Don Bellei. Le ragazze che si appartano come i preti pedofili

La difesa di Don Bellei

la Gazzetta di Modena — 09 maggio 2009 pagina 16 sezione: CRONACA
Una fedele contro il parroco della chiesa dello Spirito Santi di via Fratelli Rosselli, per le parole che il sacerdote – molto noto in città – avrebbe pronunciato un paio di settimane fa durante l’omelia, dedicata alla responsabilità individuale, della messa domenicale. Si è saputo solo ora perché la lettrice Anna Maria Cortesi ha mandato una lettera alla Gazzetta in cui attacca don Bellei. «Voglio denunciare – scrive la signora – le gravi affermazioni del parroco pronunciate durante la messa dello scorso 26 aprile e dedicate al modo in cui giornali e tg fanno informazione. Don Bellei ha detto che se comunichi che ci sono tra noi, poniamo, 100-150 preti pedofili od omosessuali tutti pensano sia un numero enorme. Se specifiche invece che questi sono sparsi in tutto il mondo e non concentrati a Vaciglio o Modena allora il numero fa meno impressione? Domanda da girare ai bambini loro vittime e alle famiglie». Anna Maria Cortesi dice di essere uscita dalla chiesa, ricevendo un “rimbrotto” dall’officiante: «Il parroco ha detto che si tratto di uno squallido e grave reato che va condannato e pulito penalmente, ma ha aggiunto che le ragazze che si appartano in auto con il fidanzato alla fine non possono considerarsi Santa Maria Goretti». Don Bellei ostenta tranquillità e respinge ogni accusa, confermando però di avere pronunciato tutte le frasi contenute nella lettera. «Estrapolando – spiega – questi concetti sembra io sia uscito di senno e invece non ha ricevuto alcun altro commento a parte l’atteggiamento della signora che non è mia parrocchiana. Siamo tutti liberi, ma deve essere chiaro che ho fatto degli esempi all’interno dell’omelia, ben conscio del tipo di pubblico cattolico che avevo di fronte. Si può essere d’accordo o no, ma io spiegavo la dottrina cattolica all’interno della responsabilità che tocca tutti». Ma così le vittime non rischiano di esserlo 2 volte? «Avevo tanti giovani a messa – continua il parroco – e ricordo che il Papa, sui preti pedofili, è stato duro molto più del precedente. Lo stupro è un altro reato odiosissimo però la vittima deve stare attenta ed essere sobria anche nei costumi e nel comportamento. E’ come se io cercassi di scalare una montagna, non avendone le competenze, facendomi male: devo essere curato ma pur essendo vittima sono in parte responsabile, visti i miei atteggiamenti, della situazione». (stef.lup.)

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/gazzettadimodena/2009/05/09/DC2PO_DC205.html

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