“Verona, la Diocesi in campo «I preti viventi non c’entrano»”

Corriere del Veneto
“Verona, la Diocesi in campo «I preti viventi non c’entrano»”

 

VERONA — «Nessuno dei religiosi viventi, destinatari delle accuse, risulta impegnato in attività educative o comunque a contatto con adolescenti e bambini». È quanto precisa monsignor Bruno Fasani, a nome della Diocesi di Verona, in relazione agli abusi sessuali che sarebbero stati perpetrati da alcuni sacerdoti denunciati da 67 ex allievi sordomuti dell’istituto religioso Provolo. La Curia dichiara di aver accertato «con sufficiente precisione» alcuni fatti, a partire dal mancato riscontro di qualunque addebito al vescovo dell’epoca, monsignor Giuseppe Carraro.
La Curia ammette che negli anni 1965-67 «due giovani aspiranti alla vita religiosa hanno manifestato problemi di disordine sessuale che li portavano a importunare e a coinvolgere sia altri aspiranti, sia alcuni allievi. Essi sono stati immediatamente allontanati». Dal 1965 al 1990, infine, «un fratello, non sacerdote – si rileva – ha coinvolto in pratiche sessuali alcuni allievi della scuola professionale, cui era addetto. Lo stesso ha avuto anche alcune relazioni con sordomute adulte». Nei confronti di ques’ultimo è in atto un procedimento canonico di espulsione dalla Congregazione.

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