Immagini pedofile, il vescovo si costituisce

Immagini pedofile, il vescovo si costituisce
Raymond Lahey accusato dopo il suo ritorno dall’estero, è stato rilasciato ieri su cauzione
Un vescovo si è costituito ieri a Ottawa dopo che contro di lui era stato spiccato un mandato di cattura valido in tutto il Canada a causa delle immagini pedopornoigrafiche trovate sul suo computer al ritorno dall’estero. Raymond Lahey, 69 anni, non ha però rilasciato alcun commento durante il suo arrivo alla stazione di polizia, né qualche ora dopo quando l’uomo è uscito libero su cauzione. Le accuse nei suoi confronti – possesso e importazione di pornografia infantile – erano state formulate venerdì scorso, dieci giorni dopo che le autorità avevano rivenuto nel suo laptop immagini “proccupanti” al suo ritorno da un Paese straniero. L’uomo aveva quindi rimesso il suo mandato alla diocesi cattolica di Antigonish durante il weekend precedente a quello in cui le imputazioni contro di lui erano diventate di dominio pubblico. Solo poche settimane prima, la stessa diocesi aveva raggiunto un accordo da 15 milioni di dollari con persone che avevano dichiarato di aver subito abusi da parte dei parroci negli anni della loro infanzia. Ma i casi, risalenti fino agli anni ’50, non avrebbero nulla a che vedere con Lahey, arrivato nella diocesi solo sei anni fa.
Nell’attesa che inizi il processo in cui le accuse contro Lahey verranno dimostrate dai pubblici ministeri o viceversa, l’ex vescovo avrà modo di scagionarsi, le autorità hanno reso note le circostanze che hanno portato all’arresto di ieri. La polizia ha spiegato che Lahey era stato segnalato per un secondo esame al suo arrivo all’aeroporto di Ottawa: qui nel suo computer erano state trovate immagini «che avevano destato preoccupazione» negli agenti. A questo era seguito il sequestro del pc e di altre memorie elettroniche, il cui esame accurato «ha rivelato pornografia infantile». Rilasciato all’aeroporto in attesa di ulteriori indagini, un mandato di cattura contro di lui era stato spiccato dopo la formulazione delle accuse.

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=92189

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