Presa di posizione da parte degli avvocati Valenti e Coppi

Dal sito della diocesi di Bolzano

21.03.2009 Presa di posizione
Presa di posizione da parte degli avvocati Valenti e Coppi

Secondo l’avvocato Valenti e l’avvocato Coppi interpellati sulla sentenza di ieri, la situazione verificatasi con la decisione della Corte di Cassazione è la seguente:
E’ noto sino ad oggi soltanto il dispositivo della sentenza: “La Corte dichiara il reato contestato al ricorrente estinto per intervenuta prescrizione e quindi annulla l’impugnata sentenza, senza rinvio”. La Corte non ha aggiunto altro a queste poche parole, riservandosi ovviamente di depositare una congrua motivazione successivamente e cioè in tempi che possono essere anche di qualche mese.
Le conseguenze di ciò sono che l’unica sentenza che condanna don Giorgio è quella della Corte di Appello di Bolzano, la quale è stata annullata. Perciò non esiste più alcuna sentenza di condanna a carico di don Giorgio, il quale, quindi, non può essere dichiarato in nessun caso “colpevole”, in forza di una sentenza annullata.
Resta quindi viva ed efficace soltanto la sentenza di primo grado del Tribunale di Bolzano, che assolveva don Giorgio Carli.
Nel processo che ci riguarda, all’azione penale si è affiancata anche una pretesa ed una azione civile della presunta parte lesa, che si è costituita per tutelare i suoi interessi e chiedere il risarcimento di un altrettanto presunto danno.
Secondo il Codice di Procedura Civile “il Giudice di appello o la Corte di Cassazione, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione, decidono anche sull’impugnazione ai soli effetti civili delle disposizioni e dei capi della sentenza che concernono i soli interessi civili”. Questo è avvenuto anche nel nostro caso.
Vi è da osservare però che, essendosi la prescrizione del reato e l’estinzione del medesimo verificata prima del giudizio in grado di appello, tale principio non sembra applicabile al nostro caso, tanto che la difesa si è fermamente opposta in Cassazione contro ogni liquidazione del danno.
La Corte ha deciso tuttavia in senso contrario
, ma non è nota la relativa motivazione, che attendiamo di leggere con il deposito della sentenza.
Per rispondere alla stampa di oggi, che parla di dichiarazioni rese da don Giorgio Carli, il quale avrebbe “dichiarato di non rinunciare all’applicazione della prescrizione”, si precisa che si tratta di un grossolano falso, perché nessuno mai ha fatto una dichiarazione di tal genere: né don Giorgio Carli, il quale non era presente in Cassazione ed era l’unico legittimato eventualmente a farla, né tanto meno i suoi difensori, i quali non ne sono stati nemmeno richiesti dai Giudici della Cassazione e comunque, non erano autorizzati a farla.
La conseguenza di quanto sopra è che nessuno può dichiarare, se non falsificando la realtà, “colpevole” don Giorgio Carli di un reato dichiarato prescritto, perché estinto prima di una sentenza di condanna poi annullata, come nel nostro caso dalla sentenza di Cassazione.

Presa di posizione da parte della Diocesi

La presa di posizione degli avvocati Valenti e Coppi chiarisce il vero significato della sentenza della Cassazione del 19 marzo 2009. Anche se essa non fa definitiva chiarezza, comunque ne deriva che don Giorgio Carli non può essere considerato colpevole, essendo stata annullata la sentenza di condanna in secondo grado. Così rimane in vigore solo la prima sentenza di assoluzione.
Per parte nostra abbiamo sempre creduto nell’innocenza di don Giorgio. Per questo egli è sempre rimasto confermato nel suo incarico di parroco e ora riprenderà in pieno il suo ministero sacerdotale.

 

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