Un prete e un imam coinvolti in una inchiesta sulla pedopornografia della polizia di Udine

25 ottobre 2008 Un prete e un imam coinvolti in una inchiesta sulla pedopornografia della polizia di Udine, che coinvolge 98 persone http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=87515 Pedopornografia, tra gli indagati un segretario comunale e operatori di culto

Novantotto persone indagate – fra le quali un segretario comunale e alcuni operatori di culto cattolico e musulmano – due arrestate in provincia di Trento e una quantita’ enorme di materiale sequestrato.

Gli indagati hanno tra i 26 e i 59 anni

Roma, 25-10-2008
La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine ha eseguito un’importante operazione contro la pedopornografia in rete. Sono state compiute 98 perquisizioni, nei confronti di altrettanti indagati, in 37 province italiane.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Trieste, ha permesso di scoprire un sito dal quale era possibile scaricare video pedopornografici a pagamento, con bambini e bambine di varie etnie, di eta’ compresa tra i 2 e gli otto anni, coinvolti in atti sessuali con adulti.

Novantotto persone indagate,  di eta’ compresa tra i 26 e i 59 anni, – fra le quali un segretario comunale e alcuni operatori di culto cattolico e musulmano – due arrestate in provincia di Trento e una quantita’ enorme di materiale sequestrato. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questa mattina a Udine.

Le persone indagate  “rispecchiano – ha detto Romeo Tuliozzi, responsabile della Polposta di Udine – un po’ tutte le categorie sociali: dai professionisti agli studenti, dagli operai agli impiegati fino agli operatori di culto, sia cattolici sia musulmani”.
Nell’operazione – cominciata agli inizi del 2007 – sono stati sequestrati 118 personal computer, 168 hard disk, 3.634 cd, 678 dvd, 579 videocassette e 49 pendriver.

L’indagine e’ partita ‘monitorando’ un sito internet, per accedere al quale si doveva pagare 98 dollari, che pubblicizzava solamente materiale pedopornografico. Si e’ cosi’ potuto
appurare che il server era negli Stati Uniti, mentre la societa’ che gestiva il traffico era di Mink (Bielorussia). Contatti con il Dipartimento dell’Immigrazione Usa e con il Dipartimento per
i crimini informatici di Minsk hanno permesso di debellare la ‘banda’. Nella capitale bielorussa, in particolare, sono stati sequestrati quattro milioni di dollari provento degli acquisti
on-line di materiale pedopornografico.