Poliziotto e medico indagati per il prete

17 dicembre 2007 Loredana Grita

Un poliziotto ed un medico indagati per aver avvisato padre Francesco Di Rienzo della scabrosa indagine per abusi sessuali che lo riguardava. E pertanto sono finiti a loro volta sotto inchiesta e potrebbero essere chiamati a rispondere di rivelazioni di atti d’ufficio e favoreggiamento.

L’ex cappellano dell’ospedale civile di Imperia, ora trasferito a Torino, è invece accusato di aver toccato nelle parti intime un adolescente figlio di una dipendente dell’ospedale. Padre Francesco, tutelato dall’avvocato Carlo Fossati, ha però negato tutto. «Sono soltanto accuse infamanti – ha detto il sacerdote – nei confronti di chi, come me, ha sempre e soltanto fatto del bene al prossimo». Ma le indagini vanno avanti e la scorsa settimana poliziotto e medico, entrambi assistiti dai rispettivi legali di fiducia, sono stati interrogati, il primo negli uffici della procura della Repubblica, l’altro in quelli della Questura. Nei due palazzi le bocche sono cucite, ma da quel che trapela dal fitto riserbo, («Non ho nulla da dire», taglia corto il sostituto procuratore, Maria Paola Marrali), pare che poliziotto e medico abbiano fatto in modo che il sacerdote sapesse che la polizia stava svolgendo la delicata indagine che lo riguardava.

In particolare i poliziotti della squadra mobile diretti dal commissario Raffaele Mascia, stavano investigando in seguito alla denuncia di una mamma la quale, nero su bianco, aveva raccontato che il figlio adolescente era stato oggetto di attenzioni particolari da parte del prete. Il fatto era venuto alle orecchie del religioso (proprio da questo ha preso le mosse la seconda tranche di indagine che vede oggi iscritti nel registro degli indagati poliziotto e medico) il quale aveva iniziato a dire in giro di essere vittima di voci false. Ma l’inchiesta, ovviamente, è andata avanti arricchendosi di particolari e sdoppiandosi. Da una parte il fascicolo per abusi sessuali con il nome del padre camilliano; dall’altra quello per rivelazione di atti d’ufficio e favoreggiamento con due persone sottoposte a indagine: il poliziotto, alla soglia della pensione, che avrebbe “curiosato” in questura per verificare l’esistenza di una indagine a carico del prete, e il medico che successivamente avrebbe avvisato l’ex cappellano riferendogli che la polizia stava verificando l’attendibilità di una denuncia per abusi sessuali che lo riguardava.

E’ possibile che poliziotto e medico siano stati mossi da amicizia nei confronti del sacerdote, di fatto però la loro intrusione potrebbe aver compromesso la prosecuzione dell’indagine della procura a carico del prete, indagine che va avanti da qualche mese e che dovrebbe essere prossima a conclusione. Nel frattempo all’ospedale è arrivato un nuovo cappellano, padre Andrea Tarkowski, anch’egli appartenente all’ordine dei camilliani, che raccoglie l’eredità di un predecessore comunque dinamico e di grande iniziativa: padre Francesco nei cinque anni in cui si è fermato a Imperia ha promosso corsi di formazione con interventi di medici, personale Avo e assistenti sociali, realizzato opuscoli legati ai servizi per le “anime” dei degenti e organizzato alcune giornate di volontariato in cui sono stati premiati gli addetti impegnati nell’assistenza. L’ex cappellano a questo punto è in attesa di destinazione. Sembra, ma non è ancora definitivo, che la sua futura sede torinese possa essere l’ospedale Sant’Anna, specializzato in Ginecologia e Pediatria.

http://www.ilsecoloxix.it/imperia/view.php…b1-0003badbebe4

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