“Pedofilia, un prete Usa dice messa dai Saveriani”

IL CASO. L’Istituto missionario di viale Trento ospita il sacerdote da novembre, ma da pochi giorni ha saputo la verità

L’ordine ai Saveriani di Vicenza arrivò direttamente dal superiore Rino Benzoni della casa generalizia di Roma: «Dovete ospitare il confratello padre James Tully a Vicenza. Ma non deve prestare servizio fuori dell’Istituto e non deve confessare». Era lo scorso novembre. Il rettore dell’Istituto di Viale Trento padre Mario Giavarini non si pose tante domande e lo accolse. Ha saputo la verità solo nei giorni scorsi. Il confratello americano «dolce, buono e servizievole» che aveva accolto sotto il suo tetto e che tuttora vive a Vicenza all’Istituto Missioni Estere di Viale Trento 119, è stato coinvolto in uno dei più gravi scandali Usa, quello dei preti pedofili. Lo ha scovato Bill Nash, un cittadino americano che dice di essere stato sua vittima, attraverso l’associazione Prometeo impegnata nella guerra alla pedofilia, che lo accusa di aver abusato di altre 7 persone. Nash non è arrivato a Vicenza, ma la sua lettera è giunta fino a papa Ratzinger al quale ha scritto: «Quel prete deve essere rimosso dal sacerdozio per tutto il male che ha fatto».
Ieri mattina, dopo la messa, padre James Tully ha parlato di sé per la prima volta davanti ai nove confratelli di Vicenza con i quali vive. Tra il silenzio dei padri, molti dei quali anziani, ha rinnegato le accuse di pedofilia tornate pesantemente alla ribalta: «Gesti interpretati male – ha detto guardandoli in faccia -. No sex, believe me. Sesso niente, credetemi». Loro, i padri saveriani, hanno fatto quadrato attorno a lui: «Abbiamo fiducia in te padre James e continueremo ad ospitarti fino ad ordini diversi».
Foto e storia del reverendo Tully, 61 anni, faccione pieno e basco chiaro, è riassunta in un database pubblicato su internet e dedicato ai preti accusati di abusi sessuali: il saveriano venne accusato nei primi anni Novanta di avere dato dell’alcol a tre ragazzi e di averne tenuto uno «afferrato per la coscia interna» durante una partita di baseball a Milwaukee. Da quanto si legge nel sito egli fu anche curato nel Connecticut per i suoi “sexual problem”, si fa inoltre riferimento ad una lettera del suo terapista in cui il prete «non avrebbe negato le responsabilità per il suo comportamento e realizzato il danno commesso». Non solo.
Il cittadino americano Bill Nash lo ha cercato per mezzo mondo tirando in ballo presunte violenze subite quando era in Seminario, negli anni Settanta.
Padre Tully ieri ha spiegato ai confratelli vicentini: «In America i preti hanno vita dura, c’è una sorta di caccia alle streghe, qualsiasi comportamento viene interpretato male. Una mano appoggiata su una spalla viene passata per una violenza». I confratelli vogliono sapere del processo: «Non sono stato condannato, chi mi accusava ha firmato un accordo». Tully è stato trasferito per anni nella missione dei saveriani in Sierra Leone. A Roma arrivò nel 2002 dopo che in una lettera all’arcidiocesi di Boston venne accusato di aver molestato un ragazzo nel 1970, quando lui ne aveva 38. Da otto mesi è a Vicenza. «Padre James cucina, segue i preti anziani, taglia l’erba, passeggia per la città, concelebra la messa in viale Trento». Ora et labora. Il rettore lo difende: «Non è scappato, non è fuggito, non è nascosto. Io gli credo. Se fosse stato condannato sarebbe stato espulso dall’Ordine».
Papa Benedetto XVI durante la sua recente visita negli Usa ha assicurato: «I pedofili saranno esclusi dal sacerdozio». Nash, ricordando l’orrore, ha scritto al Pontefice: «Anche padre Tully deve essere rimosso». Per ora celebra messa a Vicenza. Padre Giavarini è con lui: «È perseguitato, noi gli vogliamo bene e gli crediamo. Del resto non c’è condanna».

http://stage7.presstoday.com/_Standard/Articles/4341880

Advertisements