Don Tommaso Antonio Tarsia, prete di Napoli, maniaco sessuale conclamato, continua a fare il parroco

Grazie ad un’interrogazione parlamentare del deputato della Rosa nel Pugno Maurizio Tugno, torna alla ribalta il caso un sacordote cattolico italiano, pedofilo e violentatore conclamato, coperto dalla chiesa.
L’indagine ha inizio il 19 dicembre 2006 quando Don Tommaso, parroco del quartiere Pianura di Napoli, viene denunciato dai genitori di una bambina di dieci anni per molestie sessuali. Don Tommaso era già stato arrestato ad Agrigento nel 1995 per aver ripetutamente violentato una donna con gravi disturbi mentali affidata alle sue cure. Per questo reato il prete era stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, con la sopsensione condizionale della pena. Dopo la condanna la Chiesa l’ha promosso a parroco ed il sacerdote ne ha approfittato per palpeggire quotidianamente in sacrestia la piccola vittima. Nonostante sia recidivo, la chiesa non ha ancora preso nessun provvedimento disciplinare nei suoi confronti

http://chiesacattiva.blogspot.com/2007/10/prete-di-napoli-maniaco-conclamato.html

Pedofilia, parroco agli arresti

Repubblica — 17 novembre 2006 pagina 8 sezione: NAPOLI
L’ AVEVA già fatto con una donna disabile. Era stato scoperto e messo sotto processo. Aveva patteggiato una pena di un anno e dieci mesi per violenza sessuale. Ora l’ ha rifatto, protetto dall’ abito talare. E per la seconda volta è stato scoperto, accusato da una bambina di dieci anni che frequentava la sua chiesa di Pianura e seguiva il catechismo. Abusi sessuali. Peggio: pedofilia. La piccola palpeggiata, toccata, molestata ripetutamente nella sacrestia. E lei sempre più zitta e spaventata, muta e introversa, inappetente e solitaria fino a quando i genitori, insospettiti, non hanno cominciato a chiedere e indagare. La verità è saltata fuori nel giro di qualche giorno. La bambina ha raccontato nei dettagli di quelle attenzioni che le riservava, dall’ estate scorsa, don Tommaso Antonio Tarsia, parroco dell’ ordine dei Vocazionisti fondato, proprio a Pianura, da don Giustino Russolillo. Il parroco sessantenne di Matera è stato arrestato – ha ottenuto i domiciliari – ieri su ordinanza di custodia cautelare chiesta dai pm del pool diretto dall’ aggiunto Alessandro Pennasilico. Inchiodato dal racconto della bimba, un film raccapricciante che si ripeteva puntualmente nella chiesa “Cuore eucaristico di Gesù” di contrada Romano. Una vicenda che comunque sarebbe rimasta isolata, secondo gli inquirenti. Non ci sarebbero infatti altri bambini frequentatori della parrocchia vittime delle attenzioni del parroco. Intanto agli occhi degli investigatori è saltata fuori l’ altra vicenda che aveva visto protagonista don Tarsia nel 1995, quando – in veste di direttore di un istituto assistenziale in provincia di Agrigento – venne accusato di aver avuto rapporti sessuali con una donna disabile ricoverata nell’ istituto. Don Tarsia rinunciò a difendersi, preferì concordare la pena. Un anno e dieci mesi. Quindi venne a Napoli, nella parrocchia di Pianura. La sua vita, nonostante la grave accusa, cambiò di poco. Con le prime indagini sugli abusi sessuali in sagrestia, don Tarsia era già stato trasferito in un’ altra diocesi circa due settimane fa, ma con l’ arresto è stato sospeso dall’ ufficio di parroco. Alla casa madre dei Vocazionisti, a Pianura, preferiscono non commentare l’ accaduto, mentre sulla vicenda interviene il vescovo di Pozzuoli – diocesi cui appartiene Pianura – per esprimere tutto il suo dolore e la sua amarezza. Poche parole, da parte di monsignor Gennaro Pascarella, per il resto una vicenda che la Curia di Pozzuoli preferisce trattare con estremo riserbo. (i.d.a.)

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/17/pedofilia-parroco-agli-arresti.html

Dopo il primo processo lasciò la Sicilia e gli fu affidata una chiesa in Campania
Pedofilia, arrestato un parroco già condannato per abusi nel ‘ 95
Napoli, bimba di 10 anni molestata per settimane in sacrestia

NAPOLI – Un sacerdote di sessant’ anni, Tommaso Antonio T., parroco nel quartiere napoletano di Pianura, è stato arrestato ieri con l’ accusa di aver abusato sessualmente per settimane di una bambina di dieci anni che frequentava nella sua parrocchia il corso di catechismo. Il prete, originario della provincia di Matera, è stato fermato a Grottole, in Basilicata, in casa di parenti. Subito dopo è stato trasferito a Napoli e accompagnato non in carcere ma nella sua abitazione perché il gip – che ha firmato l’ ordinanza di custodia cautelare su richiesta della sezione reati sessuali della Procura – gli ha concesso gli arresti domiciliari. Per padre Tommaso questa non è la prima vicissitudine giudiziaria, ha precedenti e sempre per storie di sesso. Nel 1995, quando dirigeva un istituto di accoglienza per disabili in provincia di Agrigento, fu accusato di aver costretto a rapporti sessuali una donna ospite del centro, affetta da gravi sofferenze psichiche. Al processo chiese e ottenne il patteggiamento (ammettendo quindi di fatto la propria colpevolezza) e fu condannato a un anno e dieci mesi di carcere, con sospensione della pena. Nonostante quella condanna, però, don Tommaso è riuscito a non essere messo in pensione, ma ad avere l’ affidamento di una parrocchia, seppure non più in Sicilia, dove è vissuto molti anni, ma a Napoli. Gli hanno affidato la chiesa del Cuore eucaristico di Gesù a Pianura, quartiere al confine tra la città e la zona flegrea. Gli abusi sarebbero avvenuti in sagrestia, e si sarebbero ripetuti più volte. Fino a quando la bimba ha raccontato ai genitori di quel prete che le metteva continuamente le mani addosso. Il 19 settembre è stata presentata la denuncia ai carabinieri, e sono scattate le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Angelo Pennasilico, che dieci giorni fa ha chiesto al gip l’ arresto del parroco. Nel corso delle indagini il sacerdote deve aver ricevuto anche una informazione di garanzia, perché che fosse al centro di un’ inchiesta lo sapeva lui e lo sapevano i suoi superiori: da alcune settimane, infatti, padre Tommaso era stato destinato a un altro incarico e aveva dovuto quindi allontanarsi dalla parrocchia, dove però non era stato sostituito. Ora il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Mazzarella (la cui Diocesi ha competenza anche sul quartiere di Pianura) esprime «amarezza e profondo dolore», fa sapere che il sacerdote arrestato è stato sospeso dall’ incarico di parroco e che ulteriori provvedimenti delle autorità ecclesiali saranno presi alla luce di quanto emergerà dall’ inchiesta della magistratura. Il vescovo però non spiega come mai a un prete condannato per reati sessuali sia stata affidata una parrocchia frequentata anche da bambini. Né lo fa don Giacomo Caprara, superiore della casa madre dei Vocazionisti – ordine al quale appartiene don Tommaso – che ha sede proprio a Pianura. Don Giacomo è anzi ancora più laconico del vescovo. Su questa vicenda, fa sapere, «non ho nulla da dire».

Bufi Fulvio

Pagina 20
(17 novembre 2006) – Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/2006/novembre/17/Pedofilia_arrestato_parroco_gia_condannato_co_9_061117094.shtml

CRONACA InviaStampaEmessa nei suoi confronti un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari
Già nel 1995 fu condannato per reati di violenza sessuale avvenuti in Sicilia
Pedofilia, parroco arrestato a Napoli
ha violentato una bambina di 10 anni

NAPOLI – Il parroco di una chiesa del quartiere Pianura a Napoli, T.T.A., di 60 anni, è stato arrestato dai carabinieri per abusi sessuali su una ragazzina di 10 anni. Nei suoi confronti è stata emessa una ordinanza di custodia agli arresti domiciliari su richiesta della procura di Napoli. Il sacerdote, che in passato era stato coinvolto in una vicenda analoga, è stato catturato a Macerata dove si era recato in visita ai suoi famigliari e trasferito a Napoli nella sua abitazione.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli abusi sarebbero avvenuti “con frequenza quotidiana” nella sacrestia dove il sacerdote, secondo l’accusa, palpeggiava la ragazzina.

Il parroco era stato già condannato per reati di violenza sessuale avvenuti in Sicilia nel 1995 quando era direttore di un istituto di assistenza. Nell’istituto avrebbe avuto rapporti sessuali con una ricoverata con problemi di salute mentale.

(16 novembre 2006) Torna su

http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/pedofilia/parroco-arrestato/parroco-arrestato.html

NAPOLI: PARROCO ARRESTATO PER PEDOFILIA, E’ SCANDALO!
di Alessio Paduano
Non bastava la vicenda dell’ insegnante milanese ad accendere i riflettori
sullo sconcertante tema della pedofilia. L’ ultimo a lasciare tutti
sbigottiti questa volta è stato un prete. L’ episodio è accaduto nel
partenopeo, dove il parroco sessantenne di una chiesa di Pianura, quartiere
alla periferia occidentale di Napoli, è stato arrestato dai carabinieri con
l’ accusa di abusi sessuali ai danni di una bambina di 10 anni. Le indagini
dirette dal procuratore aggiunto di Napoli, Alessandro Pennasilico, hanno
portato a risultati sconvolgenti. Gli abusi nei confronti della minorenne
sarebbero avvenuti con “frequenza quotidiana” nella sacrestia della chiesa,
dove il sacerdote palpeggiava la ragazzina. Dopo la richiesta di custodia
cautelare da parte della procura di Napoli, il parroco è stato trovato dai
militari nella casa dei genitori residenti a Grottole, comune in provincia
di Matera, ed è stato condotto agli arresti domiciliari nella sua casa a
Napoli. L’ arresto ha inevitabilmente portato alla sospensione del religioso
dall’ ufficio di parroco. L’ indagine sul presunto sacerdote-pedofilo era
partita lo scorso 19 settembre, quando i genitori della piccola, si recarono
presso la caserma dei carabinieri di Pianura dopo le rivelazioni della
figlia. Intanto la notizia di un parroco arrestato con l’ accuso di abuso
sessuale nei confronti di un minore, ha sconvolto anche monsignor Gennaro
Pascarella, vescovo di Pozzuoli, che tuttavia non ha rilasciata
dichiarazioni ufficiali sulla vicenda, seppur abitato da un forte senso di
amarezza. Del sacerdote al centro dell’ inchiesta non si può dire di certo
che sia un personaggio mite. Nel 1995, il parroco T. T. A., all’ epoca
direttore di un istituto di assistenza in Sicilia, fu condannato per reati
di violenza sessuale commessi ai danni di una donna, che per problemi di
salute mentale era in cura presso quell’ istituto.

Preti pedofili? Si arrestano ma l’archivio degli Interni non fornisce i precedenti!
di Giorgio Frasca Polara

22 Agosto 2007

http://64.233.183.104/search?q=cache:IZ6g2UFRDZcJ:mailgate.dada.net/italia/italia.venezia.discussioni/msg101311.html+pianura+pedofilia+t.t.a.&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it

Preti pedofili? Si arrestano ma l’archivio degli Interni non fornisce i precedenti!
di Giorgio Frasca Polara

“Attraverso la banca dati SDI (Sistema Di Indagine) del ministero dell’Interno non è possibile estrapolare dati nei quali, oltre ai provvedimenti presi nei confronti di una persona, emergano eventuali condanne precedenti subite per lo stesso reato”. E’ la desolata e preoccupata ammissione del viceministro dell’Interno, Marco Minniti, in risposta ad una interrogazione con cui il deputato Maurizio Turco (Rosa nel pugno) chiedeva conto dello stupefacente caso di un ex parroco di una chiesa del quartiere Pianura di Napoli, pedofilo conclamato e come tale appena arrestato ma già una volta severamente condannato, ancorché con la sospensione condizionale della pena, ma i cui precedenti non risultano nel casellario del Viminale.

Riepiloghiamo la storia. In seguito alle indagini del procuratore aggiunto di Napoli Alessandro Pennasilico, il sacerdote T.T.A. viene arrestato (salvo poi a fruire dei domiciliari) per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina di dieci anni vittima “con frequenza quotidiana” di attenzioni negli stessi locali della parrocchia. Ma la pedofilia del sacerdote era già stata accertata: nel 1995 costui era stato arrestato ad Agrigento per reati di violenza sessuale in Sicilia dov’era direttore di un istituto di assistenza: don T.T.A. violentava sistematicamente una donna ricoverata per disturbi mentali. E per questo era stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, ma, come si è detto, con la sospensione condizionale della intera pena. Il che significa che, quando l’ex parroco sarà condannato per la nuova impresa a Napoli, dovrà scontare in carcere la nuova e la vecchia pena.

Di più e di peggio: nei confronti del sacerdote (rimosso ora dall’ufficio di parroco, ma le autorità ecclesiastiche attendono l’esito del procedimento a Napoli per adottare misure nei confronti del prete così manifestamente recidivo) “non risultano essere state applicate in passato misure di prevenzione ai sensi di legge”, e questa è la seconda desolata constatazione di Minniti.

Con qualche malizia, certo involontaria, il viceministro dell’Interno ricorda poi che anche il codice di diritto canonico prevede la punizione del prete pedofilo “con giuste pene”, tuttavia non quantificate, e “non esclusa la dimissione dallo stato clericale se il caso lo comporti”. Al confronto di quel che accade in Italia, la chiesa cattolica Usa è decisamente coraggiosa e paga salato i danni fisici e soprattutto morali che i suoi sacerdoti pedofili provocano. Ecco infatti quel che ha detto qualche pubblicamente qualche settimana fa l’arcivescovo di Los Angeles, mons. Roger M. Mahony: “Presento le mie scuse personali a tutti quegli individui che hanno patito abusi sessuali per mano di un prete, di un religioso, di un diacono o di un laico appartenente a questa Arcidiocesi. Una compensazione finanziaria (per miliardi di euro, ndr) è inevitabilmente inadeguata ad alleviare il danno inferto, ma rappresenta uno sforzo per aiutare le vittime a ricostruire la loro vita e andare oltre”. Quando parole simili verranno pronunciate, per il caso dell’ex parroco T.T.A., dall’arcivescovo di Napoli e dal vescovo di Agrigento

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