Don Giorgio, «pronto anche al carcere»

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Don Giorgio, «pronto anche al carcere»

Alto Adige — 12 marzo 2009 pagina 19 sezione: CRONACA
BOLZANO. «Se malauguratamente la Corte di Cassazione dovesse confermare il verdetto di secondo grado don Giorgio la mattina successiva si presenterà in un penitenziario spontaneamente». A rivelarlo, a pochi giorni dal ricorso in Corte di Cassazione (fissato per giovedì 19 marzo alle 10.30), è l’avvocato Alberto Valenti, uno dei legali dello stesso don Giorgio Carli, assolto in primo grado e condannato in appello per presunti abusi sessuali su una bambina. Per il collegio di difesa del sacerdote sono giorni di piena fibrillazione. «Don Giorgio è comunque tranquillo, sa di essere estraneo a tutte le accuse e pertanto non può che essere fiducioso. Se i giudici dovessero pensarla in maniera diversa affronterà comunque la realtà». In caso di rigetto del ricorso in Cassazione non ci sono possibilità di sottrarsi alla detenzione in carcere. Sette anni e mezzo sono troppi per poter aspirare a forme alternative di espiazione della pena. Da Roma, per il momento, non è trapelata alcuna indicazione sulla posizione della Procura generale. A difendere le istanze del sacerdote ci saranno gli avvocati Franco Coppi (uno dei penalisti più noti d’Italia) e Alberto Valenti. Per la parte civile saranno della partita gli avvocati Gianni Lanzinger e Arnaldo Loner. La difesa del sacerdote ha sempre contestato la lettura dei fatti data dai giudici di secondo grado. Non sarebbe stato possibile altrimenti dato che lo stesso don Giorgio si è sempre dichiarato assolutamente estraneo ai fatti contestatigli. Secondo gli avvocati difensori la sentenza della corte d’appello sarebbe caratterizzata da «valutazioni oltre il paradosso e l’assurdo». In particolare i giudici non avrebbero valutato correttamente il peso processuale di numerose prove contrarie all’ipotesi accusatoria, soprattutto in relazione ai comportamenti della bambina (sempre sereni e gioiosi con manifestazioni di entusiasmo nei confronti del sacerdote) proprio nel periodo dei presunti e ripetuti abusi in canonica durati, secondo l’accusa, quattro anni e mezzo. La difesa di don Giorgio contesta l’ipotesi dello sdoppiamento di personalità della bimba per rimuovere il dolore e la vergogna provocati dalle violenze sessuali. «Va oltre il paradosso e l’assurdo – hanno scritto i difensori di don Giorgio – la prospettazione solo ipotetica della idoneità di una bambina di 9-10 anni di mettere in atto una così complessa dinamica psicologica di fronte, non già ad un fatto isolato di abuso, ma ad una complessa situazione di reiterate violenze che quotidianamente avrebbero riaperto pagine mai chiuse e soprattutto ferite ovviamente incapaci di rimarginarsi…Risulta illogico che la bambina potesse addirittura compiere un’operazione di mistificazione attraverso la quale riportare nel proprio diario pensieri, sentimenti ed emozioni di segno opposto…» Il pronunciamento della Corte di Cassazione segnerà una tappa importante anche a livello giurisprudenziale perchè per la prima volta in Italia si è istruito un processo di questa importanza sulla base dei ricordi riemersi nella presunta parte lesa grazie ad un prolungato periodo di psicoterapia. Non solo. L’individuazione del presunto responsabile delle violenze avvenne sulla base dell’interpretazione di un sogno della ragazza sotto cura.

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