E NON SI CHIEDONO PERCHÉ

di Baronio

Dopo gli scandali remoti e recenti che hanno infangato la Chiesa – e la Chiesa italiana – assistiamo in questi giorni ad un altro fatto che conferma lo stato di totale degrado in cui versa il basso Clero. È di ieri la notizia dell’arresto del Vicerettore del Seminario Maggiore di Brescia, don Marco Baresi, accusato di pedofilia e di detenzione di materiale pedopornografico.

Sappiamo bene con quanta prudenza agisca un pubblico ministero nel nostro Paese, allorché deve firmare un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di un ecclesiastico; e la stampa ci informa che l’indagine sui presunti reati di cui si sarebbe reso colpevole don Baresi era in corso già dalla scorsa estate. 

A questo punto ci si domanda per quale ragione il Vicerettore non sia stato sospeso dall’incarico, e perché nei suoi confronti il Vescovo non abbia nominato un promotore di giustizia, per svolgere un’inchiesta nell’ambito di un regolare processo penale canonico. La posizione ricoperta dal sacerdote bresciano era talmente delicata – per il contatto quotidiano con adolescenti destinati al Sacerdozio – da richiedere sin dalle prime avvisaglie la massima severità, anche alla luce dei documenti promulgati dalla Santa Sede.

E invece ai telegiornali della sera assistiamo increduli alle attestazioni di solidarietà del Vescovo per il suo Vicerettore, tanto scontate quanto inopportune. Qui non si parla di presunzione di innocenza, ma di protezione dei giovani, oltre che di salvaguardia del buon nome della Diocesi e del Seminario.

L’impressione che si ricava è che molti Prelati non abbiano alcun interesse ad istruire un processo canonico, perché temono che il reo possa denunciare i suoi confratelli e far emergere scandali ben peggiori.

Così, anziché agire nel modo più trasparente ed affrontare seriamente la piaga devastante dell’omosessualità del Clero – con tutte le sue implicazioni e deviazioni – nella sede giudiziale più idonea, si ricorre all’insabbiamento, al silenzio omertoso, danneggiando gravemente l’immagine della Chiesa già ampiamente compromessa. Senza ricordare il danno irreparabile che si arreca alle anime semplici, offese nei loro sentimenti più sacri e scandalizzate dal comportamento di molti sacerdoti indegni.

Non è carità, ma pavidità, se non connivenza e complicità. Perché la carità è amore illuminato dalla Verità e finalizzato al Bene, mentre qui assistiamo ad un silenzio inerte da parte di Pastori costituiti in autorità per pascere il gregge affidato loro, che avrebbero invece il dovere di ammonire e punire. E se si pensa ai severi moniti del Sommo Pontefici e dei Dicasteri romani, si rimane davvero sconcertati a veder disattesi gli ordini dei Superiori, mantenendo le Diocesi nello sfascio ed assistendo imbelli alla catastrofe.

Non ci si stupisca se i Seminari sono privi di vocazioni: a giudicare dalla diserzione delle chiese nei giorni di precetto e dal numero di pubblici concubinati superiore ai matrimoni religiosi, l’assenza di vocazioni dimostra di essere lo specchio di uno stato comatoso della Religione in un Paese che un tempo si diceva cattolico. Inutile raggruppare le parrocchie per far numero: continuando così i fedeli saranno sempre meno, e sempre meno i Ministri sacri. Se poi le scarsissime vocazioni al sacerdozio devono essere affidate ad un losco individuo perché abusi di loro, c’è già di che rallegrarsi se i fedeli non danno l’assalto al Seminario.

D’altra parte, l’immagine della Chiesa che emerge dalla cronaca degli ultimi mesi non invoglia certo i pochi genitori cattolici a favorire l’eventuale vocazione del proprio figlio.

Molti eccellentissimi, troppo presi da riunioni e consigli permamenti, non si chiedono il perché di questa corsa verso la rovina. Se le chiese sono vuote, è perché da troppi pulpiti si è smesso di insegnarvi la Parola di Dio e di darvi esempio di santità con una condotta di vita esemplare; e se sono vuoti i Seminari, è perché li si è trasformati in tristi studentati senza autorità, accogliendovi internet e la televisione ed allontanandovi lo spirito di penitenza e la Croce, via regale del Sacerdozio cattolico; troppe dissertazioni sulla partorale di questo e di quello, e nessuna preparazione teologica e spirituale. E a chi non sa adorare e rispettare il Signore Dio nel Santissimo Sacramento, quale rispetto si potrà sperare per le anime che gli sono state affidate?

Sia chiaro: queste osservazioni impietose vogliono solo essere un grido d’allarme perché non ci si limiti a prendere atto dello sfacelo, ma si agisca con determinazione. Non basta diagnosticare la cancrena: occorre amputare senza ripensamenti o falsa pietà la parte putrida, per salvare quel poco di sano che è rimasto. E l’amputazione va fatta subito, perché se l’infezione di propaga ulteriormente sarà troppo tardi. La stessa severità dovrebbe essere applicata a chi corrompe lo spirito, al pari di chi corrompe la carne: si caccino dai Seminari e dagli Atenei, dai periodici religiosi e dai giornali diocesani, tutti quei sediziosi che distorcono la Verità cattolica a vantaggio dei settari, che osano attaccare il Santo Padre e disobbedirgli apertamente, opponendo le proprie teorie eterodosse all’ortodossia di cui egli è custode. Se sono fuori dalla Chiesa di fatto, che lo siano anche giuridicamente, per non sedurre i semplici con i loro sofismi. E si ammoniscano pubblicamente anche i Rettori delle Università e dei Seminari, i direttori delle riviste per il clero, i responsabili dell’informazione cattolica, i manutengoli dei movimenti e i portavoce d’ogni antipapa ancorché porporato, per l’appoggio e la collaborazione che dovessero prestare ai nemici interni.

Se è triste che sia la magistratura a far pulizia nei Seminari, è raccapricciante che si debba giungere alle fattispecie di reato, senza che basti il peccato per esser giudicati indegni di ricoprire uffici ecclesiastici. Finché si continuerà a tacere, a fingere di non vedere, a promuovere anziché rimuovere, ad assegnare incarichi di prestigio agli inetti e ai ribelli per tacitarli, non si farà altro che contribuire all’affossamento di Santa Madre Chiesa, sia sul fronte morale sia su quello dottrinale.

http://www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=4194#a

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