri sacerdoti che in qualche modo abbiamo l’autorità su don Mario. «Mi dispiace, non posso dire nulla a proposito. Non so nulla, deve proprio parlare con monsignor Brizzolari». E’ gentile il parroco di Cesate, responsabile del decanato di Bollate, di cui fa parte anche Arese. Il parroco cesatese, don Maurizio Pessina , non rilascia alcuna informazione e, invitato a riflettere ad alta voce in merito alla bufera che si è scatenata attorno a don Mario Moriggi , è lapidario. «Non so nulla, non so dove si trovi adesso il sacerdote, deve proprio sentire i vertici della curia. Chi conosce bene la vicenda è monsignor Brizzolari ed è la persona autorizzata per parlare di questa vicenda». Un saluto cordiale, ma nessuna informazione. Trovare il monsignore è un’impresa ardua e, alla fine, risulta essere impossibile. Abbiamo chiacchierato più volte con il suo segretario che ci ha invitato a ritelefonare un quarto d’ora dopo, poi dopo mezz’ora e, alla fine, il giorno successivo. Ma il giorno dopo c’è la segreteria. Lasciamo un messaggio nella speranza che richiami. Nulla. La chiesa ufficiale tace. »nche lo stesso monsignor Brizzolari, che pure è stato l’unico a rilasciare un breve comunicato dopo che don Mario era sparito da Arese, dicendo che aveva lasciato la parrocchia. Nel frattempo i fedeli di don Mario sanno solo che lui non è più in parrocchia ad Arese, foerse è in convento. Si è allontanato dopo lo scandalo che ha travolto l’uomo di chiesa. Alcune telefonate da bollino rosso che lasciano davvero poco spazio all’immaginazione. Lui stesso ha ammesso le proprie «debolezze» nei confronti della maestra. Nulla di fisico, ha detto il sacerdote, ma quelle telefonate, per un uomo di chiesa, sono comunque «troppo». Argomenti che mal si sposano con la veste talare e i voti di castità , che cozzano con l’immagine dell’uomo di Cristo che deve assolvere i peccati umani e ricordare che il corpo è lo scrigno dell’anima. Anch’esso devoto a Dio. Mentre l’opinione pubblica si divide fra «innocentisti» e «colpevolisti» e mentre continuano gli attacchi a Settegiorni con i comunicati inviati al giornale, attendiamo dalla Chiesa risposte che, però, non arrivano. Ci sarebbe piaciuto confrontarci con monsignor Brizzolari e magari chiedere un dibattito anche in merito all’obbligo del celibato per i sacerdoti. Nel frattempo alla ribalta delle cronache locali passano le esperienze di un ex sacerdote di Garbagnate (anche se per la Chiesa un consacrato non è mai «ex») che ha lasciato la veste talare e ha deciso di sposarsi. Giancarlo era parroco della parrocchia di Santa Maria Rossa, oggi è più semplicemente il signor Giancarlo. Sposato e con una figlia. Vive in città e continua a frequentare la parrocchia cittadina e partecipa alle funzioni religiose. Ma probabilmente tante altre storie simile sono a conoscenza dei nostri lettori. Si tratta di sacerdoti che ad un certo punto della propria vita religiosa si sono trovati a vivere un forte contrasto tra i voti sacerdotali che avevano abbracciato e una storia d’amore che si sono trivati a vivere. Molti di loro hanno affontato apertamente il problema. Hanno scelto di lasciare l’abito sacerdotale ma sono rimasti nella Chiesa, magari da sposati e con figli.

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