«Violenze in doccia e a casa del prelato» LA DENUNCIA. Al settimanale le vittime hanno testimoniato in video

«Violenze in doccia e a casa del prelato»
LA DENUNCIA. Al settimanale le vittime hanno testimoniato in video

Da due anni, tramite tre associazioni, gli ex allievi avrebbero segnalato i gravi fatti alla Curia

  • 23/01/2009

È dettagliata la cronistoria della vicenda ricostruita dal giornalista dell’Espresso.
«Da quasi due anni», si legge nel numero del settimanale, «gli ex allievi si sono appellati anche alla Curia di Verona, informandola nel corso di più incontri. Il presidente dell’Associazione sordi Antonio Provolo, Giorgio Dalla Bernardina, ne elenca tre: a uno hanno preso parte 52 persone. E scrive al vescovo: “Nonostante i nostri incontri in Curia durante i quali abbiamo fatto presente anche e soprattutto gli atti di pedofilia e gli abusi sessuali subiti dai sordomuti durante la permanenza all’istituto, a oggi non ci è stata data alcuna risposta”. L’ultima lettera è dell’8 dicembre 2008. Pochi mesi prima, a settembre, avevano fatto l’ennesimo tentativo, inviando una raccomandata al vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti. Senza risposta, “nonostante le sue rassicurazioni e promesse di intervento”. Questa missiva è stata firmata da tre associazioni di sordi: Associazione Sordi Antonio Provolo, Associazione non udenti Provolo, Associazione sordi Basso Veronese-Legnago».
A L’Espresso i «protagonisti della denuncia citano un elenco di casi che parte dagli anni Cinquanta. Descrivono mezzo secolo di sevizie, perfino sotto l’altare, in confessionale, dentro ai luoghi più sacri. Quei bambini oggi hanno in media tra i 50 e i 70 anni: il più giovane compirà 41 anni fra pochi giorni. Qualcuno dice di essere stato seviziato fino quasi alla maggiore età. Gli abusi, raccontano, avvenivano anche in gruppo, sotto la doccia. Scene raccapriccianti, impresse nella loro memoria. Ricorda Giuseppe, che come tutti gli altri ha fornito a L’Espresso generalità complete: “Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia”. Ma la storia più angosciante è quella di Bruno, oggi sessantenne, che alla fine degli anni Cinquanta spiccava sugli altri bambini per i lineamenti angelici: era il ‘bello’ della sua classe. E solo ora tira fuori l’incubo che lo ha tormentato per tutta la vita: “Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al quindicesimo anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo dai seguenti preti e fratelli”. Ha elencato 16 nomi. Nella lista anche un alto prelato: due sacerdoti del Provolo avrebbero accompagnato Bruno nel palazzo dell’ecclesiastico. “Avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un’esperienza terribile che mi ha procurato gravi problemi psicologici”.

http://www.larena.it/stories/Cronaca/133728/

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