“La Diocesi di Verona ammette alcuni casi di pedofilia”

Corriere delle Alpi pag. 9

VERONA. «Nessuno dei religiosi viventi, destinatari delle accuse, risulta impegnato in attività educative o comunque a contatto con i giovani, adolescenti e bambini». E’ quanto precisa monsignor Bruno Fasani, a nome della Diocesi di Verona, in relazione agli abusi sessuali che sarebbero stati perpetrati da alcuni sacerdoti denunciati da 67 ex-allievi sordomuti dell’istituto religioso Provolo. Al termine di «una seria e approfondita indagine», la Curia dichiara di aver accertato «con sufficiente precisione» alcuni fatti, a partire dal mancato riscontro di qualunque addebito al vescovo dell’epoca, monsignor Giuseppe Carraro. Negli anni 1958-1965 «risultano alcuni episodi di violenza fisica su due sordomuti nel contesto di una malintesa attività correttiva. Il religioso responsabile di tali comportamenti – ricorda la Diocesi – fu all’epoca allontanato, e risulta deceduto». La Curia ammette che negli anni 1965-67 «due giovani aspiranti alla vita religiosa hanno manifestato problemi di disordine sessuale che li portavano a importunare e a coinvolgere sia altri aspirati, sia alcuni allievi. Essi sono stati immediatamente allontanati». Dal 1965 al 1990, infine, «un fratello, non sacerdote – si rileva – ha coinvolto in pratiche sessuali alcuni allievi della scuola professionale, cui era addetto. Lo stesso ha avuto anche alcune relazioni con sordomute adulte». Nei confronti di ques’ultimo è in atto un procedimento canonico di espulsione dalla Congregazione.

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