Brescia, preti pedofili. Don Mario Neva rinviato a giudizio per diffamazione

Don Mario Neva in tribunale per diffamazione
Venerdì, 30 Novembre 2007

Don Mario Neva in tribunale

Sacerdote a processo:l’accusa è diffamazione

Rinvio a giudizio con l’accusa di diffamazione per Don Mario Neva, il sacerdote bresciano noto per essere sceso in piazza anni fa per difendere i religiosi e le insegnanti di due scuole materne accusati di pedofilia, poi assolti. Il processo a carico del sacerdote si svolgerà, in rito abbreviato, il 18 aprile. A renderlo noto con un comunicato stampa è stata la stessa ssociazione Prometeo lotta alla pedofilia che fa capo alla presunta vittima della diffamazione, Massimiliano Frassi.

«La denuncia – ha spiegato Frassi – è stata presentata per i feroci attacchi che ci sono stati mossi dal sacerdote bresciano».

Due posizioni opposte quelle di Frassi e don Neva per affrontare il delicato tema della pedofilia.

Don Neva è considerato «l’innocentista»: quando scoppiò il caso dei presunti abusi negli asili bresciani, parlò di una sorta di epidemia che aveva fatto diffondere «la falsa accusa di abuso». Più colpevolista Frassi. Don Neva, però, è sempre andato avanti a difesa di chi secondo lui è stato accusato ngiustamente mettendo in conto calunnie, sospetti, e illazioni.

(da: Il Brescia)

http://veriabusi.blogspot.com/2007/11/don-mario-neva-in-tribunale-per.html

Stralcio di un articolo de La Repubblica del 18 ottobre 2004

LA DIFESA PUBBLICA DEI SACERDOTI. Molti bresciani lo ricorderanno fin che vivranno quel 13 luglio del 2004, quando due parroci si difendono dal pulpito rendendo noto ai loro fedeli di aver ricevuto un avviso di garanzia. Molti bresciani ricorderanno che quel giorno ci fu un grande e lungo applauso di solidarietà a partire dai primi banchi dove sedeva il sindaco. E ricorderanno di aver pensato: come possono uomini con un passato e un presente di prima grandezza nel volontariato, negli oratori, nella vita della città essere anche lontanamente coinvolti in accuse così infamanti? “Non voglio essere ricordato come un prete pedofilo, perché non lo sono”, diceva il parroco di San Faustino invocando “una giustizia con le lettere maiuscole che a Brescia spero sia ancora di casa”. Da questo preciso momento Brescia, tutta Brescia, è costretta a schierarsi

LA CROCIATA.
E c’è chi prende molto sul serio questo appello. Uno dei protagonisti del processo di piazza si chiama don Mario Neva, amico degli indagati, ma soprattutto assistente spirituale all’Università Cattolica e nello stesso tempo prete di frontiera che ha tolto le prostitute dalla strada. La sua crociata per difendere gli indagati passa dalle lettere ai giornali, all’organizzazione di fiaccolate di solidarietà al carcere dove sono rinchiuse le due maestre, alla mailing list che, a detta sua, raggiunge un migliaio di persone, alle interviste. “In questi mesi ho preparato un dossier – spiega – in cui ho ricostruito tutta la vicenda. Una contro-inchiesta. Il primo errore giudiziario è incominciato con il primo processo (quello alla prima scuola ndr). Non nego che ci siano preti pedofili, ma nego che ci siano qui a Brescia”. Ma allora come è potuto accadere? “Alcuni genitori hanno perso la testa, le perizie e gli incidenti probatori fatti sulle testimonianze dei bambini sono stati viziati da prestazioni psicologiche disastrose e qualche forza politica ha cercato di strumentalizzare la vicenda”. Don Neva ha ricevuto anche un richiamo del Garante della privacy per aver fatto pubblicamente i nomi dei genitori di alcuni bambini coinvolti. “Lo sapevo, ma intanto quando mi fermeranno avrò già comunque raggiunto il mio scopo”. Quale? “Dimostrare che a Brescia non è successo nulla, salvare la comunità da una ferita che non si sanerebbe neanche in una generazione.
Note: Nel 2004 Don Mario Neva rivolse varie accuse all’Associazione Prometeo di Massimiliano Frassi che aveva offerto supporto ad alcune famiglie coinvolte nel processo all’Asilo Sorelli, e questi lo querelò per diffamazione.


Dal quotidiano “Bresciaoggi” del 19 settembre 2008

PEDOFILIA. Per gli «attacchi» a Prometeo

«Non diffamò» Assolto don Neva

Don Mario Neva, assistente spirituale della Cattolica, assisitito dall’avvocato Stefano Lojacono, è stato assolto dall’accusa di diffamazione che gli era stata mossa dall’associazione Prometeo, presieduta da Massimiliano Frassi. Il gup Luciano Ambrosoli ha assolto il sacerdote dalle accuse dell’onlus che si definisce di «lotta alla pedofilia e di tutela dell’infanzia violata».
Il presidente dell’associazione sporse denuncia ritenendo che don Neva avesse mosso «attacchi feroci» a Prometeo. I fatti contestati a don Neva risalgono all’estate del 2004 quando due maestre della scuola materna comunale Sorelli finirono in carcere e scoppiò lo scandalo dei presunti abusi nella scuola (in primo grado sei maestre, un bidello e un sacerdote sono stati assolti e per ottobre è fissato il processo d’appello).
Don Neva subito dopo l’arresto delle due maestre promosse una serie di raccolte di firme e organizzò anche una fiaccolata di solidarietà per le maestre all’esterno del carcere di Verziano. Il sacerdote invitò la città a riflettere e fu il primo a parlare di contagio tra i genitori dei bambini. Affermazioni diffamatorie per Prometo, ma non per il giudice.

W. P.

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