Don Giorgio Carli, prete pedofilo, andrà a far l’insegnate di religione? Che lezioni darà ai suoi alunni…?

Don Giorgio Carli, prete pedofilo, andrà a far l’insegnate di religione? Che lezioni darà ai suoi alunni…?

Don Giorgio non torna in città

Alto Adige — 07 luglio 2009 pagina 18 sezione: CRONACA
BOLZANO. Don Giorgio Carli, il sacerdote riconosciuto responsabile degli abusi sessuali in canonica su una parrocchiana all’epoca dei fatti bambina (e salvato dalla prescrizione del reato sotto il profilo della sanzione penale) non tornerà a fare il sacerdote a Bolzano. In un primo tempo avrebbe dovuto rientrare in una parrocchia del quartiere Europa Don Bosco, ma non sarà così. E’ stato lo stesso sacerdote ad esprimere il desiderio di restare lontano dalla città. Il prete, che si è sempre dichiarato innocente, ha probabilmente avvertito il peso di una vicenda che ha lasciato dubbi in troppi fedeli. La difesa di don Giorgio (con gli avvocati Alberto Valenti e Flavio Moccia) ha sempre sostenuto l’assoluta mancanza di prove reali a carico del sacerdote che, tra il resto, è sempre stato stimato da molti parrocchiani e dai frequentatori dei centri giovanili. Don Giorgio, però, deve aver avvertito il peso del dubbio che la sentenza della Cassazione ha finito per amplificare. Come si ricorderà, la Suprema Corte annullò senza rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’appello ma solo per intervenuta prescrizione del reato. Una formula che portò anche alla conferma della condanna del risarcimento a carico del sacerdote. Alle parti civili dovrebbero essere versati 760 mila euro, dimostrazione che la Cassazione ritenne valido l’impianto accusatorio che portò, in secondo grado, ad infliggere al prete bolzanino 7 anni e mezzo di reclusione (dopo l’assoluzione disposta in primo grado dal tribunale). In un primo momento la Curia aveva annunciato il reintegro di don Giorgio nella parrocchia di via Gutenberg, da dove si era allontanato proprio all’indomani della sentenza di condanna emessa dalla Corte d’appello. Ora sarebbe stato il sacerdote a chiedere di poter restare in alta val Pusteria ove sta operando da tempo lontano dai riflettori della cronaca e, forse, dai sospetti di qualche fedele. Non solo. Per don Giorgio sembra prospettarsi un futuro di fede e professione anche un po’ diverso. In città a Bolzano ha sempre operato molto nei centri giovanili e nel sociale. In alta val Pusteria potrebbe trovare nuovi sbocchi professionali in qualità di insegnante, ovviamente di religione, nel contesto scolastico locale. Nel frattempo resta ancora irrisolta la questione relativa al risarcimento da consegnare alla parte civile e cioè la ragazza che sarebbe stata violentata per quattro anni e mezzo ed i suoi genitori. Don Giorgio non ha ovviamente la forza economica per poter solo pensare di risolvere il problema con le proprie finanze. Ma nemmeno la Curia intende intervenire. Lo ha confermato anche ieri l’avvocato Alberto Valenti che si attende al limite un nuovlo contenzioso di carattere civilistico avviato dalla stessa ragazza abusata. La difesa del sacerdote sta confermando in pieno le proprie convinzioni sull’innocenza del sacerdote nonostante il pronunciamento in senso opposto della magistratura. Questo significa che anche la Curia sarebbe pronta ad intraprendere un nuovo braccio di ferro legale a livello civilistico rimettendo, tra il resto, in discussione alcune verità processuali emerse durante il lungo procedimento penale.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/altoadige/2009/07/07/AZ7AZ_AZ701.html

Advertisements