A domanda risponde il Procuratore Mario Giulio Schinaia.

Romeo, chi sei tu, Romeo?

by perdamasco @ 2009-01-25 – 18:36:56

A domanda risponde il Procuratore Mario Giulio Schinaia.

“Chiudendo la porta su qualsiasi sviluppo giudiziario sulla vicenda che sta coinvolgendo l’Istituto Sordomuti, dichiara: “Impossibile indagare su questi fatti!”

Perché mai, mi direte? Semplice: perché sono successi più di 25 anni fa. Ma per fortuna, le autorità ecclesiastiche non hanno i tempi di prescrizione come la giustizia ordinaria.

Già, non ha i tempi della giustizia ordinaria; ha gli eterni della Giustizia straordinaria, la quale, in attesa del processo, consente, per sua norma, il piede libero a tutti gli accusati.

Il procuratore, inoltre, “ esclude, categoricamente, di aprire un fascicolo per far luce sulle parole di Don Zenti, pronunciate due giorni fa.

Il Vescovo aveva affermato di sentirsi vittima di un ricatto dei vertici dell’Associazione Provolo. “ Mi avevano minacciato di rendere pubblici questi episodi di pedofilia se non avessi accolto le loro richieste”.

Per il Procuratore, però, mancano gli elementi fondamentali per parlare di estorsione.

Che se ne ricava da questo? A mio vedere, se ne ricava che il Zenti non ha denunciato chi dell’Associazione l’avrebbe ricattato, e chi si è sentito diffamato dallo Zenti per tale dichiarazione, non ha denunciato il Vescovo.

A domanda risponde don Danilo Corradi del Provolo.

Auspicando voglia di chiarezza, il Corradi dichiara “ a parte un seminarista che è stato rimandato in famiglia, mai ho avuto segnalazioni di reali fatti, concreti, accaduti… “ E che voleva, il Corradi, per provvedere? Il morto in casa?!

Mi meraviglio di lei, don Corradi. Nei corridoi dei Collegi al massimo della concretezza, si susssssurrra!

Concreti, reali, accaduti, al massimo, li si dice nei confessionali, ma lì, cadono come “corpo morto cade”, caro Corradi, perché il segreto confessionale attorciglia nella comune paccia di quel dogmatico silenzio, sia l’animo del confessore che quello di chi si confessa!

Il quale, ovviamente, si duole si pente e promette di non farlo più!

Sino alla prossima volta, evidentemente, se ciò che hanno narrato le vittime ( due volte vittime perché hanno aspettato più di 25 anni per parlare ) è realmente, concretamente accaduto, secondo quanto si aspetta il Corradi!

Neanche il Corradi sostiene il bisogno di un’indagine, perché, “padri non ci sono, confratelli non c’è ne sono più, non possono rispondere, non possono parlare.”

Tutti buttati fuori dal Provolo? Tutti buttati fuori dalla chiesa? Tutti morti? Non lo dice, ed io non lo so, ma il Corradi che pure pretende fatti, accadimenti, concretezza, quando gli fa comodo lascia affermazioni in sospeso.

A domanda risponde il patriarca di Venezia.

“ I direttori di giornali che hanno giudicato “che non si poteva non farlo” si sono mossi sul verosimile o hanno avuto la vera passione alla verità?” Che cacchio significa?!

E che altro vuol dire “hanno giudicato che non si poteva non farlo” se non che qualcuno ha chiesto loro di non farlo?!

Chi, gliel’ha chiesto? L’associazione Provolo? Non direi proprio! Al che, non ci resta che la chiesa! O no?!

“Vera passione per la verità”? Ma che sta dicendo, sto Angelo?!

Non esisterebbero istituzioni ecclesiastiche, se le chiese avessero vera passione per la verità detta da chi è andato a morire a cavallo di una mula! Ma forse, l’Angelo intendeva passione per le umane verita’.

E cosa gli fa pensare che i Direttori dei giornali ci provino meno dei preti, o con la stessa possibilitàdi errore in cui possono cadere i preti!

Comunque sia, ai Media gli sta bene questo schiaffo! I Media dovrebbero smetterla di considerarci come clienti da frutta e verdura!

Dovrebbero smetterla di presentarci le mele più lucide sopra e sotto quelle meno lucide!

Ci diano mele e basta! Ma anche i giornali sono botteghe! Rassegnamoci noi, e si rassegni l’Angelo.

A domanda risponde il vescovo di Padova.

Accusa pesante, infamante… senza nomi e cognomi… non circostanziata… senza approfondimento … senza un’analisi ben chiara… Auspica, poi, che la stampa tratti la faccenda con “delicatezza” e “voglia di verità”.

Nella cronaca dei fatti pubblicata da l’Arena, a parte il nome del Presidente dell’Associazione, non c’è il nome delle vittime ( o presunte tali ) tuttavia, c’è la foto di un gruppo di loro.

Il che vuol dire, che se non altro hanno avuto il coraggio della loro faccia!

Il don Corradi del Provolo, invece, non ha avuto neanche il coraggio di dire se i presunti violentatori sono vivi o morti!

Con che faccia il vescovo di Padova, quindi, può dare lezioni di faccia ai Sordomuti del Provolo di Verona?

A domanda risponde il vescovo di Vicenza.

Parlando del vescovo di Vicenza, il Busi scrittore lo dice “quella”.

“Non commento… “ Spesso ci si trova impotenti davanti a campagne orchestrate per confermare tesi che poi si rivelano fasulle”.

Mi par di sentire tutti quelli che gridano al complotto quando i media li prendono in causa quando non in castagna!

A domanda risponde l’Associazione Provolo.

Rilanciando le accuse dall’Università, afferma: “è sempre stato difficile farsi ascoltare” . [ Credetemi, so molto bene quanto sia vero! ]

“ Lo chiedono da anni, e mostrano copie di lettere, di dichiarazioni sottoscritte da decine di firme, di volantini.

E raccontano.

Riferiscono storie di violenze non solo sessuali. In alcuni casi, vere e proprie torture. Sempre su l’Arena, da un articolo di Giancarlo Beltrame, estrapolo:

“Racconta un sordo, che ora ha molti decenni in più: sono entrato al Provolo che avevo otto anni. A 11, un prete, ( di cui fa il nome ma che il giornalista non pubblica, forse per tenerezza e voglia di verità ) in piedi davanti a tutti noi ragazzi sordo muti, afferra un bastone grosso come un due euro, picchia sulla schiena un nostro compagno sino a che il bastone si spezza, ne prende un altro più grosso e lo picchia sino a che si spezza anche quello, poi prende una cinghia perché “quella almeno non si sarebbe rotta”.

Di violenze ( all’ordine del giorno ) ne racconta anche il Presidente dell’Associazione: picchiato sulle mani con un frustino, schiaffi, pugni, strattoni di capelli, pizzicotti, orecchie storte. Raccontato da un altro, ustioni da ferro da stiro sul dorso delle mani subite da un ragazzo che non voleva studiare;.

“Nelle riunioni dell’Ente Nazionale Sordomuti ne abbiamo parlato più volte. Nessuno può dire di non aver mai saputo. ” Ma non erano creduti!

Il Dalla Bernardina aveva detto ai suoi che c’era un prete che gli sparava proiettili di plastica e/o di gomma. Non è stato creduto neanche da loro.

Non volevano credere che fatti del genere potessero farli i preti! Così, smise di parlargliene.

Su di una tv locale, reazione da impossibilità a credere, l’hanno avuta anche due pensionati ed una donna sulla quarantina.

Impossibile!!!!

La signora sulla quarantina ha detto: mi cadrebbe tutto un mondo, se fosse vero!

Capite adesso perché quei ragazzi hanno taciuto?

Hanno taciuto perché la vernice di certi sepolcri, comunque sia il morto e/o il tempo di sepoltura, e’ sempre bianca.

E con questo, anch’io ho risposto alla tua domanda, Giulietta.

http://perdamasco.blogs.it/2009/01/25/romeo-chi-sei-tu-romeo-5445473/

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