DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

25-09-09
DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

(ASCA) – Amelia (Tr) 25 set – Trenta anni dall’inizio della sua attivita’: la comunita’ incontro di Amelia, fondata Don Pierino Gelmini, celebra con il sacerdote, con tanti giovani ed amici, il ”compleanno” con il tradizionale meeting di settembre, ”Pane mortadella e mele” e domenica, con la consegna del premio della Madonna del Sorriso. Per tre giorni, tanti saranno gli ospiti presenti in Comunita’, parlamentari e genitori dei ragazzi ”salvati” dalla droga, da Don Pierino, che inizio’ il 27 settembre la sua ”missione” realizzando li’ a Molino Silla la Comunita’, Tutto era pero’ nato prima a Roma, quando incontro’ un giovane che chiese aiuto. Era il 13 febbraio del 1963: da allora non ha mai smesso di dare aiuto agli altri, costruendo rapporti di fiducia con chi cade nel vortice della droga.

Tale fiducia spinge i giovani a rientrare in societa’, liberi da quella schiavitu’. Oggi il ”Corrriere dell’Umbria” diretto da Anna Mossuto dedica due pagine ad una intervista eslusiva a Don Pierino Gelmini e al meeting dedicato alla famiglia. Infatti il premio Madonna del sorriso, verra’ assegnato ai coniugi Rita e Donato Lombardi, esempio concreto di famiglia. Un titolo a tutta pagina: ”Ho salvato dalla droga migliaia di ragazzi. E’ questa la mia opera”. Don Pierino si racconta in un’intervista esclusiva: dal primo giovane aiutato nel 1963, all’inchiesta”. Infatti nel lungo articolo, Don Pierino (a gennaio compira’ 85 anni) parla che tutto inizio’ 46 anni fa, prima a Roma e solo piu’ tardi a Molino Silla dove per 70 milioni si pote’ acquistare un rudere. Don Gelmini che e’ ridotto alla stato laicale come da lui stesso richiesto dopo l’avvio dell’inchiesta aperta due anni e mezzo fa dalla procura di Terni, per presunte molestie sessuali, (mi ha causato e tuttora mi causa dolore – ha detto – ) nell’articolo, si racconta, parlando delle sedi della comunita’, in Italia e all’estero e delle prossime aperture, in Nuova Guinea e Albania. Infine il perche’ del ”pane, mortadella e mele” che significa – ha chiesto il direttore Mossutto a Don Pierino -. ”Per ricordare le origini, le sofferenze, i sacrifici – ha risposto -. Oggi abbiamo tutto, prima non avevamo nulla. I ragazzi ci tengono moltissimo.

Arrivano di solito 7-8, 10 mila persone. Come a Zervo’ il giorno di ferragosto con 15 mila persone attorno a me”. Alla domanda se ha mai pensato di fondare un partito, Don Gelmini ha risposto, di avere tanti amici in tutti i partiti e non volerne creare; ”un movimento forse si’ – ha aggiunto – dei calabresi. 254 circoli che mi hanno chiesto di guidarli”.

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