Irlanda: Premier, Chiesa Cattolica Responsabile Morale Di Abusi

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Irlanda: Premier, Chiesa Cattolica Responsabile Morale Di Abusi
giovedì 23 luglio 2009

(ASCA-AFP) – Dublino, 4 giu – Le istituzioni cattoliche irlandesi hanno la ” responsabilita’ morale ” degli abusi avvenuti all’interno di scuole e istituti per ragazzi e devono pagare i danni alle vittime. Lo ha detto il primo ministro irlandese, Brian Cowen, nel corso di un incontro con i vertici dei 18 ordini cattolici coinvolti negli scandali.

”Voglio dirvi direttamente che il governo chiede ulteriori e sostanziali contributi per riparare i danni provocati”, ha detto il premier, parlando della ” vergogna e dell’orrore ” provati dall’opinione pubblica irlandese nel leggere i risultati di un’inchiesta ufficiale del governo sugli abusi.
Secondo Cowen, ”la sistematica natura dei fatti” e ”la scala di sofferenze provate dai ragazzi e gli abusi compiuti su molti di loro” provano che esiste una ”responsabilita’ morale” che deve essere affrontata.
Si tratta di una ” macchia perenne ”, ha aggiunto il primo ministro e la risposta della Chiesa cattolica determinera’ il modo con cui verra’ giudicata dalla gente d’ora in poi. Il rapporto, pubblicato un mese fa, e’ il risultato di nove anni di inchiesta sugli abusi sessuali, fisici ed emotivi praticati negli istituti fin dall’inizio degli anni quaranta, con oltre 14 mila vittime. Uno shock per la cattolicissima Irlanda.
E tutto ciò per santa obbedienza alla ipocrite direttive della chiesa cattolica parte dalla centrale vaticana in materia come qui sotto finalmente rese note. (dawww.mednat.org/religione.preti_omo.html)

“Mantenete segreti abusi dei preti” – CNN rivela: documento-choc del Vaticano

“Tenere segreti tutti i reati sessuali commessi dai preti”. L’ordine, proveniente dal Vaticano, risale a circa 40 anni fa.
Nel 2001, in pieno scandalo preti-pedofili, l’allora Prefetto della Congregazione per la Fede Joseph Ratzinger, in una lettera a tutti i vescovi, ribadiva il modo di comportarsi in casi di questo genere già presente in un documento del 1962,
Con un documento le varie diocesi venivano istruite sul comportamento da tenere per evitare che gli abusi sessuali dei preti diventassero di pubblica opinione… “pena la scomunica. Il materiale è stato pubblicato dalla CNN negli U.S.A, dove è in atto un aspro dibattito sugli abusi sessuali commessi soprattutto verso i minori.
L’esistenza del documento è stata resa nota dal network americano, che sostiene di averlo ricevuto dalla Conferenza dei vescovi negli Stati Uniti.
Il dossier, datato 16 marzo 1962, affronta soprattutto il problema dei preti che sollecitano atti sessuali durante la confessione. In questo caso, si legge nel documento, le azioni contro il prete vanno eseguite “nel modo più segreto possibile, pena la scomunica”.
Secondo Carmen Durso, un avvocato che negli Usa rappresenta parecchie vittime di presunti abusi da parte dei preti, il documento non era altro che un modello in cui si spiegava come dissimulare ogni cattiva condotta. “Erano ordini che venivano dati ai preti e ai loro soprintendenti. Si diceva loro: quando ottenete le informazioni su questo tipo di attività, mantenete il segreto”.
Ma Francis Maniscalco, un portavoce per il congresso dei vescovi degli Usa ribatte che il documento non deve essere preso fuori dal suo contesto. “Quegli ordini – dice – non sono stati realmente osservati nella maggior parte dei casi avvenuti negli ultimi 20 anni”. Tgcom.it 08/08/03

Sono sessantanove pagine, un documento che inchioda i vertici della Chiesa di Roma, che getta un’onta senza precedenti sul Vaticano. La rivelazione del quotidiano britannico The Observer è destinata a far esplodere una bufera inimmaginabile sull’istituzione più potente del mondo: un documento che risale al 1962 e che porta il sigillo di Giovanni Paolo XXIII fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa. Il testo, scritto in latino, si trovava negli archivi segreti del Vaticano. “Massima segretezza”: era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione.
A scoprire il documento shock, chiamato “Crimine Solicitationies “, è stato Daniel Shea, avvocato texano impegnato in una serie di casi di abusi contro minori perpetrati da preti cattolici. La Chiesa cattolico-romana di Inghilterra e Galles ne conferma la genuinità.
In quelle 69 pagine, nero su bianco, c’è l’intenzione di mantenere il più stretto riserbo sugli atti dei prelati che potrebbero danneggiare la Chiesa e dettagliate raccomandazioni su come difendere la segretezza: le indicazioni “devono essere diligentemente nascoste negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziali – si legge nel testo – né dovranno essere pubblicate o in inserite in qualche commento”.
L’avvocato Shea commenta indignato: “Questi dettami sono arrivati ad ogni vescovo del pianeta. E’ la prova che ci fosse una cospirazione internazionale da parte della Chiesa per insabbiare le vicende legate agli abusi sessuali”.
Ancora più deciso, Shea aggiunge: “Abbiamo sempre sospettato che la Chiesa cattolica coprisse i casi di abusi sessuali e cercasse di far tacere le vittime. Questo documento lo prova. Minacciare la scomunica a chiunque parli, mostra sino a dove le alte cariche del Vaticano erano pronte ad arrivare pur di evitare che le informazioni sugli abusi diventassero di pubblico dominio”.
Certo la vicenda è esplosiva. Da tempo la Chiesa cattolica è nella bufera per lo scandalo dei preti pedofili. L’arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Law, è stato costretto a dimettersi dopo avere ammesso di aver coperto alcuni casi di pedofilia nella sua Curia. (Tratto da: Il Nuovo – 17 AGOSTO 2003)
E’ noto come molti processi sono stati instaurati negli U.S.A contro il Vaticano con richieste di risarcimenti miliardari.

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