Don Carli, si va alla «battaglia» finale

Don Carli, si va alla «battaglia» finale

Alto Adige — 28 febbraio 2009 pagina 01 sezione: PRIMA
BOLZANO. Il caso di don Giorgio Carli, il sacerdote condannato in secondo grado per presunte violenze sessuali ai danni di una parrocchiana (all’epoca dei fatti bambina) sarà discusso direttamente in udienza dibattimentale di fronte alla Cassazione. La scelta del dibattimento fa immaginare che la Corte abbia già deciso di non dare peso alle obiezioni procedurali sollevate dalla difesa, tra cui l’ipotesi di prescrizione, e punti direttamente al problema centrale, che è poi la battaglia processuale decisiva tra difesa e accusa, e cioè l’esame sull’attendibilità dei ricordi della donna riemersi durante la psicoterapia. BERTOLDI A PAGINA 16

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/altoadige/2009/02/28/AB1PO_AB108.html

Caso don Carli in Cassazione Battaglia sui ricordi della donna

Alto Adige — 28 febbraio 2009 pagina 16 sezione: CRONACA
BOLZANO. Il caso di don Giorgio Carli, il sacerdote condannato in secondo grado per presunte violenze sessuali ai danni di una parrocchiana (all’epoca dei fatti bambina), non sarà deciso da cavilli procedurali. La Corte di Cassazione, infatti, avrebbe già deciso di ritenere non percorribile l’ipotesi che il procedimento nei confronti del sacerdote possa essere dichiarato estinto, almeno sotto il profilo penale, per prescrizione dei reati. Nè sembra percorribile una secondo strada indicata dagli avvocati difensori del religioso riguardante il presunto ritardo insanabile con cui la presunta parte lesa presentò querela dando il via all’inchiesta. Come noto l’udienza decisiva in Cassazione (terza sezione penale) è stata fissata per il 19 marzo. Ma una prima valutazione dello stato del processo, sotto il profilo procedurale, ci sarebbe già stata da parte dei giudici. Lo si evince dalla decisione della Suprema Corte di fissare un’udienza pubblica nel corso della quale, dunque, il caso dovrà essere affrontato sotto il profilo di legittimità, non affrontando più il merito della vicenda. Per i difensori di don Giorgio (il professor Coppi, già legale del senatore Giulio Andreotti e l’avvocato Alberto Valenti di Bolzano) potrebbe trattarsi di un limite pesante. Entrare nel merito della vicenda (che ha portato ad una assoluzione dell’imputato in primo grado e ad una condanna in appello) non sarà più possibile. A venti giorni dall’udienza la tensione cresce anche perchè il sacerdote, in caso di rigetto del ricorso, dovrà affrontare il carcere (per la condanna a sette anni e mezzo inflitta in appello) e procedere al pesante risarcimento della presunta parte lesa. Come detto una via d’uscita «strategica» da questa vicenda non sarà possibile. Il 19 marzo in Cassazione è stata fissata un’udienza dibattimentabile pubblica. Se il caso fosse stato ritenuto viziato da irregolarità formali (come ad esempio un ritardo insanabile nei tempi di presentazione della querela della parte lesa) o fosse risultato evidente che i fatti contestati sono già prescritti, i giudici avrebbero fissato l’udienza in camera di consiglio, misura deflattiva prevista proprio per alleggerire i carichi processuali. Il caso don Giorgio, dunque, si discuterà in un pubblico dibattimento. Proprio ieri gli avvocati di parte civile Gianni Lanzinger e Arnaldo Loner hanno depositato una memoria di replica (alle istanze dei difensori del sacerdote) di ottanta pagine. E’ probabile che il processo si decida sulla valutazione dei ricordi riamersi nella presunta parte lesa grazie alla psicoterapia. Gli avvocati di don Giorgio punteranno molto sulla inattendibilità intrinseca di quelli che la difesa ritiene «falsi ricordi» con una possibile soprapposizione di ruoli e persone che rientrano nel vissuto della ragazza denunciante. La difesa di don Giorgio tenterà di dimostrare una errata valutazione non solo di alcuni testimoni-chiave ma anche della figura del nonno della vittima. Così come, sempre la difesa, invocherà la necessità di valutare con maggiore attenzione la portata di alcuni testimoni importanti che nel corso del processo non hanno fornito riscontri oggettivi al racconto della denunciante. Potrebbe essere proprio questo un altro punto decisivo. Al centro delle valutazioni contrapposte finiranno ancora una volta le deposizioni della catechiesta Culatti Vigni, del parroco don Pedrotti, del ragazzo indicato dalla denunciante per aver preso parte ad alcune violenze sessuali in canonica sotto la «regia» di don Giorgio. Nessuno dei tre ha confermato il racconto (seppur sempre lucido e dettagliatissimo) della parte lesa. Dimostrazione, seconda la difesa, della inattendibilità della ragazza vittima (seppur in perfetta buona fede e in condizioni mentali sane) di falsi ricordi. Ipotesi seccamente respinta dagli avvocati di parte civile secondo i quali tutti e tre i testi avrebbero avuto, in realtà, buoni motivi per non ricordare. Il parroco e la catechista per paura che potesse emergere dell’altro, il ragazzo per paura di essere accusato di concorso nelle presunte violenze sessuali. – Mario Bertoldi

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/altoadige/2009/02/28/AZ6PO_AZ601.html

Advertisements